Archive for dicembre, 2010

Non sono mai stata un’appassionata di montagna, da bambina non ho mai fatto settimane bianche, non ho imparato a sciare, in estate solo mare ed il solo guardare una salita mi accelerava la frequenza respiratoria, e non parliamo delle vertigini …..

Non so poi cos’è cambiato, il passare degli anni, la voglia di silenzio, il bisogno fisico del contatto con la natura, la necessità (non vitale, per carità ….) di far respirare l’aria buona alle figlie dando loro l’opportunità di imparare a sciare (si sa che nel nome del “ti faccio fare quello che non ho potuto fare io” a volte i genitori costringono i figli a cose a loro odiose, ma giuro che, alle mie pargole, sciare piace! ) ora ho trovato un posticino di cui mi sono innamorata: Corteno Golgi.

E dov’è? Direte voi … sarei tentata di non dirvelo, terrorizzata che possa lentamente perder il fascino unico del paesino che nessuno o quasi conosce, tranquillo, senza problemi di parcheggio, silenzioso e pulito anche in piena stagione sciistica, ma mi sento generosa: si trova in provincia di Brescia poco prima dell’Aprica (che è già in provincia di Sondrio) arrivando da Edolo (Valcamonica), poco dopo l’Aprica arrivando da Sondrio, comunque a circa 2 ore di auto da Milano e dai suoi negozi (che a pochi giorni dal Natale somigliano più a dei campi di battaglia che a luoghi di shopping).

Meno di 1000 metri sul livello del mare; prati, boschi, torrenti, cascatelle e tutti i servizi necessari, anche per chi non ha la macchina … tutto qui? SI’ !!!!

Lì ci si da tutti del “tu”, cosa che magari a qualcuno può dar fastidio, ma per me è grande motivo di gioia ….. , la gente è estremamente schietta e cordiale, il cibo favoloso, con chiari radici Valtellinesi, e quindi, alla faccia del colesterolo e della linea ci si può deliziare con salumi, formaggi, pizzoccheri, “Sciatt”, grigliate, salmì, “Cuz” …. tanto poi basta fare due passi e si smaltisce …. (ma quando mai? Lo so, ma lasciatemi l’illusione, altrimenti non mi godo il pasto!).

Detto questo, altrettanto “godibili” sono il pane e formaggio che si gustano seduti su di un prato ammirando la vallata dopo una bella camminata: sentieri e mulattiere ti portano attraverso boschi e pascoli, dove ho scoperto che ci sono un sacco di cose interessanti e “fruibili”: ho imparato a riconoscere tante erbe, fiori, funghi e frutti ….. sotto la guida paziente e sicura di nonna Angela ho raccolto mirtilli, lamponi e more, germogli di luppolo (ottimi per la frittata e di dice anche afrodisiaci ….), spinacini (germogli di Silene vulgaris), bacche di ginepro, fiori di tarassaco, funghi (anche se i porcini li trova solo lei!!!), bacche di rosa canina, insomma un sacco di cose salutari, ma giuro anche buone!

Ora, per non fare la figura di quella che pensa solo ai piaceri del palato (IO? Ma quando mai!) vi racconto qualcosa di più sulla storia del paese, che vanta di aver dato i natali a Camillo Golgi.

Golgi nacque a Corteno (prima si chiamava solo così) nel 1843 in una casa nei pressi della Chiesa. Nel 1906, questo cortenese, medico istopatologo, vinse niente di meno che il Nobel per la Medicina (bambini respirate che qui l’aria è intelligente!!!) grazie ai suoi studi sulle cellule neuronali.

Ricorre quest’anno il centenario della consegna dell’ambito premio ed il paese commemora l’anniversario con una serie di iniziative, tra cui l’apertura di un Museo a lui dedicato

Il territorio comunale di Corteno Golgi è piuttosto vasto, pur contando solo 2000 abitanti: la frazione più settentrionale San Pietro Aprica, confina con il comune dell’Aprica, località sciistica rinomata, mentre in frazione Sant’Antonio ci si trova immersi nel magnifico panorama di una delle prime Riserve Naturali della Lombardia, solcata da due magnifiche valli: la Val Brandét e Campovecchio, dove non è difficile incontrare cervi, ermellini, caprioli, volpi ed avvistare fra le vette un’aquila reale. Ma la Riserva di Sant’Antonio è solo una della tante zone di natura intatta del circondario infatti vi sono anche il Parco delle Orobie Valtellinesi e quello dell’Adamello, nonché la Riserva Naturale di Piangembro.

La salita per la Val Brandét è piuttosto impegnativa: la strada è larga, adatta anche al passaggio di fuoristrada (che però possono accedere sole se muniti di permesso speciale), ma abbastanza ripida, mentre per arrivare a Campovecchio si percorre uno stretto sentiero a lato del torrente, all’ombra del bosco, senza salite particolarmente impegnative e di una bellezza mozzafiato (entrambe le passeggiate sono adatte anche a bambini …. se hanno voglia di camminare!).

Un’altra bella passeggiata estiva o tardoprimaverile, veramente poco impegnativa, è quella che si può fare a Pian di Gembro – Trivigno, tra i 1400 ed i 1800 metri di altitudine: entrambe le frazioni del comune di Tirano (qui siamo già in provincia di Sondrio) si possono raggiungere in auto e da qui si dipartono numerosi sentieri pianeggianti che solcano pascoli, declivi circondati da un paesaggio indimenticabile.

Se, saziata la vista, non disdegnate un buon pasto mi sento di consigliare caldamente un pranzo all’Hotel Paradiso: non perdetevi gli “sciatt”, ma neppure i pizzoccheri, favolosa la grigliata, succulente le salsicce, profumati i salumi, delicatissime le “manfrigole”, meravigliosi i mirtilli sciroppati con il gelato o la panna montata …. l’ideale è andarci due o tre volte!!!

Un’ultima cosa: se arrivate dalla Valcamonica, consiglio, partendo al mattino, di impiegare la giornata di viaggio anche per visitare il Parco delle Incisioni Rupestri (Patrimonio UNESCO), Boario Terme che incontrate lungo il tragitto … e, perchè no, se avete bisogno di biancheria intima c’è un conveniente spaccio della Cotonella, sempre lungo la strada … non si sa mai

Insomma Corteno e tutto il circondario vale una visita, anzi quattro: in Estate, Inverno, Primavera e Autunno … ma mi raccomando non ditelo a nessuno e soprattutto:

 

RISPETTATE LA NATURA

Arte a FirenzeIl Cenacolo di Andrea del Sarto

Antico refettorio del convento vallombrosano annesso alla chiesa di San Michele. Costruito nel corso di un ampliamento del convento agli inizi del XVI secolo, Andrea del Sarto vi affrescò "l’Ultima Cena". Sulle pareti libere del refettorio sono distribuiti dipinti del’500 fiorentino tra cui opere di Vasari, Raffaellino del Garbo e Ceraiolo.

La Cupola del Brunelleschi

E’ possibile camminare attraverso gli interspazi delle mura del Duomo, salendo 463 gradini per giungere fino alla lanterna della famosa cupola realizzata dal Brunelleschi nel 1436.

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore

E’ il massimo monumento religioso cittadino, improntato allo stile gotico di semplici linee che fu proprio di Firenze. Iniziato da Arnolfo di Cambio nel 1296, fu coronato dalla cupola del Brunelleschi nel 1436.

Il Battistero

Uno dei piu’antichi edifici di Firenze, ricordato da Dante come il "bel San Giovanni". Per alcuni risale nella sua struttura al V secolo, per altri la costruzione è romanica del XI secolo. La cupola che ricopre la struttura ottagonale splende di mosaici di vari artisti, tra i quali Cimabue.

La Loggia di San Paolo

La Loggia di San Paolo del 1496 sorge di fronte alla chiesa di Santa Maria Novella ed è ornata da eleganti arcate con colonne. Sulla fronte si trovano i famosi medaglioni in terracotta di Giovanni della Robbia. Sotto il portico, la bella lunetta raffigurante l’incontro di San Domenico e San Francesco di Andrea della Robbia.

Questi sono solo alcuni dei monumenti più celebri di Firenze, una città infinitamente ricca di arte e di cultura, tanto che ancora oggi l’arte a Firenze costituisce uno spettacolo senza pari con eventi che si celebrano ogni giorno.