Author Archive

Ho 26 anni e sono nata e cresciuta a Monza. Per ovvi motivi affettivi quindi, non me la sento di sparare a zero sulla mia città come alcuni dei miei amici fanno (qualcuno addirittura con un blog su Monza). Confesso però di sentirmi più a casa quando visito il sud Italia, dove la mia famiglia ha le sue radici.

Monza ha pregi e difetti, come ogni centro abitato. La città è sicuramente in un ottima posizione, essendo vicinissima alla tranquillità dei panoramici paesaggi brianzoli e alla moderna Milano: entrambe le zone offrono svaghi interessanti e sono ad un tiro di schioppo da Monza. Quando ero più piccola pensavo che Milano potesse offrire tutto quello che un giovane della mia generazione potesse desiderare.

Ora che ho cambiato punto di vista, ci vedo solo traffico, grigio e smog, insomma non ci vivrei e non ci lavorerei mai. Penso però sia importante avere Milano vicina perché in termini di divertimento, offre moltissimo non solo ai monzesi, ma anche forse a tutti i lombardi.

Monza non è grande però ha molto o comunque offre opportunità che non tutte le città hanno.

Sto parlando della Villa Reale, del Parco e dell’Autodromo, tre motivi per i quali ci conoscono in tutta Italia ed oltre.

L’Autodromo non ha mai destato il mio interesse, ma del Parco e della Villa sono sono sempre andata fiera. Penso sia determinante per la salute fisica ed il benessere psicologico di chiunque passare del tempo a contatto con i prati, il cielo, gli alberi. Il parco è ottimo per fare attività sportiva all’aria aperta (ci sono golf e piscina) o rilassarsi. Se si è particolarmente fortunati è possibile avvistare scoiattoli rossi o leprotti che corrono veloci.

Comunque Monza non si fa mancare nulla: abbiamo lo stadio “Il Brianteo”, con accanto il Palazzetto dello Sport che però, per quanto ne so io, non viene quasi mai utilizzato! Ma la new entry di Monza è sicuramente La Fabbrica Occupata ed Autogestita “Boccaccio” nell’omonima via confinante con il parco. Non voglio parlare di politica, mi sento solo di dire che questo posto ha validi motivi per esistere. Prima di tutto accontenta la fetta “underground” della città, proponendo tipi di musica che a Monza si sognavano, inoltre vengono allestite mostre, programmati laboratori e rassegne teatrali, nonché aperitivi. Vengono spesso organizzate serate live di musica punk con gruppi internazionali cult del genere e la gente arriva anche da altre regioni per seguire i concerti. Per chi non ama il punk, vengono proposte anche serate di musica elettronica ma non sempre c’é il pienone come nel caso precedente.

La cosa davvero divertente è che a pochi metri dalla fabbrica occupata, si trova il Barracuda, dove vige la selezione all’ingresso …. Si tratta di un locale all’aperto attivo solo nel periodo estivo, dove si balla e si mangia. Vi sono stata 3 anni fa e l’arredamento è davvero sofisticato e bello come la musica, quando non cade nel commerciale (ovviamente dal mio punto di vista). Il Barracuda è frequentato davvero da persone di tutte le età, presumibilmente della Monza-bene!

E’ giusto che due realtà così diverse convivano nella stessa città, è giusto che tutti abbiano gli svaghi che ritengono più vicini alla propria persona, ovviamente senza danneggiare gli altri.

Mi sento di proseguire sul tema dei divertimenti ed una cosa che rimpiango davvero è il “Monza Rock Festival”, che si è svolto, se non mi sbaglio, solo nel 1999 e nel 2000 presso l’Autodromo. E’ stato poi sospeso, si è detto, per motivi d’ordine.

Ho apprezzato entrambe le edizioni e ho potuto gustarmi tra gli altri Lenny Kravitz, Angie Stone, Skunk Anansie, e Lamb. Credo che per una città ospitare un festival musicale con star nazionali ed internazionali si davvero una prova di grande apertura verso i cittadini giovani e non, anche perché si sono esibiti artisti do ogni genere, tra cui Pino Daniele.

I problemi d’ordine suppongo siano stati gli stessi delle altre manifestazioni di questo tipo, è forse più plausibile che non tutti i comuni abbiano la possibilità finanziaria di ospitare un evento del genere!

Rimanendo in tema volevo fare presente che allo Stadio Brianteo di Monza nel luglio1992 si sono esibiti Michael Jackson con il Dangerous Tour, il 6 ed il 7 Luglio ed Elton John il 10 luglio, concerto che ho potuto apprezzare comodamente dal balcone di casa, abito infatti vicino allo stadio.

Per ascoltare Jacko i miei genitori hanno portato me e mio fratello fuori dalle recinzioni.

C’era un’atmosfera bellissima, era pieno di gente che pur non pagando il biglietto, allora di 46.000 Lire, voleva comunque prendere parte a quell’evento irripetibile e per me davvero magico!

Pare che in quel periodo lo Stadio Meazza non potesse ospitare concerti, così le due star mondiali hanno infiammato Monza!

Come poterei non volere bene a questa città?

 

L’Acquario Civico in collaborazione con Verdeacqua, propone “il Carnemare”, per festeggiare in modo insolito, insieme ai più piccoli, la festività del Carnevale Ambrosiano immersi in un’atmosfera fatta di colori e tanta allegria.

L’iniziativa è rivolta ai bambini da 5 a 9 anni e prevede varie attività a tema:

“A Carnemare ogni scherzo vale”: i bambini saranno impegnati in un gioco che prevederà dei piccoli premi o delle scherzose penitenze che li porteranno a continuare il loro viaggio fra le vasche.

“Caccia al colore”: qualche abitante dell’Acquario particolarmente dispettoso ha nascosto i colori necessari ai bambini per completare la loro maschera. I bambini saranno coinvolti in una caccia al tesoro fra le vasche dell’Acquario alla ricerca dei colori perduti.

“Il mare in maschera”: quando i bambini avranno recuperato tutti i colori potranno divertirsi in laboratorio nella costruzione di particolari maschere rappresentanti simpatici animali marini: stelle, pesci, meduse etc. e abbellirla con coriandoli, stelle filanti e tanto altro materiale.

Orari: dalle 14.00 alle 17.00 con turni ogni 1/2 ora.
La durata di ogni turno di attività è di circa 1 ora e 1/2.

Prezzi:
Un bimbo – 10,00 Euro
Due fratelli – 15,00 Euro
Tre fratelli – 22,00 Euro

La prenotazione è obbligatoria allo 02.88.46.57.54. Per informazioni www.verdeacqua.eu.

Madonna LiaDAL 7 DICEMBRE 2007
LA PINACOTECA DEL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO
SI ARRICCHISCE DI UNA NUOVA IMPORTANTE OPERA LEONARDESCA
LA MADONNA LIA

Il dipinto, eseguito attorno al 1495 da Francesco Galli, detto Napoletano, allievo di Leonardo, raffigura una Madonna con Bambino, che prende il proprio nome dal collezionista Amedeo Lia che ne fa generosamente dono alla città di Milano.
La tela conserva una preziosa testimonianza iconografica: la prima veduta di cui si ha finora conoscenza del Castello Sforzesco, così com’era stato riedificato da Francesco Sforza nel 1450, e che servì da modello per la ricostruzione della Torre del Filarete da parte di Luca Beltrami

Dal 7 dicembre, la Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano si arricchirà di una nuova importante opera, un dipinto leonardesco di eccezionale valore storico e artistico. Si tratta della MADONNA LIA, eseguita attorno al 1495 da Francesco Galli, detto Napoletano (Napoli, ? – Venezia, 1501), allievo di Leonardo, che raffigura una Madonna con bambino, che prende il proprio nome dal collezionista Amedeo Lia che ne fa generosamente dono alla città di Milano

La tela propone un tema molto caro a Leonardo, replicato e reinterpretato dai suoi allievi in numerose versioni. I modelli vinciani cui Francesco Napoletano fa riferimento sono molteplici: l’impostazione generale del dipinto richiama la Madonna del garofano (Monaco, Alte Pinakotheck), così come la tipologia fisionomica e l’interpretazione del volto di Maria hanno strette assonanze con quello della pala detta Vergine delle rocce, dipinta da Leonardo per la chiesa milanese di San Francesco Grande, ora scomparsa.
Ma è nello sfondo del dipinto l’elemento iconografico di particolare interesse e di chiara matrice leonardesca che ha indotto Amedeo Lia a destinare l’opera alle Civiche Raccolte d’Arte di Milano: alle spalle della Madonna, due finestre si aprono su un paesaggio ideale che attira lo sguardo. Sulla destra, una veduta del Castello degli Sforza, con due possenti torrioni circolari che rinserrano la fronte principale rivolta verso la città: si tratta di una straordinaria testimonianza iconografica, l’unica tradotta in pittura, che ci rimanda l’immagine del monumento riedificato da Francesco Sforza nel 1450. È su questa fonte che Luca Beltrami potrà ricostruire agli inizi del novecento la Torre del Filarete, andata distrutta nel 1521, completando così il restauro del Castello Sforzesco.
Con questo dono destinato al Castello Sforzesco, dunque, Amedeo Lia restituisce significativamente il dipinto al luogo che esso rappresenta.

Questa donazione avviene a distanza di dieci anni dall’apertura del Museo Lia di La Spezia, voluta da Amedeo Lia a suggello del dono alla sua città di adozione della sua straordinaria collezione, nota a livello internazionale: una raccolta di dipinti, miniature, sculture, oggetti di arte antica che compone una sorta di compendio di arte italiana dal Duecento al Settecento.
È significativo, dunque, che il dipinto di Francesco Napoletano venga separato dal resto della collezione e destinato alle collezioni civiche milanesi: un gesto di amore per l’opera d’arte e il suo significato storico e, nello stesso tempo un gesto di grande generosità verso la città di Milano.

Importanti casate hanno dominato su Mantova e sul suo territorio ma senza dubbio, la casata dei Gonzaga è sicuramente la più celebre famiglia della città.
Il ducato dei Gonzaga fu caratterizzato dalla costruzione di maestosi monumenti: il Castello di San Giorgio (con la celebre Camera degli Sposi di Andrea Mantegna), Palazzo Te (opera dell’architetto Giulio Romano e famosa per i suoi affreschi) ed il Palazzo Ducale.

PALAZZO DUCALE

La struttura, formata da più edifici, che cominciò ad ampliarsi a partire dalla conquista del potere da parte della famiglia dei Gonzaga, che nel 1328 vi stabilirono la loro residenza ufficiale. Da ammirare: la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna, il Salone dei Fiumi, voluto dal Duca Guglielmo e il Giardino Pensile.

PALAZZO TE
Edificato e decorato tra il 1525 e il 1535, Palazzo Te è il capolavoro di Giulio Romano e fu costruito per Federico Gonzaga. Al suo interno da non perdere la sala dei giganti: l’affresco della Caduta dei Giganti fu dipinto fra il 1532 e il 1535 ricoprendo la sala dalle pareti al soffitto con l’illusionistica rappresentazione della battaglia tra i Giganti che tentano di salire all’Olimpo e Zeus.

CASTELLO DI SAN GIORGIO
Costruito da Francesco I Gonzaga, all’interno del castello vi è la Camera degli Sposi (o Camera Picta), meravigliosa stanza affrescata da Andrea Mantegna.

Le notizie sulle origini di Brescia sino molteplici: la fondazione è attribuita ad Ercole, Troe o Tiras o Cidno, mentre le origini del nome della città "Brixia" sono da ricercare nella dominazione dei Galli Cenomani.

Le testimonianze della lunga e travagliata storia della città si ritrovano nei numerosi monumenti di Brescia: resti romani, palazzi medievali, chiese gotiche.
Ricordiamo, fra i reperti romani, il Tempio Capitolino, eretto nel 73 a.C. per ordine dell’Imperatore Vespasiano, il Foro, dove si possono ammirare anche la Basilica ed il Teatro Romano, uno dei teatri più grandi dell’Italia settentrionale, era in grado infatti di contenere 15.000 spettatori.

Di epoca medievale il Monastero Benedettino di Santa Giulia risalente al 753 d.C., oggi sede del Museo della Città, il Palazzo Broletto con la Torre del Pegol, il Castello di Brescia (sede del Museo Civico delle Armi Antiche e del Museo Civico del Risorgimento) ed il Duomo Vecchio (l’edificio si presenta con un corpo a pianta circolare, per questo motivo è noto a tutti come "La Rotonda").

Il Rinascimento ci ha regalato invece piazza della Loggia (eretta a più riprese dal 1492 al 1574) e Palazzo Martinengo, sede dell’omonima Pinacoteca.

Arrivando infine a monumenti e beni artistici del ’700 ed ’800, citiamo: il Teatro Grande, la Biblioteca Queriniana (opera di Giovanni Battista Marchetti) ed il Duomo Nuovo, edificato tra il 1604 e il 1825 sui resti della basilica paleocristiana di San Pietro de Dom.

Logo Giornate Europee Patrimonio 2007GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2007
Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa

sabato 29 e domenica 30 settembre 2007

Oltre mille eventi straordinari e  gratuiti  in tutta Italia. Aperture di luoghi d’arte, convegni, percorsi storici, concerti, mostre
 
Il 29 e il 30 settembre 2007 l’Italia partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio con “Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa”.
Per due giorni l’Italia si trasformerà in un grande teatro aperto gratuitamente a tutti, dove centinaia di palcoscenici, sparsi in ogni regione, metteranno in scena, con più di mille appuntamenti, la bellezza, la storia, la cultura del nostro paese.

Una festa che si traduce in molteplici modi: aperture di luoghi d’arte, presentazione di restauri e lavori in corso, percorsi naturalistici e storici, convegni di approfondimento, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, itinerari gastronomici e soprattutto iniziative nell’ambito della didattica.

Le Giornate, volute per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico, per sviluppare nei cittadini europei la consapevolezza delle proprie radici comuni, sono un’occasione per condividere la straordinaria ricchezza del continente in cui viviamo e per imparare a conoscere ciò che è fonte di storia e identità: un’opportunità di sviluppo e creatività, nella convinzione che ogni esperienza genera passione e rispetto per ciò che si conosce.
In tutta Europa dunque, per le Giornate Europee del Patrimonio, durante un fine settimana del mese di settembre o di ottobre, monumenti, palazzi e aree culturali, alcuni abitualmente chiusi, si aprono gratuitamente al pubblico, si organizzano eventi e si propone ai cittadini di scoprire e vivere il proprio patrimonio e di diventare parte attiva nella sua salvaguardia e valorizzazione per trasmetterlo alle generazioni future.

Le Giornate Europee del patrimonio sono state istituite ufficialmente nel 1991 con il supporto dell’Unione europea, quando i Ministri della Cultura del Consiglio d’Europa decisero di estendere, a tutta l’Europa, le “giornate a porte aperte” inaugurate in Francia nel 1984.

Il Consiglio d’Europa ha infatti sempre ritenuto che il patrimonio è non soltanto una fonte di ricchezza e di creatività, ma anche di storia e di identità: per questo è importante che tutti conoscano le opere del passato ed il loro significato. In tal modo tutti vorranno salvarle e preservarle.

Obiettivi
Fin dal 1991 le Giornate Europee sono una forza trainante nel promuovere la consapevolezza di una identità europea non soltanto in termini culturali, ma anche sociali, politici ed economici.
La scoperta di un patrimonio comune reso più ricco per la sua diversità ci aiuta a rendere l’Europa un terreno di incontro dove sono possibili mutuo riconoscimento, comprensione ed accettazione della diversità.

Principi ispiratori:
Allo scopo di armonizzare tutte le iniziative nazionali e regionali e di unirle sotto la bandiera comune dell’Europa nel 1991 sono stati definiti alcuni principi:
L’ingresso deve essere gratuito o a biglietto ridotto.
I programmi delle GEP devono includere iniziative rivolte al grande pubblico ed in particolare ai giovani e ai bambini in età scolare.

Nel 2006 tutti i 49 Stati firmatari della Convenzione Culturale Europea hanno preso parte attiva all’iniziativa, il numero dei visitatori in tutta Europa è stato di circa 20 milioni di persone e sono stati più di 30.000 i monumenti ed i siti aperti per l’occasione.
I paesi firmatari della Convenzione Culturale Europea sono: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bielorussia, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, , Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, la ex Repubblica Yugoslava di Macedonia,  Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Federazione Russa, Repubblica di San Marino, Santa Sede, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

L’Italia partecipa alle Giornate dal 1995, e ogni anno dedica all’iniziativa l’ultimo sabato e domenica del mese di settembre.
Da dodici anni, quindi, le Giornate sono diventate un evento sempre più atteso dal pubblico italiano, con un programma che si è andato arricchendo nel tempo e con esso il numero dei luoghi aperti e visitabili gratuitamente.
All’iniziativa, infatti, non partecipano soltanto gli istituti culturali dello Stato, ma anche altre istituzioni pubbliche come il Ministero degli Affari Esteri – con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero – il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, altri enti locali (Regioni, Province Autonome, Province, Comuni), organizzazioni private, associazioni: gran parte del mondo culturale italiano che pone il patrimonio al centro dei propri interessi.

Quest’anno, per la prima volta, le Giornate Europee del Patrimonio vedono al fianco del Ministero per i Beni e le Attività Culturali due partner d’eccezione: il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Autostrade per l’Italia, che arricchiranno l’offerta culturale con la scelta di oltre 200 siti di rilevanti beni monumentali in prossimità della rete autostradale che andranno ad aggiungersi a quelli del MiBAC.

Per maggiori informazioni consultare i siti www.beniculturali.it; www.fondoambiente.it ; www.autostrade.it
Numero verde  800 99 11 99

Per maggiori informazioni consultare il sito www.beniculturali.it 
www.fondoambiente.it; www.autostrade.it
Numero verde  800 99 11 99

Le Marche sono situate nel centro Italia, ed il suo territorio vanta ampie spiagge sabbiose, dolci colline mano a mano che si procede nell’entroterra, sino ad arrivare alla zona appenninica dove sono situate cime elevatissime come la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo tra le province di Macerata ed Ascoli Piceno.

La città di Ancona, capoluogo delle Marche, sorge su un promontorio a picco sul mare ed il suo centro storico è caratterizzato dalla presenza di importanti piazze fulcro della vita cittadina della città: Piazza del Papa (o del Plebiscito), Piazza del Teatro (della Repubblica), Piazza Roma, Piazza Cavour.
Una delle mete turistiche principali, nonché splendido luogo da cui è visibile uno splendido panorama è il Colle Guasco, dove sorge il Duomo, edificato sui resti di un tempio ellenistico dedicato alla Venere della buona navigazione.
Merita una visita anche il Teatro delle Muse, costruito nel 1822 su progetto di Pietro Ghinelli (progetto di cui oggi rimane solo la facciata), il ricchissimo Museo Archeologico Nazionale e la Mole Vanvitelliana, eccezionale architettura realizzata da Vanvitelli nel 1733 e che attualmente ospita mostre d’arte di particolare prestigio, anche a livello internazionale.
In provincia, sono visitabili due importanti aree archeologiche: in quella di Ostra Vetere, sono visibili i resti dell’antico municipio romano di Ostra con il il teatro e le terme; anche l’area archeologica di Fabriano, ospita resti di epoca romana: un acquedotto ed una strada lastricata. 

Ascoli Piceno è caratterizzata da un centro storico interamente costruito in travertino, estratto dalle vicine cave. Da visitare: la rinascimentale Piazza del Popolo, dove sorgono il Palazzo dei Capitani e la chiesa di San Francesco; la Cattedrale di Sant’Emidio (situata in Piazza Arringo) ed la Torre degli Ercolani, una delle pochi torri rimaste (secondo alcune fonti, nel Medioevo in città erano presenti circa cento torri).
Nel periodo estivo sono numerose le località balneari apprezzate dai turisti: da San Benedetto del Tronto a Porto Sant’Elpidio, da Cupramarittima a Grottammare.

La splendida città di Macerata, sotto l’aspetto culturale, offre numerosi monumenti e luoghi d’arte di particolare interesse che meritano di essere visitati. Primo fra tutti l’Arena Sferisterio: fu costruita a partire dal 1820 per il gioco della palla col bracciale, una disciplina sportiva molto in voga nelle marche dal XV secolo sino alla metà dell’800. Attualmente, ogni estate, lo Sferisterio ospita un’importante Stagione Lirica, nonché importanti concerti dei principali artisti italiani ed internazionali.
Importanti monumenti di Macerata sono anche Palazzo Buonaccorsi (decorato dai principali artisti dei primi del XVIII secolo, il palazzo ospita un grande cortile interno ed un giardino pensile); la Torre Civica (dalla quale si domina un panorama unico, dai monti Sibillini al mare); Palazzo Compagnoni-Marefoschi (ristrutturato nella seconda metà del XVIII da Luigi Vanvitelli); Palazzo dei Diamanti (costruito da Giuliano Torelli, chiamato così per il taglio delle pietre della facciata, che ricordano dei diamanti, molto simile a quello de Palazzo dei Diamanti di Ferrara).

La provincia di Pesaro-Urbino, affacciata sul mare Adriatico, è nota per le sue splendide spiagge, per le maioliche, i castelli e per gli interessanti itinerari culturali che toccano sia la città di Pesaro che quella di Urbino, nonché i piccoli borghi della provincia dove sono situate splendide rocche, castelli e torri. Pesaro è la città natale del celebre compositore Gioachino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo, al quale è dedicata la celebre rassegna Rossini Opera Festival, manifestazione che richiama appassionati di lirica da tutta Europa.  La città è celebre anche per le maioliche, la cui arte conobbe il maggiore splendore durante il Rinascimento. Le località balneari più celebri sono (oltre a Pesaro), le splendide Gabicce Mare e Gradara.
Nella città di Urbino, celebre per le sue architetture rinascimentali, merita sicuramente una visita la Galleria Nazionale delle Marche, ospitata presso il Palazzo Ducale. Al suo interno sono conservati capolavori di Piero della Francesca, Laurana e Raffaello (di cui è visitabile anche la casa-museo dove sono conservate numerose opere d’arte tra cui copie di suoi dipinti, bozzetti ed omaggi di altri artisti al Pittore).

homepage sito monzaonlineNel web i siti dedicati alle più importanti città d’arte si sprecano e, solitamente, sono fatti piuttosto male: informazioni incomplete o errate, grafica scadente, caricamento delle pagine lento.. Una bella novità, invece, è sicuramente il sito dedicato alla città di Monza, o meglio, alla nuova provincia di Monza e Brianza: il sito raccoglie tutte le informazioni più utili sulla nuova provincia.
Per chi desidera trovare un albergo, un ristorante (o un pub, una pizzeria..), un outlet a Monza o in provincia, un museo o un monumento.. insomma, per tutti coloro che visitano la città di Monza e le splendide località circostanti e per tutti coloro che in questa zona ci abitano, ma desiderano conoscere meglio il territorio, il sito fornisce tutte le indicazioni più interessanti.
Attualmente, in homepage è pubblicata una news riguardante l’evento sportivo più importante che si svolge in città e che ha reso Monza famosa in tutto il mondo: il Gran Premio di Formula 1. Proprio in occasione di questo evento la città viene presa d’assalto da numerosi turisti provenienti da tutta l’Italia e da tutto il mondo e, proprio per i "turisti" italiani, consiglio una visita a questo sito: per prenotare in tempo una stanza d’albergo, una cena con gli amici per festeggiare, chissà, la vittoria del pilota preferito, e per non perdere l’occasione di visitare i più bei monumenti della zona.

firenze dall'altoL’offerta artistica ed architettonica della splendida città di Firenze è talmente vasta che, un articolo solo non sarebbe abbastanza, ecco quindi le informazioni relative ad alcuni degli edifici più importanti della città.

Piazza Duomo
La piazza è dominata dalla cattedrale gotica intitolata a Santa Maria del Fiore: l’edificio fu progettato da Arnolfo di Cambio, che iniziò i lavori nel 1298; Brunelleschi la completò nel 1420 con l’elegante Cupola,  affrescata dal Vasari e dallo Zuccari. Sul lato destro della Cattedrale si erge il Campanile di Giotto, del 1334, mentre in fronte alla Cattedrale si trova il  il Battistero di San Giovanni (1128) in stile romanico fiorentino, rivestito in marmo bianco e verde.

Galleria degli Uffizi e Palazzo Vecchio
La Galleria degli Uffizi ospita un incalcolabile patrimonio d’arte, la sala più grande conserva la più vasta raccolta di opere di Sandro Botticelli, compreso il suo capolavoro, la Primavera e la celebre Nascita di Venere. Palazzo Vecchio domina piazza della Signoria, è il più importante edificio civile della città, la cui costruzione iniziò nel 1299 su progetto di Arnolfo di Cambio; al suo interno si consiglia di visitare il Salone dei Cinquecento, lo Studiolo di Francesco I, la Sala dei Gigli.

Opificio delle Pietre Dure
La manifattura fu fondata da Ferdinando I de’ Medici nel 1588 ed ebbe come sede iniziale il Casino San Marco e poi il piano terra degli Uffizi fino al definitivo trasferimento, sul finire del ’700, nell’ex monastero di San Niccolò a Cafaggio. Dal 1952 vi ha sede un museo  accanto ad un moderno centro specializzato nel restauro.  Le creazioni più prestigiose, oggetto sovente di dono da parte dei granduchi fiorentini, sono conservate nelle regge e nei musei di tutta Europa, mentre nei laboratori di produzione sono rimaste opere incompiute, o risultato di modifiche e smontaggi successivi. Resta inoltre un’importante riserva di marmi antichi e di pietre dure raccolte in funzione della tecnica del commesso.

Il Giardino di Boboli
Si estende sull’omonima collina, fra  Palazzo Pitti e Forte Belvedere, è un parco storico della città di Firenze, il giardino all’italiana che accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori, è notevole oltre che per il valore storico e paesaggistico, anche per la sua collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XVI e XVII secolo; Palazzo Belvedere risale al ’500, e venne progettato dal Buontalenti per il Granduca Ferdinando I .

Fortezza di Bardi:
Sorge nel territorio comunale di Bardi, lembo sud-occidentale della provincia di Parma, fra la  Liguria ed il Piacentino. La proprietà fu a lungo contesa fra le signorie del tempo e, in seguito all’investitura imperiale nel 1257, divenne feudo dei Landi che lo adibirono a dimora principesca. Per oltre quattrocento anni restò di proprietà di questa famiglia, sino al 1682 quando passò in mano ai Farnese. Nonostante gli interventi, il castello conserva ancora la struttura originale, con il vecchio mastio, la decentrata torre quadrata e l’ampia piazza d’Arme.

Castello di Scipione:

La struttura fu innalzata nel XI secolo dai marchesi Pallavicino. La leggenda vuole che debba il suo nome ad una preesistente villa romana di proprietà della famiglia del distruttore di Cartagine. Completamente ricostruito nel XV secolo, per adeguarlo alle nuove esigenze di vita della corte, il castello è ora inserito nel piccolo, ma suggestivo borgo che ancora porta evidenti tracce del passato medievale.

Rocca di Montechiarugolo:

La costruzione risale ai primi del ’400 e costituisce un esempio di architettura militare le cui mura, ornate da merli ghibellini, recano lo stemma dei Visconti, da cui la famiglia Torelli venne investita nel 1406 del potere feudale. Il Castello si affaccia su piazza Mazzini ed al suo interno è esposta una raccolta di reperti archeologici del territorio; visitabili sono inoltre il salone con volte a crociera, la Sala degli Elementi e il loggiato, con decorazione del ‘400.

Castello di Bargone:
Il castello, edificato prima del Mille, appartenne ai vescovi di Parma e passò nel XII secolo sotto la signoria dei Pallavicino; nel 1600 fu sotto il controllo dei duchi Farnese. Nei boschi dei dintorni si ritirò a vita monastica il Baeto Orlando, della famiglia Medici, a cui è dedicata la chiesetta ricostruita nel XVIII secolo.