Istituzioni


In sordina, senza troppo clamore, italia.it è stato chiuso.
Un sito pessimo, nella forma e nei contenuti, costato troppo in termini monetari e di immagine. Molti rimpiangono i soldi perduti io personalmente approvo la chiusura del sito nell’ottica dello "stop loss". Inutile piangere sul latte versato, proviamo almeno a fermare i danni per il futuro.
Resto tutt’ora convinto che il progetto migliore, semplice ed economico sarebbe rendere liberi e utilizzabili da chiunque i contenuti del sito dell’enit che già paghiamo con i soldi delle nostre tasse.
In pochi mesi webmaster di tutto il mondo farebbero a gara per utilizzare quei contenuti e internet si ritroverebbe a parlare di Italia.

Premesso che, almeno per il momento, stiamo solo parlando di chiacchiere e non di fatti già materializzati ci sono due notizie che riguardano in modo diretto il web italiano.

La prima notizia è che il ministro Rutelli non è contento di italia.it dopo aver aver provato a presentare il sito come un capolavoro (indimenticabile il pliz, pliz vizit??) ha ammesso (ha capito, gli hanno fatto notare… ) che il sito è una ciofeca sotto tutti i punti di vista. I contenuti fanno pena, il contenitore pure, è figlio di una impostazione e di una mentalità sorpassata sotto tutti i punti di vista. Probabilmente si potrebbe provare a salvare ma visto che fino a questo momento sono già stati spesi milioni (si parla di 25-45 milioni di euro come se fossero noccioline) credo che sia più prudente chiudere tutto e buttare tutto a mare invece di provare un salvataggio che potrebbe rivelarsi molto costoso.

La seconda notizia è stato presentato alla camera il disegno di legge levi prodi. Per farla breve si tratta di una legge che dovrebbe imporre nuove regole per l’editoria ma il cui effetto immediato sarebbe portare alla chiusura migliaia di siti internet italiani e allo spostamento all’estero di molte altre aziende web.