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	<title>Viaggiare in Italia &#187; storia</title>
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	<description>Il turismo in Italia e internet</description>
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		<title>Storia di lecco</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><h3><a href="http://www.lecconline.net/"><img width="125" vspace="5" hspace="5" height="125" align="left" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/lecconline_net.jpg" alt="lecco online" /></a>Le origini</h3>
<p>La comparsa dell&#8217;uomo sul territorio lecchese &egrave; databile 2500 A.C.; i ritrovamenti archeologici per&ograve; attestano che solo in corrispondenza della citt&agrave; alta vi furono insediamenti, il che dimostra che la pianura su cui ora sorge il centro cittadino era ancora occupata quasi interamente dal lago. Reperti risalenti all&#8217;epoca romanica fanno supporre, data la loro esiguit&agrave;, che neppure quel periodo vide fiorire insediamenti di rilevanza storica e che <a href="http://www.lecconline.net/">Lecco</a> fu quasi certamente solo una base militare per la difesa del lago dalle incursioni dei Reti</p>
<p><h3>Il nome della citt&agrave;</h3>
<p>Intorno al 1000 a.C. popolazioni galliche e celtiche transitavano nel lecchese per motivi commerciali e ci&ograve; indurrebbe a pensare ad una derivazione celtica, da &quot;Leuki&quot;, del nome &quot;Lecco&quot;. Non si pu&ograve; per&ograve; dimenticare che i &quot;Leuki&quot; in questione a quell&#8217;epoca erano insediati solo in Francia e questo non depone a favore di questa teoria. Sono altri vocaboli, di origine indoeuropea, che potrebbero avere dato il nome alla citt&agrave;: &quot;locas&quot; (campo), o &quot;lucus&quot; (paese)</p>
<p><h3>Il Medioevo</h3>
</p>
<p>Nell&#8217;Alto Medioevo crebbe l&#8217;importanza di Lecco come centro nodale delle vie che univano Bergamo e Como con il lungo lago, il fiume Adda e i Passi Spluga e Stelvio; a testimoniare ci&ograve; vi sono varie costruzioni fortificate risalenti a quell&#8217;epoca. Non &egrave; da dimenticare anche la rilevanza della produzione del ferro in quella zona, grazie alla presenza di miniere e alla possibilit&agrave; della sua lavorazione presso il torrente Gerenzone. <br />
La caratteristica forma urbana di Lecco &egrave; da ricercare nelle sue origini medioevali: i quartieri sono poco distanziati e specializzati (quartiere agricolo, dei pescatori, militare e commerciale) cos&igrave; che Lecco, nel Medioevo, non definisce un&#8217;unica entit&agrave;, ma un&#8217;insieme di villaggi. <br />
Nel XII secolo venne costituito il Comune di Lecco</p>
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		<title>Curiosità bolognesi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 14:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[San Petronio]]></category>

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		<description><![CDATA[La citt&#224; dei portici La citt&#224; ha tanti portici quanti nessun&#8217;altra al mondo: trentacinque chilometri. Goethe ne parla nel suo &#8216;Viaggio in Italia&#8217;: &#34;Sul far della sera mi sono finalmente appartato da questa antica citt&#224; veneranda e dotta, da tutta questa folla che, sotto i suoi portici sparsi quasi per tutte le vie, pu&#242; andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" vspace="5" hspace="5" height="239" align="left" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/Bologna.jpg" alt="Bologna" /><span style="font-weight: bold;">La citt&agrave; dei portici</span></p>
<p>La citt&agrave; ha tanti portici quanti nessun&#8217;altra al mondo: trentacinque chilometri. Goethe ne parla nel suo &#8216;Viaggio in Italia&#8217;: &quot;Sul far della sera mi sono finalmente appartato da questa antica citt&agrave; veneranda e dotta, da tutta questa folla che, sotto i suoi portici sparsi quasi per tutte le vie, pu&ograve; andare e venire al riparo dal sole e dalla pioggia&#8230;&quot;. Stendhal, invece, ha un&#8217;idea singolare: &quot;Bologna presenta un aspetto deserto e tetro avendo portici sui due lati di tutte le strade. I portici dovrebbero essere da un solo lato come a Modena. Cos&igrave; sar&agrave; Parigi fra duecento anni&#8230;.&quot;.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">San Petronio, la chiesa incompiuta</span></p>
<p>La costruzione della <a href="http://www.zerodelta.net/monumenti_luoghi_e_palazzi/basilica-di-s--petronio_bologna.php?">chiesa di San Petronio</a>, simbolo della citt&agrave;, fu decisa su iniziativa del Municipio il 26 febbraio del 1390, per celebrare la libert&agrave; di recente conquistata e la liberazione dei servi della gleba. Il 7 giugno dello stesso anno fu posta la prima pietra. Ma la chiesa, se si guarda la facciata, &egrave; rimasta incompiuta. Cosa &egrave; successo? <a href="http://www.zerodelta.net/bologna.php">Bologna</a>, divenuta la seconda citt&agrave; degli Stati Pontifici, decise a un certo punto di portare la chiesa di San Petronio a proporzioni superiori a quelle di San Pietro a Roma. Ma il colpo non riusc&igrave; perch&eacute;, nel &#8217;500, il Cardinal Legato favor&igrave; la costruzione dell&#8217;Archiginnasio, a fianco, proprio laddove la chiesa avrebbe dovuto espandersi.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Bologna, la citt&agrave; delle torri</span></p>
<p>L&#8217;immagine pi&ugrave; vistosamente antica di <a href="http://www.bolognaxnoi.it/">Bologna </a>&egrave; data dalle torri. Nel primo Medioevo erano l&#8217;elemento principale delle fortificazioni. Molte torri a Bologna furono innalzate nei secoli XII e XIII dalle famiglie gentilizie delle due fazioni cittadine, i Geremei e i Lambertazzi, per combattersi tra loro. Ad un certo punto, alcune torri vennero costruite in consorzio, con impegni reciproci per conservarle e gettare ponti da torre a torre. Ma se uno dei comproprietari veniva punito, gli si demoliva una fetta di torre. Le due famose sono l&#8217;Asinelli e la Garisenda, pare costruite al principio del XII secolo come torri vedetta. Dapprima la Garisenda, il cui terreno cedette (oggi la torre &egrave; ancora pendente e un verso di Dante Alighieri &egrave; riportato su un lato: invita ad alzare il naso &quot;sotto il chinato&quot;), e poi l&#8217;Asinelli per sostituirla. Alta 97,20 metri, essa fu probabilmente iniziata nel 1109 e terminata nel 1119 da Gherardo Asinelli, nobile di parte ghibellina. Ma c&#8217;&egrave; chi sostiene che essa trae nome da una donna, Asenella, o da &quot;torre snella&#8230;l&#8217;Asenella&quot;.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">L&#8217;universit&agrave; pi&ugrave; antica del mondo</span></p>
<p>Sono incerte le origini dell&#8217;Universit&agrave; di Bologna: il 1088 &egrave; accolto come data convenzionale per indicare il periodo in cui inizia a Bologna un insegnamento libero e indipendente dalle scuole ecclesiastiche. Lo Studio bolognese nasce dalle scuole private, municipali. Nelle iniziali scuole laiche, gli eruditi commentano il Corpus Juris di Giustiniano ponendovi accanto delle glosse. Irnerio &egrave; il pi&ugrave; grande bolognese tra i glossatori. Accanto alla scuola giuridica si pone la scuola di arti liberali (dalla medicina alla grammatica). Alla base dello Studio stanno gli scolari, i quali ne sono i padroni-finanziatori poich&egrave; provvedono a pagare i professori.</p>
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		<title>Storia di Pesaro</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 14:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Pesaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Notizie sulla storia di Pesaro La rocca Costanza&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160; La rocca Costanza di Pesaro &#232; catalogabile come modello di &#34;rocca di pianura&#34; rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d&#8217;apparati a sporgere, forse demoliti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizie sulla storia di <a href="http://www.pesaro-urbino.org/">Pesaro</a></p>
<p><strong>La rocca Costanza&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
La rocca Costanza di Pesaro &egrave; catalogabile come modello di &quot;rocca di pianura&quot; rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d&#8217;apparati a sporgere, forse demoliti in epoca borgesca. La Rocca Costanza, con la sua indubbia prevalenza formale, si configura come il primo e pi&ugrave; significativo manufatto fortificatorio marchigiano nell&#8217;ambito del tipo della rocca di pianura a quadrilatero con torrioni cilindrici angolari, che tanta fortuna avr&agrave; nello scacchiere Riario-sforzesco in Emilia Romagna e nelle Marche con l&#8217;ep&igrave;gona rocca a Senigallia. Nonostante le ristrutturazioni e la perdita dell&#8217;originaria configurazione quattrocentesca, quella pesarese, anche per precocit&agrave;, assume quindi una rilevanza tipologica di livello nazionale che, tramite i disegni di Leonardo, giunger&agrave; sino in Francia, a configurare il castello di Chambord presso Amboise, nel 1518.</p>
<p><strong><a href="http://www.pesaro-urbino.org/"><img align="left" width="300" vspace="5" hspace="5" height="195" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/Pesaro-Piazza_del_Popolo,_Pesaro,_Italy.jpg" alt="Pesaro: piazza del popolo" /></a>Origine della citt&agrave;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
La moderna denominazione di Pesaro sembra derivare dal fiume che bagna la citt&agrave; presso la propria foce, l&#8217;odierno Foglia, che in epoca romana si chiamava Isaurum o Pisaurum o Pisaurus. Non mancano, come in tutti i casi di incertezza etimologica, supposizioni bizzarre come quella che collega la voce Pisaurum al fatto che in questa citt&agrave; i Galli &quot;pesarono l&#8217;oro&quot; tolto ai Romani dopo la famosissima spedizione del Brenno.</p>
<p><strong>Palazzo Ducale&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
Nel Palazzo Ducale, che ha visto susseguirsi il dominio di potenti famiglie come i Malatesta, Sforza e i Della Rovere, si sono celebrate con grande sfarzo le nozze tra Camilla D&#8217;Aragona e Costanzo Sforza.</p>
<p><strong>L&#8217;antica via Flaminia&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
La storica via Flaminia, fatta aprire da Caio Flaminio nell&#8217;anno 202 a.C., costituisce oggi, soprattutto nel tratto che attraversa la provincia di Pesaro, un autentico unicum per la presenza di ponti, tagli nella roccia, gallerie, lastricati, sostruzioni, chiavicotti, cippi stradali e iscrizioni. Un complesso di resti archeologici di eccezionale rilevanza costituitosi attraverso i secoli col sovrapporsi di stratificazioni e di interventi costruttivi vari. Gi&agrave; nei pressi di Pontericcioli, lungo un tracciato diverso da quello attuale, emergono numerose strutture romane, compresa una monumentale sostruzione in pietra grigia e, poco pi&ugrave; avanti, il cosiddetto Ponte Grosso, a due arcate, separate da un piccolo frangiacque. Un secondo monumentale Ponte Grosso, sempre in comune di Cantiano, consente ancora oggi alla Flaminia di superare agevolmente il Burano tramite due arcate larghe circa 7 metri (23 piedi romani), con pilone centrale di 5.60 metri e frangiacque che ripete la struttura originaria di et&agrave; augustea in pietra corniola, accuratamente tagliata in cave sul posto.</p>
<p><strong>Pesaro&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
Pesaro, capoluogo di provincia, con <a href="http://www.pesaro-urbino.org/">Urbino </a>e porto delle Marche, sorge sulle coste del mare Adriatico, in un terreno piano e alluvionale, ora bonificato; essa si trova nella valle appenninica sulla sponda destra del fiume Foglia. Si compone di un centro antico, dove &egrave; possibile riconoscere la caratteristica impostazione a scacchiera della citt&agrave; romana e la successiva struttura rettangolare dei primi secoli del medioevo, e di una zona moderna che si allunga lungo la costa sia a nord che a sud. Nell&#8217;antichit&agrave;, i Piceni furono i possessori di questa citt&agrave; e nel 194 a.C. divenne una colonia romana, chiamata Pisaurum, che deriva dal nome latino del fiume Foglia. Fu resa pi&ugrave; forte nel periodo imperiale romano, quando si svilupp&ograve; anche come centro commerciale. Durante il periodo barbarico sub&igrave; stragi e devastazioni. Con la donazione del re dei Franchi Pipino ebbe inizio la secolare appartenenza della citt&agrave; allo stato della chiesa. Nel X secolo raggiunse libert&agrave; comunale; successivamente la storia politica di Pesaro si unisce a quella dello Stato della Chiesa.</p>
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