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	<title>Viaggiare in Italia &#187; Veneto</title>
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	<description>Il turismo in Italia e internet</description>
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		<title>Verona Carolingia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medio Evo]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avvento della dominazione franca impose a Verona un nuovo ruolo; divenne la residenza preferita del nuovo re Pipino, figlio di Carlomagno e centro delle grandi assemblee nelle quali &#232; stato ammesso pure il clero, almeno nelle maggiori dignit&#224; (vescovi e abati) accanto agli amministaratori (conti e duchi). Il pericolo degli Avari da una parte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" vspace="5" hspace="5" height="225" align="left" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/DSCN0184.jpg" alt="Arena di Verona" />L&#8217;avvento della dominazione franca impose a <a href="http://www.veronaxnoi.it/">Verona </a>un nuovo ruolo; divenne la residenza preferita del nuovo re Pipino, figlio di Carlomagno e centro delle grandi assemblee nelle quali &egrave; stato ammesso pure il clero, almeno nelle maggiori dignit&agrave; (vescovi e abati) accanto agli amministaratori (conti e duchi).</p>
<p>Il pericolo degli Avari da una parte e quello proveniente dal Nord di Widukindo, imposero a Verona una nuova fisionomia di caposaldo militare. Due importanti documenti ci raccontano la Verona di epoca carolingia; il primo, un antichissimo documento (il Versus De Verona) ricorda l&#8217;Arena, che chiama labirinto, Piazza delle Erbe, il decumano e il cardo spaziosi, lastricati di pietre. Nel foro pure quadrato erano stati eretti quattro archi, uno su ciascun lato. La citt&agrave; ha poi un castrum munito di forti baluardi, unito alla citt&agrave; da ponti che hanno le pile di pietra adagiate sul greto del fiume.</p>
<p>Altro riferimento &egrave; all&#8217;antica strada consolare Postumia, che rendeva la citt&agrave; importante dal punto di vista strategico &#8211; commerciale. Il secondo documento &egrave; la &quot;Iconografia Rateriana&quot;, in cui vengono ricordati l&#8217;Arena Minor (Teatro romano), il Palatium del tutto simile alle porte romane della citt&agrave; e un solo ponte sull&#8217;Adige detto marmoreus (Ponte Pietra); vengono pure menzionati l&#8217;horreum (magazzino dell&#8217;annona), un theatrum (l&#8217;Arena) e l&#8217;orfanum (probabile opera idraulica), che successivamente divenne organum e ancora oggi legato ad un toponimo: Santa Maria in Organo.</p>
<p>Quello che gli autori degli antichi documenti hanno voluto tramandarci &egrave; una citt&agrave; sontuosa, possente, imprendibile, magnificata dalla presenza del re Pipino che vi abita e, dopo di lui, da Dio, re invisibile.</p>
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		<title>Il palazzo della Ragione</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:08:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Palazzo della Ragione &#232; chiamato cos&#236; essendo l&#8217;antico palazzo di giustizia, ma per i padovani &#232; il Salone e merita questo nome essendo la sala superiore (metri 27,09 o 26,72 per 78,46 o 79,78 con un altezza di m 26,72) considerata la pi&#249; grande sala pensile esistente. Nella sala si trova il grande cavallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.padovaxnoi.it/"><img width="320" vspace="5" hspace="5" height="240" align="left" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/padova.jpg" alt="Padova" /></a>Il Palazzo della Ragione &egrave; chiamato cos&igrave; essendo l&#8217;antico palazzo di giustizia, ma per i padovani &egrave;<strong> il Salone</strong> e merita questo nome essendo la sala superiore (metri 27,09 o 26,72 per 78,46 o 79,78 con un altezza di m 26,72) considerata la pi&ugrave; grande sala pensile esistente.</p>
<p>Nella sala si trova il grande cavallo di legno, custodito sino al 1837 nel palazzo Emo Capodilista, e la &quot;pietra del vituperio&quot;, che serviva da berlina per i debitori insolventi. Erano costretti a sedersi &quot;in braghe di tela&quot; (da qui il modo di dire) e dovevano pronunciare tre volte: &quot;Cedo bonis&quot;. Nella parete meridionale, zona inferiore, &egrave; dipinta la serie degli animali: Aquila, Orso, Porco, Volpe, Lupo, Cammello: funzionando il palazzo di giustizia, vi erano ripartiti i vari tribunali, distinguibili e denominati dalla bestia effigiata.</p>
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		<title>L&#8217;antico porto di Fiera di Treviso</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:49:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In seguito ai frequenti scambi commerciali che avvenivano nel porto, si era formato nelle sue vicinanze un vero e proprio mercato annuale che, verso la fine del XII secolo, inizia a comparire nei documenti col nome di San Michele. E&#8217; dunque nel porto e nell&#8217;antico mercato di Treviso, sorti sulla sponda sinistra del Sile, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito ai frequenti scambi commerciali che avvenivano nel porto, si era formato nelle sue vicinanze un vero e proprio mercato annuale che, verso la fine del XII secolo, inizia a comparire nei documenti col nome di San Michele. E&#8217; dunque nel porto e nell&#8217;antico mercato di <a href="http://www.zerodelta.net/treviso.php">Treviso</a>, sorti sulla sponda sinistra del Sile, che si devono vedere gli albori della storia di Sant&#8217;Ambrogio di Fiera. (&#8230;) Le principali caratteristiche dell&#8217;ambiente erano quelle stesse che pi&ugrave; o meno ancor oggi si possono osservare: vicinanza alla citt&agrave;, fertilit&agrave; del terreno, ricchezza di vegetazione e abbondanza di acque che potevano essere sfruttate come forza motrice per mulini e frantoi.</p>
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		<title>Il Palazzo Ducale di Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 21:38:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La costruzione di un primo Palazzo Ducale, di un palazzo, cio&#232;, sede del doge non pu&#242; non essere posteriore, sia pure soltanto di qualche anno (come &#232; presumibile), al trasferimento da Malamocco a Venezia della sede del Governo, voluto da Agnello Partecipazio agli inizi del secolo IX per rendere la sede stessa pi&#249; difendibile dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veneziaxnoi.it/"><img width="125" vspace="5" hspace="5" height="125" align="left" alt="Venezia per noi" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/veneziaxnoi.jpg" /></a>La costruzione di un primo Palazzo Ducale, di un palazzo, cio&egrave;, sede del doge non pu&ograve; non essere posteriore, sia pure soltanto di qualche anno (come &egrave; presumibile), al trasferimento da Malamocco a <a href="http://www.veneziaxnoi.it/">Venezia </a>della sede del Governo, voluto da Agnello Partecipazio agli inizi del secolo IX per rendere la sede stessa pi&ugrave; difendibile dai nemici che venivano dal mare. <br />
Niente, per&ograve;, &egrave; dato di sapere di questa prima costruzione, anche se si pu&ograve; presumere che sia stata eretta, vicino alla preesistente piccola chiesa di San Teodoro.&nbsp;</p>
<p>Nel 976 and&ograve; a fuoco in seguito alla sommossa contro Pietro Candiano IV e fu ricostruito cos&igrave; bene, da avere gli elogi di Ottone III. Nel 1105 la caduta di un fulmine caus&ograve; notevoli danni all&#8217;edificio tanto che si dovette ricostruirlo suscitando questa volta l&#8217;ammirazione da parte di Enrico V che ne fu ospite nel 1116. <br />
Nella seconda met&agrave; del secolo XII Sebastiano Ziani, eletto doge nel 1172, ne decise l&#8217;ampliamento e la costruzione prese la stessa planimetria di quello che vediamo oggi. <br />
E&#8217; pensabile che questa nuova costruzione sia stata pi&ugrave; castello che palazzo; che avesse, cio&egrave;, torri e particolari sistemi di difesa. Nel 1177 vi fu ospite Federico Barbarossa in occasione della sua venuta a Venezia per la riconciliazione con Alessandro III.</p>
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		<title>La regata storica di Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 21:36:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa gara tra natanti deriva dall&#8217;usanza storica della Serenissima, di organizzare simili competizioni in occasione delle visite di regnanti stranieri o ambasciatori, oppure per festeggiare qualche avvenimento storico. Con un decreto del 1315 si stabil&#236; che una regata annuale fosse programmata per la &#34;Festa delle Marie&#34;: per l&#8217;evento tutti i palazzi sul Canal Grande venivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa gara tra natanti deriva dall&#8217;usanza storica della <a href="http://www.zerodelta.net/venezia.php">Serenissima</a>, di organizzare simili competizioni in occasione delle visite di regnanti stranieri o ambasciatori, oppure per festeggiare qualche avvenimento storico. <br />
Con un decreto del 1315 si stabil&igrave; che una regata annuale fosse programmata per la &quot;Festa delle Marie&quot;: per l&#8217;evento tutti i palazzi sul Canal Grande venivano addobbati sfarzosamente, mentre i veneziani scendevano in massa per strada ad ammirare la regata e il corteo che la precedeva. Questo consisteva in una sontuosissima sfilata delle &quot;bissone&quot;, particolari imbarcazioni riccamente ornate, di propriet&agrave; dei nobili, e del Bucintoro, la grande barca ufficiale del doge. Nella competizione vera e propria, invece, si sfidavano varie classi di natanti, con equipaggi da 12 a 8 rematori, fino ai &quot;batelini&quot;, che ne avevano solo 2. Il percorso andava da Sant&#8217;Elena, per tutto il Canal Grande, fino al &quot;paletto&quot;, dove i competitori giravano e tornavano alla giuria, sistemata su un ricco palco galleggiante; la vincita era in denaro. Questa tradizione si rinnova ogni anno, virtualmente immutata nelle forme, nel pomeriggio della prima domenica di settembre.</p>
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		<title>La casa di Giulietta</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:01:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Una famiglia Dal Cappello risiedeva all&#8217;attuale numero 23 della omonima via di Verona, nella bella casa di impianto medievale che &#232; oggi sede del museo Casa di Giulietta. Nella chiave di volta dell&#8217;arco intero che dalla via immette nel cortile dell&#8217;edificio, troviamo infatti l&#8217;emblema che ne conferma la propriet&#224;, con il cappello scolpito a rilievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una famiglia Dal Cappello risiedeva all&#8217;attuale numero 23 della omonima via di <a href="http://www.zerodelta.net/verona.php">Verona</a>, nella bella casa di impianto medievale che &egrave; oggi sede del museo Casa di Giulietta. Nella chiave di volta dell&#8217;arco intero che dalla via immette nel cortile dell&#8217;edificio, troviamo infatti l&#8217;emblema che ne conferma la propriet&agrave;, con il cappello scolpito a rilievo nel marmo, mentre nel suo insieme casa e cortile si presentano pesantemente modificati dal susseguirsi nei secoli di vari interventi conservativi e di restauro. L&#8217;edificio, forse gi&agrave; in et&agrave; tardomedievale, fu adibito a &quot;stallo&quot;, cio&egrave; a luogo di scambi commerciali o destinato all&#8217;ospitalit&agrave; dei forestieri (hospitium a Cappello). Vari interventi di riadattamento furono compiuti a partire dall&#8217;acquisizione da parte del Comune del fabbricato (1907), ridotto all&#8217;epoca in condizione di forte degrado. <br />
I lavori di restauro che portarono l&#8217;edificio esterno al suo attuale aspetto furono realizzati intorno al 1940 dall&#8217;allora direttore dei Musei Civici, Antonio Avena; vi furono cos&igrave; aggiunti elementi in stile romanico e gotico di varia provenienza, perseguendo un&#8217;idea ancora romantica di Medioevo, che comport&ograve; tra l&#8217;altro alcune incongruenze anacronistiche, come l&#8217;inserimento di finestre trilobate. Lo stesso celeberrimo balcone, forse in origine parte di un sarcofago, venne in quell&#8217;occasione integrato nelle parti laterali e collocato al primo piano della Casa di Giulietta, non potendo certo mancare un elemento cos&igrave; essenziale della leggenda. L&#8217;intervento di Avena, spesso incurante delle norme teoriche e tecniche del restauro, si dimostr&ograve; piuttosto incline a seguire, anche negli allestimenti interni, suggestioni derivanti dalle scenografie hollywoodiane del film girato da George Cukor nel 1936.</p>
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		<title>La &#8220;Rua&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[folklore]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La tradizione della &#34;Rua&#34; si inserisce in quella ancora pi&#249; ampia dei festeggiamenti per il Corpus Domini, che nacquero a Vicenza da una delibera del Consiglio comunale nel 1389. Intenzione del Consiglio era quella di dare un&#8217;opportunit&#224; alle varie arti e corporazioni della citt&#224; di farsi vedere e di sfilare in pompa magna per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tradizione della &quot;Rua&quot; si inserisce in quella ancora pi&ugrave; ampia dei festeggiamenti per il Corpus Domini, che nacquero a <a href="http://www.zerodelta.net/vicenza.php">Vicenza </a>da una delibera del Consiglio comunale nel 1389. Intenzione del Consiglio era quella di dare un&#8217;opportunit&agrave; alle varie arti e corporazioni della citt&agrave; di farsi vedere e di sfilare in pompa magna per le strade del centro: tutte dovevano partecipare al corteo con le loro insegne, che per contenere il simbolo dell&#8217;arte o l&#8217;immagine del santo protettore avevano una forma piramidale, pi&ugrave; o meno alta. Da queste insegne sembra abbia poi preso origine la stessa &quot;Rua&quot;.</p>
<p>La rua era una specie di trofeo di legno, formato da una struttura verticale altissima (nell&#8217;ultima versione raggiungeva i 24 metri) a cui erano appese decorazioni, stemmi e pennacchi vari, che prendeva il nome da una ruota inserita dentro un arco sotteso allo stesso trofeo; ruota che durante la processione, nel giorno del Corpus Domini, veniva fatta girare da alcuni bambini in costume. Altri personaggi facevano parte della rappresentazione: fanti armati, col compito di sorvegliare la &quot;Rua&quot;, un fanciullo scortato da due paggetti, (&quot;il penelo&quot;), legato in cima allo stemma della citt&agrave;, con il compito di sventolare una bandiera rossa con il solo scopo di suscitare l&#8217;allegria e il desiderio di emulazione in chiunque lo osservasse. <br />
Dalla fine dell&#8217;ottocento la &quot;Rua&quot; venne fatta sfilare l&#8217;8 di settembre (festa della Madonna di Monte Berico), fino a che la tradizione inizi&ograve; a perdere valore ed a sparire definitamente con l&#8217;avvento delle due guerre mondiali.</p>
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		<title>Vicenza</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 08:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La citt&#224; e la provincia di Vicenza hanno dato i natali a molti personaggi famosi. Giusto per fare qualche esempio: Catarina Pollini&#160;&#160;&#160; Nata a Vicenza nel 1969, Catarina Pollini, &#232; una delle pi&#249; grandi giocatrici italiane nella storia del basket femminile. Vincitrice dell&#8217;anello WNBA nel 1997 (13 presenze con le Houston Corets), nel suo palmares [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vicenzaxnoi.it/"><img hspace="5" height="153" align="left" width="300" vspace="5" alt="Vicenza" src="http://www.viaggiare-italia.com/wp-content/uploads/image/Vicenza_2.jpg" /></a>La citt&agrave; e la provincia di <a href="http://www.vicenzaxnoi.it/">Vicenza </a>hanno dato i natali a molti personaggi famosi. Giusto per fare qualche esempio:</p>
<p><strong>Catarina Pollini&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong><br />
Nata a Vicenza nel 1969, Catarina Pollini, &egrave; una delle pi&ugrave; grandi giocatrici italiane nella storia del basket femminile. Vincitrice dell&#8217;anello WNBA nel 1997 (13 presenze con le Houston Corets), nel suo palmares vanta dodici scudetti in Italia, sette Coppe dei Campioni, una Coppa Ronchetti, conquistate con i club di Vicenza, Cesena e Como. 252 presenze in nazionale, medaglia d&#8217;argento agli europei del 1995. Ha partecipato a due Olimpiadi (1992 e 1996). Dal 2001 gioca nel campionato spagnolo con il Yaya Maria Bradgan Lugo.</p>
<p><strong>Gabriella Dorio&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong> <br />
Nata a Veggiano, Vicenza, il 27 giugno 1957 Gabriella Dorio &egrave; una delle pi&ugrave; grandi atlete nella storia dello sport vicentino. Inizia nell&#8217;inverno 1971 con la corsa campestre, ed in luglio vince i 1000 metri su pista nella finale dei Giochi della Giovent&ugrave;. Nei due anni successivi polverizza tutti i primati della categoria allieve, fa il suo esordio nella Nazionale assoluta e vince il primo titolo italiano assoluto su pista.&nbsp; Nella sua carriera ha vantato 65 presenze in Nazionale, ed oltre 20 titoli italiani. Ha conquistato l&#8217;oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1994 nella specialit&agrave; dei 1500 metri.<br />
Gloria Zanin&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nata a Bassano del Grappa il 15 agosto 1975, Gloria Zanin &egrave; stata eletta Miss Italia nel 1992. Attualemente svolge l&#8217;attivit&agrave; di indossatrice e presentatrice televisiva.</p>
<p><strong>Lia Sartori&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
Lia Sartori attualmente &egrave; europarlamentare eletta nelle fila della Margherita.<br />
Santa Bertilla Boscardin&nbsp;&nbsp;&nbsp; Suor Bertilla Boscardin &egrave; l&#8217;unica santa vicentina oggi riconosciuta dalla Chiesa. Nata a Gioia di Brendola il 6 ottobre 1888. Di famiglia contadina, con l&#8217;aiuto del parroco entr&ograve; nelle suore Maestre di Santa Dorotea e, divenuta infermiera, lavor&ograve; presso l&#8217;ospedale di Treviso, dove si dedic&ograve; al compito di servire i malati nel corpo e nello spirito, infaticabile anche nell&#8217;aiutare le consorelle. Nonostante fosse stata colpita dal cancro, continu&ograve; con impegno il proprio lavoro, reso pi&ugrave; faticoso dalla prima guerra mondiale in corso. Mandata presso Como, soffr&igrave; molto per l&#8217;incomprensione di qualche medico e della propria superiora senza mai lamentarsi o protestare. Tornata a Treviso, riprese il suo lavoro in ospedale nonostante l&#8217;aggravarsi della malattia. La sua grandezza spirituale sta nell&#8217;aver cercato di passare inosservata mentre raggiungeva, nella fatica e nell&#8217;umilt&agrave;, un&#8217;unione con Dio sempre pi&ugrave; profonda.</p>
<p><strong>Silvia Toffanin&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
Nata il 26 ottobre 1979 a Marostica, ma originaria di Cassola, Silvia Toffanin &egrave; l&#8217;attuale conduttrice del programma televisivo &quot;Non solo moda&quot; e deve parte della propria popolarit&agrave; al fidanzamento con Piersilvio Berlusconi, figlio del Presidente del Consiglio. Nella sua ancor breve carriera vanta una partecipazione a Miss Italia nel 1997, numerose sfilate e servizi di moda e l&#8217;apparizione nel programma tv &quot;Passaparola&quot; nel ruolo di letterina.</p>
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