Fortezza di Bardi:
Sorge nel territorio comunale di Bardi, lembo sud-occidentale della provincia di Parma, fra la  Liguria ed il Piacentino. La proprietà fu a lungo contesa fra le signorie del tempo e, in seguito all’investitura imperiale nel 1257, divenne feudo dei Landi che lo adibirono a dimora principesca. Per oltre quattrocento anni restò di proprietà di questa famiglia, sino al 1682 quando passò in mano ai Farnese. Nonostante gli interventi, il castello conserva ancora la struttura originale, con il vecchio mastio, la decentrata torre quadrata e l’ampia piazza d’Arme.

Castello di Scipione:

La struttura fu innalzata nel XI secolo dai marchesi Pallavicino. La leggenda vuole che debba il suo nome ad una preesistente villa romana di proprietà della famiglia del distruttore di Cartagine. Completamente ricostruito nel XV secolo, per adeguarlo alle nuove esigenze di vita della corte, il castello è ora inserito nel piccolo, ma suggestivo borgo che ancora porta evidenti tracce del passato medievale.

Rocca di Montechiarugolo:

La costruzione risale ai primi del ‘400 e costituisce un esempio di architettura militare le cui mura, ornate da merli ghibellini, recano lo stemma dei Visconti, da cui la famiglia Torelli venne investita nel 1406 del potere feudale. Il Castello si affaccia su piazza Mazzini ed al suo interno è esposta una raccolta di reperti archeologici del territorio; visitabili sono inoltre il salone con volte a crociera, la Sala degli Elementi e il loggiato, con decorazione del ‘400.

Castello di Bargone:
Il castello, edificato prima del Mille, appartenne ai vescovi di Parma e passò nel XII secolo sotto la signoria dei Pallavicino; nel 1600 fu sotto il controllo dei duchi Farnese. Nei boschi dei dintorni si ritirò a vita monastica il Baeto Orlando, della famiglia Medici, a cui è dedicata la chiesetta ricostruita nel XVIII secolo.

Torre di PisaPiazza dei Miracoli (Patrimonio dell’Umanità dal 1987)
La piazza comprende il Duomo, un bianco ed imponente edificio iniziato nel 1064 e completato nel XII secolo, cattedrale medievale intitolata a Santa Maria, è  una basilica a cinque navate col transetto a tre navate. La cattedrale è un enorme edificio, misura 100 metri di lunghezza per 72 metri di larghezza, interamente ricoperto di marmo.
Il Battistero, a pianta perfettamente circolare, con un diametro di 107 metridedicato a San Giovanni Battista, s’innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo.
Il Campanile, conosciuto come la Torre di Pisa o torre pendente, interamente ricoperta in marmo bianco e simbolo della città; è considerata una delle torri più famose al mondo, oltre che per la bellezza architettonica per la pendenza che è fra le più note e bizzarre peculiarità. La torre fu eretta nell’arco di due secoli e già dopo la costruzione dei primi tre ordini di archi la cedevolezza del terreno sottostante, solcato da falde acquifere, fece sì che i lavori di interrompessero. Fu solo un secolo dopo, nel 1275, sotto la guida di Giovanni di Simone e Giovanni Pisano, che l’edificazione riprese con la costruzione di altri tre piani tentando di compensare la pendenza facendo sì che la nuova porzione si incurvasse in senso opposto.
Sul lato nord della piazza dei Miracoli si trova il Camposanto Monumentale: iniziato da Giovanni di Simone nel 1278, venne completato soltanto alla fine del ‘500. Il Camposanto è lungo 130 m. e si affaccia sulla piazza con 43 arcate cieche. L’intera facciata è rivestita in marmo bianco. L’interno è costituito da quattro gallerie che si affacciano sulla parte centrale scoperta tramite grandi arcate a tutto sesto; qui si trovano ancora le tombe di celebri pisani accanto a sarcofagi di epoca più remota.

La città di Sorrento è un gioiello incastonato fra le scogliere ed un mare meraviglioso che vive sospeso fra la vocazione marinara ed i magnifici tesori, naturali dell’entroterra.

Duomo

Consacrato ai Santi Giacomo e Filippo, innalzato agli inizi del XII secolo e interamente riedificata da Mons. Giulio Pavesi dopo l’invasione turca del 1558, per essere infine nuovamente rimaneggiata in stile barocco, come attualmente si ammira, dagli arcivescovi Didaco Petra e Filippo Anastasio nel 1700

Basilica di Sant’Antonino Abate
Patrono della Città e dell’Antica Archidiocesi, la cui festa che ricorre il 14 febbraio, viene commemorata da tutta la cittadinanza e dalle amministrazioni locali con eventi e manifestazioni che coinvolgono istituzioni laiche e religiose fino dal pomeriggio del giorno precedente.

Musei
Nel museo Correale, ospitato nell’omonima Villa, residenza settecentesca della nobile casata dei Correale di Terranova, sono esposte in 24 sale distribuite su tre piani, collezioni di reperti greci e romani, con una sezione di pittura con le opere dei vedutisti del ‘700 e ‘800, con pitture fiamminghe, opere di Teodoro Duclère, Giacinto Gigante, Pitloo, Silvester Scedrin.
In pieno centro storico si trova il Museo Bottega della Tarsia Lignea, fondato dall’architetto  Alessandro Fiorentino, che conserva arredamenti e pregevoli opere dell’artigianato sorrentino, fotografie, dipinti e stampe dell’800; il piano terra ospita invece tarsie moderne.

CapriNascita
La prima colonizzazione del territorio risale al IX a.C., quando "mercanti e viaggiatori anatolici ed achei si affacciarono nel golfo per dirigersi verso gli empori minerari dell’alto Tirreno" e fondarono Partenope nell’area che include l’isolotto di Megaride (l’attuale Castel dell’Ovo) e il Promontorio di Monte Echia (l’odierna Monte di Dio e Pizzofalcone). Quando, dopo le guerre, Partenope fu abbandonata le venne dato il nome "Palepolis"(città vecchia).  Fu nel 475 d.C. grazie agli abitanti di Cuma che fu fondata Neapolis (città nuova) nella addossata alla zona est delnucleo originario.

Archeologia
Da visitare il parco archeologico del Pausylipon , di cui una vasta sezione è stata riaperta recentemente al pubblico; i reperti risalgono ai primi anni prima di Cristo e estremamente suggestiva è la Grotta di Seiano: un cunicolo artificiale, lungo ben 770 metri che, scavato nelle collina tufacea, collega Bagnoli ed i Campi Flegrei con il vallone della Gaiola dove si trovano i resti di un teatro una capienza complessiva di duemila posti, costruita sfruttando, secondo una tecnica tipica dei teatri greci, il pendio naturale della collina. Sul versante opposto si ammirano i resti dell’Odeion, l’antico teatro coperto destinato ad audizioni di poesia retorica o di musica.

Castelli

Il più antico castello di Napoli è Castel Capuano, la cui costruzione fu ultimata nel 1154 . Di origine normanna, è situato allo sbocco dell’attuale via dei Tribunali ed è sede della sezione civile del tribunale di Napoli, ma iI saloni del piano superiore contengono affreschi e pregevoli dipinti, alcuni dei quali vengono attribuiti a Pedro de Ruviales. Deve il suo nome all’ubicazione a ridosso di Porta Capuana, che si apre sulla strada che conduceva all’antica Capua.
Fra i più imponenti monumenti si può ammirare il Castel dell’Ovo, che sorge su quello che fu nell’antichità l’Isolotto di Megaride, piccola isola di tufo ora collegata con la terraferma. La sua storia è complessa: da residenza sfarzosa di Lucullo (patrizio romano) divenne monastero basiliano, poi baluardo militare; l’aspetto odierno è quello risultante dalla ristrutturazione operata dopo i danni subiti nell’assedio del 1503. Alla fine del 1800, al di fuori della cinta muraria, venne realizzato un piccolo borgo di pescatori, l’attuale Borgo Marinari. 
Napoli è anche la città del Castel Sant’Elmo di epoca medievale, che sorge nella zona di San Martino, in cima al quartiere Vomero; oggi ospita  mostre ed eventi culturali ed un grande auditorium.

FerraraLa città di Ferrara sorge nel cuore della Pianura Padana e, dal 1995 il suo centro storico è stato inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Oltre al centro storico, anche il  Parco del Delta del Po è diventato Patrimonio dell’Umanità. Il Parco, istituito nel 1988, è il più esteso tra i Parchi e le Riserve Regionali d’Italia con i suoi 53.653 ettari di superficie. Il Parco è la più vasta estensione di zone umide protette, offre al visitatore uno spettacolo affascinante messo in scena magistralmente dalla ricca e variegata fauna (uccelli, anfibi, rettili e mammiferi che qui svernano, nidificano o stanziano) e le oltre 1000 specie di piante.

Ferrara è città di grande fermento artistico, culturale e di divertimento: per chi visita la città la scelta fra musei, gallerie d’arte, pinacoteche, eventi, feste e concerti è davvero vastissima; da segnalare, oltre alla numerose mostre d’arte organizzate a Palazzo dei Diamanti, al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) e le ricche stagioni teatrali e musicali al Teatro Comunale, la Rassegna Internazionale del Musicista di Strada.

Da visitare:

Il Castello Estense, detto anche Castello di San Michele.
Inizialmente sorto come fortezza difensiva possiede una struttura imponente con tutte le caratteristiche della fortificazione militare, è circondata da un profondo fossato colmo ancora d’oggi di acqua (l’unico in Europa) con ponti levatoi e sottili feritoie. Il Castello divenne, sotto Ercole II (duca dal 1534 al 1559) palazzo di corte: venne aggiunta la celebre Loggia degli Aranci,  le merlature furono sostituite con vivaci balconate di marmo bianco e le torri vennero rialzate e rimaneggiate.

Sempre in pieno centro storico sorge la Cattedrale di San Giorgio, consacrata nel 1835,  la facciata, in marmo bianco, grigio e rosa,  fonde sapientemente lo stile romanico della parte inferiore con lo stile gotico della sezione superiore e reca,  sopra la loggia centrale, un magnifico Giudizio Universale opera di uno scultore ignoto; l’interno è riccamente decorato di statue ed affreschi, fra cui spiccano gli affreschi di Benvenuto Tisi da Garofalo raffiguranti San Pietro e San Paolo; il Martirio di San Lorenzo, opera del Guercino ed il Giudizio Universale di Bastianino.

A Ferrara visse gli ultimi anni della sua vita e morì, nel 1533, Ludovico Ariosto: la sua abitazione ospita al primo piano un piccolo museo dedicato al grande poeta, mentre il giardino sul retro ospita concerti e mostre temporanee.
La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 ed in essa morì nel 1533.

Prato, pur non essendo conosciuta a livello internazione come città d’arte toscana (o comunque non al livello di Firenze, Siena e Pisa) una città d’arte al pari di Firenze, Siena e Pisa, vanta un rilevante patrimonio artistico di tutto rispetto.
Non si tratta solo ed esclusivamente di arte contemporanea ma anche antica: la zona di Prato, infatti, risultava già abitata sin dal Paleolitico ed inseguito dagli Etruschi, dai Romani e dai Longobardi e Bizantini nel Medioevo, di conseguenza, la città non custodisce solo le opere dei principali artisti del XX secolo, ma anche preziose opere d’arte sacra, sculture e dipinti che vanno dal rinascimento all’800, nonché reperti archeologici.
La città di Prato ospita questo patrimonio artistico, non solo all’interno degli edifici, ma anche all’esterno, nelle piazze, nei parchi, nelle vie, numerose opere sono perfettamente integrate nel tessuto urbano della città. La prima opera che entrò a far parte dell’arredo urbano di Prato, fu la “Forma squadrata con taglio” (1974) di Henry Moore, situata in Piazza San Marco. Nei giardini di via Carlo Marx è posta un’opera di Giò Pomodoro, quella di Ben Jakober e Jannick Vu è in via Pomeria, il giardino del Centro Pecci ospita le opere di Enzo Cucchi, Anne e Patrick Pirier, Mauro Staccioli (la cui opera misura oltre quaranta metri), Mimmo Paladino, Albert Hien, Sol Lewit, Bizhan Bassiri ed Eliseo Matteucci.
A Prato, inoltre, ha sede il Centro per l’Arte Contemporanea "Luigi Pecci", diventato nel corso degli anni un vero e proprio polo di divulgazione dell’arte contemporanea a livello internazionale. Il Museo dedica ampio spazio alla ricerca artistica contemporanea sotto tutti i suoi aspetti: dall’installazione alla fotografia, dalla moda al cinema.
Il Centro per l’Arte Contemporanea comprende: il Museo, il Centro di Informazione e Documentazione Arti Visive (CID), la Biblioteca specializzata, il Dipartimento Educazione e la Sezione Avvenimenti.
Sin dalla sua nascita, il Museo ha ospitato esposizioni temporanee di particolare prestigio, mostre personali di importanti esponenti dell’arte contemporanea, di giovani artisti italiani e stranieri e dei principali protagonisti dell’arte del XX secolo: Mirò, Savelli, Burri, Fontana, Tapies e molti altri.
A testimonianza di questa innata predisposizione per l’arte contemporanea, in provincia di Prato esiste un particolare museo all’aperto: Luicciana. Non si tratta di un edificio, ma di una vera e propria frazione del paese di Cantagallo: dagli anni ‘80, numerosi artisti vennero invitati dalla Pro Loco a realizzare le loro opere pittoriche direttamente sulle case, ecco così che questa splendida frazione divenne un museo all’aperto di arte contemporanea.
All’interno del Parco-Museo Quinto Martini, situato a Seano (Carmignano) e progettato dall’architetto Ettore Chelazzi, sono raccolte 36 statue in bronzo, donate dallo stesso artista e collocate fra aiuole, prati e viali in ghiaia, che documentano circa sessant’anni di attività dell’artista. Il Parco-Museo Quinto Martini è uno dei più prestigiosi complessi scultorei all’aperto dell’Europa.

Meta turistica molto nota e relativamente esclusiva, l’Isola d’Elba si trova a poche miglia dal litorale toscano di fronte al Golfo di Follonica. La terza isola italiana per estensione è compresa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa, tutela 56.766 ettari di mare e 17.887 ettari di terra che comprende tutte le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano e alcuni isolotti minori e scogli.
Qui di seguito, storia e leggende dell’Isola.
 
I Luoghi di Napoleone
Qui Napoleone visse il proprio esilio, di conseguenza, moltissimi sono i luoghi legati alla sua permanenza sull’isola, primo fra tutti la Villa dei Mulini a Portoferraio, fra Forte Falcone e Forte Stella, costruito in posizione privilegiata per vigilare sia sul mare che sulla cittadina; nella stagione calda Napoleone soggiornava invece presso Villa di San Martino, poco distante da Portoferraio.
Un altro museo napoleonico si trova nella Chiesa della Misericordia a Portoferraio, che custodisce, fra l’altro anche il calco in gesso della mano e del volto dell’Imperatore; oltre 200 testi appartenuti a Napoleone sono stati donati agli elbani e sono custoditi alla Villa dei Mulini.

I Santuari
Dopo la caduta dell’Impero Romano, nell’entroterra dell’isola nacquero numerose piccole comunità monastiche, dette Romitori che, nei secoli successivi divennero Santuari dedicati al culto della Madonna. Sull’isola troviamo: il medievale Santuario della Madonna del Monte, presso Marciana, nascosto in un bosco di castagni, fu realizzato fra il XIII ed il XIV secolo e ricostruito nel Cinquecento; l Santuario della Madonna della Neve a Lacona, costruito nel Cinquecento su di una precedente struttura romanica, il Santuario della Madonna delle Grazie a Capoliveri, del ‘500. Il Santuario della Madonna del Monserrato, con una semplice cupoletta intonacata, costruito nel 1606 per volere del governatore di Longone José Pons y Léon ed il Santuario di Santa Caterina di Alessandria, risalente al Cinquecento è ora sede di un centro per artisti e di un orto botanico.

Storia e Leggende

L’Elba, la spiaggia e il pisolino degli Argonauti
Apollonio Rodio, poeta greco autore del poema epico “Le Argonautiche” che narra il viaggio di Giasone e della sua nave "Argo", indicò l’isola come tappa del viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro: nel corso della traversata del Tirreno gli Argonauti approdarono sulla spiaggia "delle Ghiaie"; le striature che oggi presentano i  sassolini secondo la leggenda sarebbero dovute al sudore degli Argonauti sdraiati sulla battigia.

La principessa Alba
Si narra che, nella zona delle Grotte a Portoferraio, si oda il lamento disperato di una donna che invoca il suo amato scomparso: secondo la leggenda sarebbe la principessa Alba che si recò sull’isola con il suo innamorato Sabino dopo aver chiesto la protezione alla dea Venere. La dea accordò il proprio aiuto e indicò loro l’isola dove avrebbero potuto vivere indisturbati il loro amore, ma solo se avesse ricevuto in cambio la costruzione di un’ara a lei dedicata. I giovani si dimenticarono della promessa e Venere, per castigo, condannò Sabino a vagare senza meta vittima di un’amnesia ed Alba a piangere in eterno il proprio amore perduto.


 
 

La città di Palermo, capoluogo della Regione Sicilia, venne fondata tra l’VIII ed il VII secolo a.C. e nel corso dei secoli ha subito numerose dominazioni che hanno lasciato importanti testimonianze di carattere culturale, storico, artistico ed archeologico: si passa dai templi greci ai mosaici romani, dagli splendidi edifici arabo-normanni alle architetture Liberty.
La città di Palermo è straordinariamente ricca di palazzi, chiese e monumenti che affondano le proprie radici nelle innumerevoli dominazioni passate:
tutte le civiltà che nei secoli hanno dominato la Sicilia, hanno contribuito con la propria cultura a rendere Palermo la splendida città che oggi tutti possono ammirare.
In particolare, con la divisione dell’Impero romano, la Sicilia entra a far parte dell’Impero Romano d’Oriente e Palermo vive un’era di ricchezza mai più raggiunta in futuro e diviene una delle città più conosciute di tutto il mondo Arabo. In questo periodo aumenta il numero degli abitanti, si sviluppa notevolmente il commercio, la città diventa un importante centro economico e culturale ed ovunque vengono costruiti palazzi, giardini, moschee che modificarono per sempre l’assetto urbanistico della città.
Quest’epoca di grande splendore non terminò con la dominazione araba ma proseguì anche con i Normanni e con gli Svevi, a conferma di ciò rimangono numerose testimonianze architettoniche: il Palazzo dei Normanni (edificato dagli Arabi nel IX secolo), il Duomo di Monreale, il Palazzo della Zisa, il Castello della Cuba (struttura di età normanna ma fortemente intrisa di elementi artistici arabo-musulmani) e la Chiesa e Chiostro di San Giovanni degli Eremiti le cui cupole di colore rosso, richiamano le architetture delle moschee islamiche.
Con la dominazione degli Aragonesi, sino ai primi del ‘600, a Palermo si diffuse l’architettura e l’arte barocca di cui rimangono ancora splendide testimonianze: la Fontana Pretoria, il Palazzo delle Aquile e l’Oratorio del Rosario.
Anche alcune località della provincia di Palermo sono ricche di testimonianze storiche, artistiche e culturali: a Castellana Sicula e Termini Imerese si trovano alcune importanti aree archeologiche, a Monreale è possibile visitare il Duomo (con i suoi celebri mosaici dorati), dove cultura islamica, romanica e bizantina concorrono a realizzare una delle più alte costruzioni del medioevo italiano.
Questa incredibile varietà di tesori si fonde in un paesaggio naturale che non teme confronti: splendide spiagge sabbiose si alternano ad alti tratti di costa rocciosa a picco sul mare, il tutto bagnato da un mare pulito e cristallino. La costa palermitana è ricca di siti balneari, le località più celebri sono: Cefalù, Carini, Termini Imerese e Capaci; a largo della costa palermitana, inoltre, si trova Ustica, una piccola isola di origine vulcanica molto apprezzata dai subacquei.
L’estate palermitana, inoltre, è animata da numerose manifestazioni come concerti di importanti artisti italiani e stranieri, sagre e feste rionali, esposizioni d’arte, nonché stagioni concertistiche e teatrali presso i più importanti palcoscenici di Palermo: quelli dell Teatro Massimo e del Teatro Politeama.
Per quanto riguarda la gastronomia, le specialità ed i prodotti tipici della zona sono: gli spaghetti alla Norma (con pomodoro, melanzane, ricotta e basilico), la cassata (dolce a base di ricotta, zucchero, cioccolato, canditi e pan di Spagna), le granite e la pasta di mandorle.

SardegnaLa Sardegna: un’isola che ti prende il cuore, i sensi e l’anima; la macchia mediterranea, arbusti, bassi cespugli di erica arborea, che brillano in un cielo dall’azzurro quasi surreale, emanano questo unico profumo, sollevato dal vento che spazza assai frequentemente tutta l’isola.
Ogni angolo di Sardegna ha un suo fascino particolare: il mare non ha nulla da invidiare ai mari dei Tropici, le coste hanno una morfologia variegata e vi si alternano “morbide” scogliere erose dal mare e dal vento,  lunghe spiagge o incantevoli calette che degradano dolcemente verso il mare. Uno dei tratti costieri più amati è quello compreso fra Olbia e Santa Teresa di Gallura: la Costa Smeralda.
Il litorale è incantevole: le numerosissime insenature celano angoli di paradiso, e, all’orizzonte, magico ed incantato si distende l’Arcipelago della Maddalena, oltre il quale, nelle numerosissime limpide giornate ventose si scorgono i bianchi faraglioni della costa meridionale della Corsica, nei pressi di Bonifacio.
Andando per mare con un gommone si impara a conoscere ed amare questi luoghi; le tante isole dell’arcipelago, ognuna con il proprio bagaglio di tesori naturali e paesaggistici sono rigidamente tutelate: Santa Maria possiede l’acqua, è la più verde e pianeggiante, da Santa Maria si può passare a piedi o al massimo con un paio di bracciate a seconda della marea, attraverso lo Stretto degli Asinelli, sull’isola di Razzoli.
Razzoli ha ripide coste rocciose solcate da profonde insenature dove il mare assume tonalità verdi e blu … l’isola è disabitata, e sulla sua punta settentrionale vi è un faro, raggiungibile a piedi tramite un sentiero e da cui si gode una vista meravigliosa sulle Bocche di Bonifacio.
Nelle immediate vicinanze di Santa Maria e Razzoli vi è l’Isola di Budelli (con la nota Spiaggia Rosa, al momento non raggiungibile neppure a nuoto per preservarne la sabbia ricca di corallo che conferisce la colorazione tipica e che, nel corso degli anni, turisti incivili hanno asportato in grandi quantità come souvenir): le tre isole, così vicine le une alle altre delimitano una piccola area di mare, chiamata Porto della Madonna e la bellezza di questo luogo è quasi indescrivibile: una vera piscina naturale, dove l’acqua non supera i due metri di profondità.
Fra le isole più piccole e selvagge dell’arcipelago si annoverano anche Spargi, Spargiotto e Spargiottello (l’ultimo poco più di uno scoglio) con magnifiche piccole spiagge. Fra le Isole più estese e note, La Maddalena, raggiungibile da Palau con traghetti, ospita la base NATO e la cittadina è incantevole, meta di numerosi (forse troppi) turisti che vi sbarcano anche solo per trascorrervi la serata.
Fra La Maddalena e Palau vi è Santo Stefano, isola da sempre a vocazione militare: oggigiorno ospita i sottomarini nucleari della basa USA, ma sono ancora ben conservati la Torre quandrangolare di Villamarina, da dove Napoleone nel 1793 bombardò La Maddalena e, sul lato occidentale, il forte San Giorgio costruito nel 1808.
Ultima, non certo in ordine di importanza o bellezza vi è Caprera: nota per essere stata luogo d’esilio di Napoleone ed ospitare la sua tomba, tutta l’isola è dal 1980 una Riserva Naturale Orientata, gestita dal Corpo Forestale dello Stato; è solcata da numerosi sentieri, uno di questi porta alle piccole spiagge di Cala Coticcio, uno dei luoghi più frequentati durante il periodo estivo. L’escursione a piedi in bassa stagione consente di godere della straordinaria qualità ambientale dei luoghi in meravigliosa solitudine.
Fatta eccezione per centri assolutamente esclusivi come Porto Cervo, Porto Raphael, Cala di Volpe ed altri che economicamente sono difficilmente avvicinabili se non per una gradevolissima gita in giornata, i principali centri abitati costieri, a vocazione turistica, sono Palau e Santa Teresa di Gallura.
Palau non è particolarmente suggestiva, il porto è affollato in quanto vi si trova l’unica stazione di rifornimento di carburante per natanti nel raggio di parecchie miglia e l’afflusso massivo del turismo ha  tolto molto della tipicità del luogo; segnalo però, soprattutto per gli amanti del wind-surf, poco a nord di Palau,  la località di Porto Puddu (Porto Pollo), un sottile istmo di terra e sabbia che si allunga nella baia di Porto Liscia, costantemente battuta dal vento e quindi perfetta per gli amanti della tavola a vela.
Santa Teresa di Gallura invece, ha conservato, nonostante sia meta turistica molto frequentata, buona parte del proprio fascino; strette strade si inerpicano sul promontorio su cui sorge il centro storico dell’abitato, dalla cui sommità si può godere di un panorama mozzafiato sul mare aperto e su Rena Bianca la splendida spiaggia che si distende appena sotto l’abitato.
La capacità ricettiva di tutta la zona à elevata e variegata: alberghi, campeggi, residence, case in affitto e villaggi turistici permettono a chiunque di trascorrere una vacanza in questi luoghi incantevoli, senza necessariamente spendere capitali. Le spiagge in stragrande maggioranza libere, in poche spiagge è possibile affittare sdraio ed ombrelloni.
Se desiderate trascorrere una giornata diversa, lasciando sabbia, mare ed asciugamani, consiglio una gita a Tempio Pausania: da apprezzare la meta, ma senza dubbio il tragitto nell’emtroterra della Gallura è altrettanto meritevole: boschi di querce da sughero, si alternano a maestosi eucalipti e ulivi dai tronchi contorti, in un paesaggio che in pochi chilometri diventa prettamente montano, rendendo onde e spiagge un ricordo sfumato.

Per tutti i golosi ecco un breve tour gastronomico nel centro-nord Italia: Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Valle D’Aosta.

Emilia Romagna
Sicuramente il piatto forte di questa regione è la Piadina: un semplice impasto di acqua e farina (con un pochino di sale, olio) ed imbottita con quello che preferite: formaggi, salumi, salse, verdure! Consigliata è la piadina con il prosciutto crudo, mi raccomando però, fatta a regola d’arte: il prosciutto deve essere tagliato sottile e deve essere dolce, benissimo il Crudo di Parma e NON deve essere scaldato insieme alla piadina!! Il pane sottile deve essere cotto, farcito e servito subito, meglio diffidare dalle vetrinette con le piadine già imbottite, unico strappo alla tradizione riguarda la dolcissima piadina con la Nutella!

Liguria
Il regno della focaccia! Nelle panetterie di questa regione se ne trovano di tutti i gusti: alta o bassa, molto o poco "unta", morbida o secca, liscia o con le olive (per i più coraggiosi anche con le cipolle), senza dimenticare la focaccia di Recco: nella vera focaccia al formaggio di Recco, la differenza la fa (manco a dirlo) il tipo di formaggio che viene utilizzato, ossia la crescenza. Una peculiarità di questo prodotto è che è buono a qualsiasi ora del giorno: a metà mattina dopo la colazione, per pranzo o come spuntino a metà pomeriggio!

Lombardia
Piatto tipico di questa regione è il risotto: alla monzese (zafferano e salsiccia), alla zucca (se possibile con un tocco di aroma di tartufo), con i fagioli borlotti, ai quattro formaggi ….. ce n’è per tutti i gusti!
Oltre ai risotti abbiamo che la polenta, meglio se Taragna, i funghi, la bresaola, i pizzoccheri e sciàtt (se non sapete cosa sono andate in Valtellina e provateli!) ed infine, se la stagione lo consente un buon panettone, magari con crema al mascarpone!

Valle d’Aosta
Tutti coloro che visitano questa regione non si devono far sfuggire due meravigliose specialità della zona: la fonduta e la raclette. La fonduta è una crema calda ottenuta dallo sciogliersi di fontina, latte, tuorli d’uovo e, per dare un po’ di sostanza, burro, aggiustando il tutto con un pizzico di pepe bianco. Viene portata in tavola nell’apposito pentolino con fornelletto incorporato che la mantiene calda e quindi fluida quanto basta per intingervi pane abbrusotolito o polenta. La raclette è semplice: fate fondere del formaggio “raclette” (o anche della fontina) tagliato a fette alte poco meno di un centimetro sulla leccarda del forno: cospargete con pepe bianco e servite con patate lesse, salumi e sottaceti

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