Al via un nuovo sito dedicato alle mostre in Italia. Arte ma non solo: il sito raccoglie i comunicati stampa inviati dalle gallerie, degli uffici marketing e le aziende di promozione turistica nel tentativo di dare maggiore visibilità agli eventi della cultura italiana.
Quante volte mi è capitato di annoiarmi la domenica pomeriggio? Probabilmente se avessi avuto a portata di mano, comodamente un elenco di appuntamenti culturali almeno ogni tanto un giretto me lo sarei fatto. Tra le mostre elencate dal sito infatti non ci sono soltanto gli artisti astratti locali (che probabilmente non riuscirò mai a capire) ma anche collezionismo, fumetti, soldatini, modellismo e (perchè no?) pittura classica.
Una storia davvero travagliata quella che ha visto protagonista Brescia sino dal VI secolo d.C. invasioni, barbarie, tirannie si sono succedute sulla città con un ritmo incalzante fino all’epopea del 1° aprile 1849 quando gli Austriaci dopo dieci lunghi giorni di battaglia contro i bresciani che intendevano riconquistare libertà ed autonomia, svilupparono un decisivo assalto contro tutte le porte della città, i patrioti che non riuscirono a fuggire vennero fucilati e i soldati imperiali si abbandonarono a crudeltà e efferatezze di ogni genere. Costretta alla resa, da quel giorno guadagnò il titolo di Leonessa d’Italia.
A Giosuè Carducci, va il merito di avere reso popolare le gloriosa definizione,ma egli riprese un verso di un grande poeta risorgimentale: Aleardo Aleardi.
È proprio in un canto di Aleardi che Brescia viene chiamata per la prima volta "Leonessa d’Italia".
Le testimonianze della lunga e travagliata storia della città si ritrovano in resti romani, palazzi medievali, chiese gotiche, opere d’arte rinascimentali ospitate in chiese e musei cittadini.
In città è consigliabile una visita a Palazzo Martinengo Palatini :la costruzione risale al 1675, fondata su una struttura quattrocentesca. La facciata è ornata da un portale in marmo e da due statue raffiguranti Marte e Minerva opera di Sante Calegari. All’interno è da segnalare il Salone Apollo, con affreschi incorniciati da stucchi dorati di Giulio Quaglio e risalenti al 1714.
Il Palazzo è oggi sede dell’Università
Santuario di Santa Maria dei Miracoli: Il Santuario, risalente al ‘400, presenta una splendida facciata con bassorilievi del Botticino. Nel corso del ‘500 la chiesa subì alcune modifiche ad opera di Stefano Lamberti.
Le parti laterali, il rialzamento della prima cupola e la parte esterna della seconda risalgono invece al ‘700. L’interno è arricchito da opere d’arte di numerosi artisti, fra cui ricordiamo "I Dodici Apostoli" di Gaspare da Coirano, le statue nelle nicchie delle porte laterali dei Calegari; ai lati dell’altare maggiore si possono ammirare dipinti di Marone, Cossali, Gandino e Bagnadore.
Tempio Capitolino: o Capitolium fu eretto da Vespasiano intorno al 74 D.C.
Fra il IV ed il V secolo il Tempio venne distrutto da un incendio e riscoperto nel 1823; solo nel 1939 ha assunto l’attuale aspetto. All’interno ha tre sale con una ricca raccolta di epigrafi e steli votive di epoca romana.
Palazzo Tosio: venne riedificato fra il 1829 ed il 1940 in chiave neoclassica dal Vantini per sistemare le collezioni d’arte del conte Paolo Tosio (oggi custodite presso la Pinacoteca Tosio Martinengo). Intatti il portico con archi a tutto sesto e qualche sala del pian terreno datati fine ‘500.
Nel sottosuolo sono stati rinvenuti reperti d’epoca romana, forse resti di un impianto termale.
Nel cortile si può ammirare la fontana della Naiade, di Gaetano Monti. Nel salone delle adunanze dell’Ateneo si trovano tele di Gabriele Rottini e Andrea Appiani il Giovane.
Le bellezze della zona, però, non si esauriscono con i monumenti della città: il territorio della sua provincia incanta per la varietà e la ricchezza di bellezze naturali: dalla fertile pianura della zona più meridionale alle alte vette del gruppo dell’Adamello, dalle sponde dei laghi d’Iseo e di Garda è un susseguirsi di gradevoli mete per il turista che desideri divertirsi, praticare sport estivi od invernali, rilassarsi e godere delle proprietà terapeutiche delle acque dei numerosi Stabilimenti Termali della zona.
Sempre in territorio bresciano si trova il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri della Valle Camonica, patrimonio dell’UNESCO, dove si possono ammirare i suggestivi graffiti lasciati dai Camuni, fra cui i più antichi risalgono ad oltre 10.000 anni fa.
La presenza dei laghi nella zona orientale del territorio rende particolarmente mite il clima nonostante la latitudine e permette la coltura di viti, ulivi ed agrumi, in special modo sulla riviera del Garda; con ciò si spiega la rinomata tradizione enologica (Franciacorta, Garda Classico, Lugana, San Martino della Battaglia) e di olio extravergine d’oliva (Olio del Garda DOP) che ben si accompagnano con gli altri prodotti e piatti tipici: formaggi, salumi, polenta, casoncelli (ravioli con ripieno caratteristico da zona a zona), ma anche pesci d’acqua dolce, rane e lumache.
Meta turistica molto nota ed anche relativamente esclusiva, si trova a poche miglia dal litorale toscano di fronte al Golfo di Follonica.
La facilità di comunicazioni con il continente, il bel mare, le coste frastagliate e l’entroterra montuoso, la rendono un’ambita e rinomata località di vacanza.
Poco più di 147 chilometri di costa per questa che è la terza isola italiana per estensione ed ovviamente la più vasta dell’Arcipelago Toscano. L’Elba è totalmente compresa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa, tutela 56.766 ettari di mare e 17.887 ettari di terra che comprende tutte le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano e alcuni isolotti minori e scogli. Particolare è la forma dell’Isola che sembra inneggiare la ricca fauna del mare circostante con la sagoma a guisa di pesce!
La morfologia dell’interno dell’isola, con la cima più alta, il monte Capanne, che raggiunge ben 1019 metri offre valide alternative alla vita da spiaggia: alberi ad alto fusto e lussureggianti boschi di castagni piantati dagli isolani già nel XIV secolo, rendono l’entroterra fresco e fruibile per rilassanti passeggiate e trekking a piedi o a cavallo.
Da vedere da sapere ….
L’Isola d’Elba però non è solo mare e natura rigogliosa: la sua storia è ricca e travagliata e quindi tanti sono i reperti ed i tesori che i secoli hanno lasciato su questa perla dell’Arcipelago Toscano
I Luoghi di Napoleone
Qui Napoleone visse il proprio esilio e qui in breve divenne illuminato amministratore: moltissimi sono i luoghi legati alla sua permanenza sull’isola, il principale è la Villa dei Mulini a Portoferraio, fra Forte Falcone e Forte Stella, costruito in posizione privilegiata per vigilare sia sul mare che sulla cittadina.
Nella stagione calda Napoleone soggiornava invece in una casa immersa nel verde, Villa di San Martino, poco distante da Portoferraio che, nel XIX secolo viene affiancata, da una galleria in stile dorico, fatta costruire dal principe Demidoff, cugino dell’Imperatore, al fine di accogliere i cimeli di Napoleone. Un altro museo napoleonico si trova nella Chiesa della Misericordia a Portoferraio, che custodisce, fra l’altro anche il calco in gesso della mano e del volto dell’Imperatore; oltre 200 testi appartenuti a Napoleone sono stati donati agli elbani e sono custoditi alla Villa dei Mulini; la passione di Napoleone per il teatro di concretizza in due strutture: uno nella Villa dei Mulini ed uno più grande, detto dei Vigilanti, nella chiesa sconsacrata del Carmine a Portoferraio. Fra gli altri luoghi napoleonici ricordiamo il Romitorio nel bosco nei pressi del Santuario della Madonna del Bosco e una curiosa roccia, detta "Sedia di Napoleone", da dove egli ammirava la sua Corsica.
I Santuari
Piccole comunità monastiche, dette Romitori di cui il più antico e famoso è il Romitorio di San Cerbone, nacquero nell’entroterra dell’Isola negli anni che seguirono la decadenza dell’Impero Romano quando le coste non erano più luogo sicuro a causa dei saccheggi dei predoni del mare.
Nei secoli successivi questi edifici divennero Santuari dedicati al culto della Madonna, edifici dalla struttura molto semplice, ma assai suggestivi: il medievale Santuario della Madonna del Monte, presso Marciana, nascosto in un bosco di castagni, fu realizzato fra il XIII ed il XIV secolo e ricostruito nel Cinquecento; il Santuario della Madonna delle Grazie a Capoliveri, del ‘500 secondo la leggenda venne abitato dagli eremiti al seguito di Mamiliano, che si era stabilito sull’isola di Montecristo dopo il V secolo. Il Santuario della Madonna della Neve a Lacona, costruito nel Cinquecento su di una precedente struttura romanica, è stato più volte rimaneggiato fra il XVII ed il XX secolo. Il Santuario della Madonna del Monserrato, con una semplice cupoletta intonacata, venne costruito nel 1606 per volere del governatore di Longone José Pons y Léon a ricordare l’omonimo Santuario di Catalogna (al suo interno si trova una Madonna Nera; la chiesetta viene aperta solo l’8 settembre e l’8 aprile). Il Santuario di Santa Caterina di Alessandria, infine, risalente forse al Cinquecento è ora sede di un centro per artisti e di un orto botanico.
Storia e Leggende
La principessa Alba
Pare che, nella zona delle Grotte a Portoferraio, presso i ruderi romani, si oda il lamento disperato di una donna che invoca il suo amato scomparso. Secondo la leggenda sarebbe la principessa Alba che si recò sull’isola con il suo innamorato Sabino dopo aver chiesto la protezione alla dea Venere. La dea accordò il proprio aiuto e indicò loro l’isola dove avrebbero potuto vivere indisturbati il loro amore, ma solo se avesse ricevuto in cambio la costruzione di un’ara a lei dedicata. I giovani si dimenticarono della promessa e Venere, per castigo, condannò Sabino a vagare senza meta vittima di un’amnesia ed Alba a piangere in eterno il proprio amore perduto.
L’Elba, la spiaggia e il pisolino degli Argonauti
Apollonio Rodio, poeta greco autore del poema epico “Le Argonautiche” che narra il viaggio di Giasone e della sua nave "Argo", trascorse sull’Isola d’Elba un lungo periodo di tempo, scegliendola come luogo di ritiro ed indica l’isola come tappa del viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro: nel corso della traversata del Tirreno gli Argonauti approdarono sulla spiaggia delle Ghiaie, che nel III secolo a.C. era una spiaggia di ciottoli bianchi; le striature che oggi presentano i sassolini secondo la leggenda sarebbero dovute al sudore degli Argonauti sdraiati sulla battigia.
I forni degli Etruschi
Per gli etruschi l’Isola d’Elba rappresentò una fonte ricchissima di materie prime e contribuì, in maniera decisiva, allo sviluppo della loro civiltà. Il sottosuolo dell’isola infatti era, ed è ricco di minerali ferrosi, primo fra tutti l’ematite.
Lunghi studi sono stati condotti sulle modalità con cui gli etruschi fondevano questo metallo: la riduzione dell’ematite infatti richiedeva, all’epoca, tempi molto lunghi e forni in grado di sviluppare i 1300 gradi necessari alla fusione. Oggi in località Mulinaccio, nel "Parco sperimentale di metallurgia antica", è possibile prendere parte al processo di fusione del ferro così come avveniva nel III secolo a.C.. Il parco è stato inserito dall’Unesco nell’ambito del progetto "C’è un mondo da fare", come esempio di recupero e divulgazione del patrimonio storico e culturale di un popolo.
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Insomma, tutto quello che occorre per trascorrere del tempo tra natura, relax e anche un po di svago.
E’ nata qualche mese una nuova directory che cataloga siti dedicati al turismo italiano, alberghi, agriturismo, musei ma anche siti di carattere informativo. La segnalazione di un sito è gratuita e il classico link di ritorno non è obligatorio.
Porte aperte a giugno per tre celebri dimore storiche romane:
Pallavicini, Patrizi Montoro e Colonna
Un’occasione unica per vedere in una cornice straordinaria i dipinti
di Guido Reni e Guercino
Parte l’8 giugno la terza edizione di “Capolavori da scoprire”, un contatto con l’arte segreta e preziosa delle più importanti famiglie italiane voluto da Telecom Progetto Italia e dall’Associazione Dimore Storiche del Lazio. Un’altra occasione per ammirare opere straordinarie di artisti inimitabili e per apprezzare, ancora una volta, quale contributo il grande mecenatismo abbia dato all’arte e alla cultura mondiale e di come le tracce di un grandioso passato siano potute giungere fino a noi e siano oggi fruibili al grande pubblico.
La manifestazione si svolge grazie a tre diversi protagonisti: le famiglie proprietarie delle collezioni Pallavicini, Patrizi Montoro e Colonna che con la loro generosa disponibilità hanno mantenuto integra e viva una vera ricchezza per l’intera umanità; Progetto Italia, che valorizza gli aspetti storici, artistici e paesaggistici italiani tramite l’organizzazione di eventi capaci di richiamare l’attenzione del pubblico sul patrimonio del nostro paese; la Sezione Lazio dell’Associazione Dimore Storiche Italiane che, dopo il successo delle due scorse edizioni, ripete la manifestazione con tre mostre aperte gratuitamente al pubblico.
Guido Reni nella collezione Pallavicini
Palazzo Pallavicini - Via XXIV Maggio, 43 - 8, 9 e 10 giugno 2007
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino
nella collezione Patrizi Montoro
Palazzo Patrizi Montoro - P.zza S. Luigi dei Francesi, 37 - 15, 16 e 17 giugno 2007
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino
nella collezione Colonna
Palazzo Colonna - Piazza SS. Apostoli, 66 - 22, 23 e 24 giugno 2007
NOTIZIE UTILI
Ingresso Libero - orario: dalle ore 10.00 alle ore 19.00 - Catalogo SKIRA
Il programma non è ancora pronto e il sito è ancora in progettazione (neppure in costruzione). Consiglio però a tutti i webmaster che gestiscono un sito a tema turistico di aggiungere ai segnalibri questo sito: entro la fine dell’anno dovrebbero essere pubblicati i dettagli di un programma affiliati alla portata di tutti con un nuovo modo di promuovere il turismo e un sistema di riconoscimento … innovativo!