Un nuovo web

Un esperto di motori di ricerca ha scritto recentemente un post (che non riesco più a ritrovare) che sintetizzava in modo netto e chiaro le sensazioni che molti si occupano di web hanno vissuto in questi ultimi mesi e che sono in fondo la logica conseguenza di un concetto che era chiaro da anni.

I motori di ricerca si stanno evolvendo. I motori di ricerca sono sempre più importanti per internet e possono fare la differenza tra un sito di successo e un fisco colossale. Questi sono i due presupposti da cui partire per seguire il ragionamento.

L’esperto in sostanza dice: all’alba dei motori di ricerca (stiamo parlando dei tempi di altavista, chi se lo ricorda?) dominavano in fattori “on page” cioè i motori dell’epoca utilizzavano soltanto i conenuti di una pagina per capirne argomento e rilevanza. Con la tecnologia dell’epoca probabilmente non si poteva neanche fare molto di più però due studenti americani con una idea relativamente semplice riuscirono a fare di molto e crearono google. Google ha attribuito per un tempo enorme una importanza via via crescente ai fattori “off page” in parole povere per capire l’argomento e l’importanza di una pagina ha capito che non bastava limitarsi a leggere il contenuto di quella pagina, facilmente manipolabile dall’autore, ma che era necessario guardarsi attorno sia controllando gli altri contenuti del sito sia guardano i link diretti verso quel sito e quella pagina provenienti da siti esterni.

Per un periodo lungo i risultati sono stati eccellenti e google è tutt’ora il motore di ricerca migliore ma questo tipo di algoritmi ha portato ad alcuni risultati strani e ad alcuni “incidenti” camorosi. Giusto per fare qualche esempio vi cito qualche esempio di mia conoscenza che dimostra che anche questo tipo di implementazione ha i suoi limiti.

  1. googlebombing. Con qualche migliaio di siti a disposizione è facile ingannare il motore e fargli credere per esempio che una pagina contenente la biografia di Silvio Berlusconi parli invece di un “miserabile fallimento”
  2. la lingua. Per quel poco che è dato sapere da mille esperimenti google attribuisce a un sito una certa lingua a seconda dei link esterni cioè se un sito a tanti link che provengono da siti svedesi finirà col pensare che quel sito è svedese, anche come lingua. Questa è una fesseria
  3. L’argomento. Google tende ad attribuire un argomento ad un sito. Se un sito parla di pere e di cavalli almeno inizialmente ci sarà un argomento che prevale sull’altro. Se il sito riceve più link per l’argomento cavalli, da siti che parlano di cavalli google attribuirà questo argomento al sito che sarà molto meno visibile per ricerche collegate alle pere.
  4. Siti particolarmente nuovi, anche se ricchi di contenuti interessanti, finisco per essere “invisibili” per un lungo periodo di tempo. Questo aspetto (solitamente chiamato sandbox) sinceramente mi sembra in parte una ottima misura antispam e in parte anche qualcosa di voluto o almeno non corretto in modo da invogliare i webmaster a una bella campagna di banner e visibilità con adsense

L’esperto di cui vi parlavo ha sintetizzato il passaggio al terzo step affermando che ora google (ma anche altri motori) tendono ad assegnare un valore ad un sito nella sua globalità e a considerare questo parametro sempre più importante (prevalente?) sugli altri. Cosa significa?

Facciamo un esempio pratico: due articoli molto simili tra loro che parlano di Moggi e della Juventus, uno pubblicato sul sito di repubblica e uno su questo sito. A parità di mille altri parametri l’articolo pubblicato su repubblica verrà privilegiato dai motori per il semplice fatto che il sito ospitante gode di una reputazione migliore.
Ora si tratta di capire quali parametri userà google per assegnare un punteggio globale al sito ma qualcosa si può già capire: anzianità, numero di link ricevuti, server e baggianate tecniche, numero di aggiornamenti e così via.

Se in questo momento state pensando “che mi frega” significa che non avete valutato le implicazioni di un simile cambiamento perchè se state leggendo questo sito la cosa comunque vi riguarda.
Se avete un sito o state pensando di crearne uno infatti avete un purgatorio ancora peggiore di prima da affrontare. Avete un albergo in via Fraccazzo da Velletri a Rimini e sperate che questo sia visibile sui motori di ricerca? Fate attenzione perchè i grandi portali informativi potrebbero avere più visibilità anche per ricerche estremamente mirate. Ovviamente mi riferisco a portali veramente informativi e non ai siti di prenotazioni, per quanto grandi essi siano.
Non avete un sito e del ragionamento fatto fin qui non ne frega? Anche in questo caso state sottovalutando le implicazioni. Se state leggendo questo blog infatti come minimo siete degli utenti di internet e usate spesso i motori di ricerca. Considerate di nuovo l’esempio della notizia su Moggi e la Juventus, siete sicuri che l’informazione migliore sia sul sito di repubblica? Non pensate che questo possa nel lungo periodo portare a un nuovo oligopolio delle informazioni?

Questo è a mio modo di vedere l’impatto che potrebbe avere una implementazione di questo tipo sul web, la fine della democrazia di internet e del potere del piccolo webmaster di scrivere cose interessantissime e di ottenere visite, soddisfazioni e magari anche qualche soldino.

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