Brescia

BRESCIA

Una storia davvero travagliata quella che ha visto protagonista Brescia sino dal VI secolo d.C. invasioni, barbarie, tirannie si sono succedute sulla città con un ritmo incalzante fino all’epopea del 1° aprile 1849 quando gli Austriaci dopo dieci lunghi giorni di battaglia contro i bresciani che intendevano riconquistare libertà ed autonomia, svilupparono un decisivo assalto contro tutte le porte della città, i patrioti che non riuscirono a fuggire vennero fucilati e i soldati imperiali si abbandonarono a crudeltà e efferatezze di ogni genere. Costretta alla resa, da quel giorno guadagnò il titolo di Leonessa d’Italia.

A Giosuè Carducci, va il merito di avere reso popolare le gloriosa definizione,ma egli riprese un verso di un grande poeta risorgimentale: Aleardo Aleardi.

È proprio in un canto di Aleardi che Brescia viene chiamata per la prima volta "Leonessa d’Italia".

Le testimonianze della lunga e travagliata storia della città si ritrovano in resti romani, palazzi medievali, chiese gotiche, opere d’arte rinascimentali ospitate in chiese e musei cittadini.

In città è consigliabile una visita a Palazzo Martinengo Palatini :la costruzione risale al 1675, fondata su una struttura quattrocentesca. La facciata è ornata da un portale in marmo e da due statue raffiguranti Marte e Minerva opera di Sante Calegari. All’interno è da segnalare il Salone Apollo, con affreschi incorniciati da stucchi dorati di Giulio Quaglio e risalenti al 1714.

Il Palazzo è oggi sede dell’Università

Santuario di Santa Maria dei Miracoli: Il Santuario, risalente al ‘400, presenta una splendida facciata con bassorilievi del Botticino. Nel corso del ‘500 la chiesa subì alcune modifiche ad opera di Stefano Lamberti.

Le parti laterali, il rialzamento della prima cupola e la parte esterna della seconda risalgono invece al ‘700. L’interno è arricchito da opere d’arte di numerosi artisti, fra cui ricordiamo "I Dodici Apostoli" di Gaspare da Coirano, le statue nelle nicchie delle porte laterali dei Calegari; ai lati dell’altare maggiore si possono ammirare dipinti di Marone, Cossali, Gandino e Bagnadore.

Tempio Capitolino: o Capitolium fu eretto da Vespasiano intorno al 74 D.C.

Fra il IV ed il V secolo il Tempio venne distrutto da un incendio e riscoperto nel 1823; solo nel 1939 ha assunto l’attuale aspetto. All’interno ha tre sale con una ricca raccolta di epigrafi e steli votive di epoca romana.

Palazzo Tosio: venne riedificato fra il 1829 ed il 1940 in chiave neoclassica dal Vantini per sistemare le collezioni d’arte del conte Paolo Tosio (oggi custodite presso la Pinacoteca Tosio Martinengo). Intatti il portico con archi a tutto sesto e qualche sala del pian terreno datati fine ‘500.

Nel sottosuolo sono stati rinvenuti reperti d’epoca romana, forse resti di un impianto termale.

Nel cortile si può ammirare la fontana della Naiade, di Gaetano Monti. Nel salone delle adunanze dell’Ateneo si trovano tele di Gabriele Rottini e Andrea Appiani il Giovane.

Le bellezze della zona, però, non si esauriscono con i monumenti della città: il territorio della sua provincia incanta per la varietà e la ricchezza di bellezze naturali: dalla fertile pianura della zona più meridionale alle alte vette del gruppo dell’Adamello, dalle sponde dei laghi d’Iseo e di Garda è un susseguirsi di gradevoli mete per il turista che desideri divertirsi, praticare sport estivi od invernali, rilassarsi e godere delle proprietà terapeutiche delle acque dei numerosi Stabilimenti Termali della zona.

Sempre in territorio bresciano si trova il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri della Valle Camonica, patrimonio dell’UNESCO, dove si possono ammirare i suggestivi graffiti lasciati dai Camuni, fra cui i più antichi risalgono ad oltre 10.000 anni fa.

La presenza dei laghi nella zona orientale del territorio rende particolarmente mite il clima nonostante la latitudine e permette la coltura di viti, ulivi ed agrumi, in special modo sulla riviera del Garda; con ciò si spiega la rinomata tradizione enologica (Franciacorta, Garda Classico, Lugana, San Martino della Battaglia) e di olio extravergine d’oliva (Olio del Garda DOP) che ben si accompagnano con gli altri prodotti e piatti tipici: formaggi, salumi, polenta, casoncelli (ravioli con ripieno caratteristico da zona a zona), ma anche pesci d’acqua dolce, rane e lumache.

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