Archive for febbraio, 2006

I motori di ricerca sono l’uomo nero di chiunque oggi si occupi di internet. Solo loro che offrono gioie e dolori, fanno la differenza tra un successo clamoroso e un fiasco colossale. Diciamo però che spesso e volentieri si attribuiscono poteri occulti ai motori (gli esperti a volte tendono addirittura ad “umanizzarli” attribuendo ai motori comportamenti possibioli solo ad esseri intelligenti). Proviamo una volta a vestire i panni dell’utente, poi affronteremo lo stesso argomento vestendo i panni del motore di ricerca, del webmaster (o SEO per utilizzare un termine caro ad alcuni amici) e infine del proprietario di un sito internet.

Siamo un utente che sta cercando di organizzare un viaggio e usiamo internet come strumento di aiuto. Banalizzando al massimo ci sono due possibilità: stiamo cercando un albergo oppure stiamo cercando informazioni.
Nel primo caso in realtà sappiamo già quasi tutto: abbiamo deciso dove andare, cosa visitare, per quanto tempo e così via; l’ultimo dettaglio da definire è dove andare a dormire e di conseguenza quanto spendere. In questo caso il motore di ricerca è praticamente inutile: se abbiamo usato internet per più di due volte sappiamo già che esistono edreams, bookingse e venere (tanto per citare tre dei più famosi portali di prenotazioni alberghiere). Questi siti sono fatti benissimo, facilissimi da utilizzare e offrono prezzi praticamente identici l’uno con l’altro; non è raro trovare lo stesso albergo listato in tutti e tre questi grandi siti con il medesimo prezzo, la stessa descrizione e persino le stesse fotografie, non c’è niente di strano. La nostra ricerca è praticamente già finita: basta mettere gli alberghi in ordine di prezzo e scegliere il più economico, eventualmente usando i filtri per selezionare i servizi che riteniamo indispensabili per il nostro soggiorno.
Se invece siamo alla ricerca di informazioni allora sono guai. E già perchè qui ci scontriamo contro l’idiozia dei motori di ricerca (che sono dei software, non sono intelligenti nel senso umano della parola) e la bravura dei webmaster (o SEO che dir si voglia). Cercando su Google quindi informazioni su cosa visitare a Milano (è un esempio stupido, me ne rendo conto) finiremo con l’incontrare una miriade di siti che …. vogliono farci prenotare l’albergo!

Internet e i viaggi possono essere una combinazione vincente eppure, a mio modesto avviso, attualmente ciò non avviene.
Proviamo a prendre le cose alla lontana: supponiamo di avere un potenziale turista, una persona interessata a fare un viaggio, per esempio in Italia; in questo contesto non è tanto importante che sia italiano ma, tanto per fissare le idee, supponiamo che sia uno straniero, per esempio americano. Il “viaggiatore in potenza” vuole viaggiare, è indeciso sulla meta e cosa fa per informarsi? Si reca in una agenzia di viaggio naturalmente, oppure prova a documentarsi. In entrambi i casi teoricamente internet potrebbe essere uno strumento potentissimo per aiutarlo e invece secondo me ancora questo non succede.

Il panorama dei siti internet che parlano di turismo è infatti territorio incontrastato delle prenotazioni online e sembra che internet si possa usare solo ed esclusivamente per questo. Il 99% dei siti che dicono di occuparsi di turismo in realtà si occupano quasi esclusivamente di prenotazioni e quando si degnano di offrire qualche informazione in più lo fanno in modo assolutamente superficiale, spesso e volentieri sono spudorati nel creare delle pagine pomposamente definite “guide di viaggio” ma che in realtà contengono qualche testo e qualche immagine striminzita costruita ad arte per i motori di ricerca e non per gli utenti e qui casca l’asino!