Archive for maggio, 2007

La città di Palermo, capoluogo della Regione Sicilia, venne fondata tra l’VIII ed il VII secolo a.C. e nel corso dei secoli ha subito numerose dominazioni che hanno lasciato importanti testimonianze di carattere culturale, storico, artistico ed archeologico: si passa dai templi greci ai mosaici romani, dagli splendidi edifici arabo-normanni alle architetture Liberty.
La città di Palermo è straordinariamente ricca di palazzi, chiese e monumenti che affondano le proprie radici nelle innumerevoli dominazioni passate:
tutte le civiltà che nei secoli hanno dominato la Sicilia, hanno contribuito con la propria cultura a rendere Palermo la splendida città che oggi tutti possono ammirare.
In particolare, con la divisione dell’Impero romano, la Sicilia entra a far parte dell’Impero Romano d’Oriente e Palermo vive un’era di ricchezza mai più raggiunta in futuro e diviene una delle città più conosciute di tutto il mondo Arabo. In questo periodo aumenta il numero degli abitanti, si sviluppa notevolmente il commercio, la città diventa un importante centro economico e culturale ed ovunque vengono costruiti palazzi, giardini, moschee che modificarono per sempre l’assetto urbanistico della città.
Quest’epoca di grande splendore non terminò con la dominazione araba ma proseguì anche con i Normanni e con gli Svevi, a conferma di ciò rimangono numerose testimonianze architettoniche: il Palazzo dei Normanni (edificato dagli Arabi nel IX secolo), il Duomo di Monreale, il Palazzo della Zisa, il Castello della Cuba (struttura di età normanna ma fortemente intrisa di elementi artistici arabo-musulmani) e la Chiesa e Chiostro di San Giovanni degli Eremiti le cui cupole di colore rosso, richiamano le architetture delle moschee islamiche.
Con la dominazione degli Aragonesi, sino ai primi del ’600, a Palermo si diffuse l’architettura e l’arte barocca di cui rimangono ancora splendide testimonianze: la Fontana Pretoria, il Palazzo delle Aquile e l’Oratorio del Rosario.
Anche alcune località della provincia di Palermo sono ricche di testimonianze storiche, artistiche e culturali: a Castellana Sicula e Termini Imerese si trovano alcune importanti aree archeologiche, a Monreale è possibile visitare il Duomo (con i suoi celebri mosaici dorati), dove cultura islamica, romanica e bizantina concorrono a realizzare una delle più alte costruzioni del medioevo italiano.
Questa incredibile varietà di tesori si fonde in un paesaggio naturale che non teme confronti: splendide spiagge sabbiose si alternano ad alti tratti di costa rocciosa a picco sul mare, il tutto bagnato da un mare pulito e cristallino. La costa palermitana è ricca di siti balneari, le località più celebri sono: Cefalù, Carini, Termini Imerese e Capaci; a largo della costa palermitana, inoltre, si trova Ustica, una piccola isola di origine vulcanica molto apprezzata dai subacquei.
L’estate palermitana, inoltre, è animata da numerose manifestazioni come concerti di importanti artisti italiani e stranieri, sagre e feste rionali, esposizioni d’arte, nonché stagioni concertistiche e teatrali presso i più importanti palcoscenici di Palermo: quelli dell Teatro Massimo e del Teatro Politeama.
Per quanto riguarda la gastronomia, le specialità ed i prodotti tipici della zona sono: gli spaghetti alla Norma (con pomodoro, melanzane, ricotta e basilico), la cassata (dolce a base di ricotta, zucchero, cioccolato, canditi e pan di Spagna), le granite e la pasta di mandorle.

SardegnaLa Sardegna: un’isola che ti prende il cuore, i sensi e l’anima; la macchia mediterranea, arbusti, bassi cespugli di erica arborea, che brillano in un cielo dall’azzurro quasi surreale, emanano questo unico profumo, sollevato dal vento che spazza assai frequentemente tutta l’isola.
Ogni angolo di Sardegna ha un suo fascino particolare: il mare non ha nulla da invidiare ai mari dei Tropici, le coste hanno una morfologia variegata e vi si alternano “morbide” scogliere erose dal mare e dal vento,  lunghe spiagge o incantevoli calette che degradano dolcemente verso il mare. Uno dei tratti costieri più amati è quello compreso fra Olbia e Santa Teresa di Gallura: la Costa Smeralda.
Il litorale è incantevole: le numerosissime insenature celano angoli di paradiso, e, all’orizzonte, magico ed incantato si distende l’Arcipelago della Maddalena, oltre il quale, nelle numerosissime limpide giornate ventose si scorgono i bianchi faraglioni della costa meridionale della Corsica, nei pressi di Bonifacio.
Andando per mare con un gommone si impara a conoscere ed amare questi luoghi; le tante isole dell’arcipelago, ognuna con il proprio bagaglio di tesori naturali e paesaggistici sono rigidamente tutelate: Santa Maria possiede l’acqua, è la più verde e pianeggiante, da Santa Maria si può passare a piedi o al massimo con un paio di bracciate a seconda della marea, attraverso lo Stretto degli Asinelli, sull’isola di Razzoli.
Razzoli ha ripide coste rocciose solcate da profonde insenature dove il mare assume tonalità verdi e blu … l’isola è disabitata, e sulla sua punta settentrionale vi è un faro, raggiungibile a piedi tramite un sentiero e da cui si gode una vista meravigliosa sulle Bocche di Bonifacio.
Nelle immediate vicinanze di Santa Maria e Razzoli vi è l’Isola di Budelli (con la nota Spiaggia Rosa, al momento non raggiungibile neppure a nuoto per preservarne la sabbia ricca di corallo che conferisce la colorazione tipica e che, nel corso degli anni, turisti incivili hanno asportato in grandi quantità come souvenir): le tre isole, così vicine le une alle altre delimitano una piccola area di mare, chiamata Porto della Madonna e la bellezza di questo luogo è quasi indescrivibile: una vera piscina naturale, dove l’acqua non supera i due metri di profondità.
Fra le isole più piccole e selvagge dell’arcipelago si annoverano anche Spargi, Spargiotto e Spargiottello (l’ultimo poco più di uno scoglio) con magnifiche piccole spiagge. Fra le Isole più estese e note, La Maddalena, raggiungibile da Palau con traghetti, ospita la base NATO e la cittadina è incantevole, meta di numerosi (forse troppi) turisti che vi sbarcano anche solo per trascorrervi la serata.
Fra La Maddalena e Palau vi è Santo Stefano, isola da sempre a vocazione militare: oggigiorno ospita i sottomarini nucleari della basa USA, ma sono ancora ben conservati la Torre quandrangolare di Villamarina, da dove Napoleone nel 1793 bombardò La Maddalena e, sul lato occidentale, il forte San Giorgio costruito nel 1808.
Ultima, non certo in ordine di importanza o bellezza vi è Caprera: nota per essere stata luogo d’esilio di Napoleone ed ospitare la sua tomba, tutta l’isola è dal 1980 una Riserva Naturale Orientata, gestita dal Corpo Forestale dello Stato; è solcata da numerosi sentieri, uno di questi porta alle piccole spiagge di Cala Coticcio, uno dei luoghi più frequentati durante il periodo estivo. L’escursione a piedi in bassa stagione consente di godere della straordinaria qualità ambientale dei luoghi in meravigliosa solitudine.
Fatta eccezione per centri assolutamente esclusivi come Porto Cervo, Porto Raphael, Cala di Volpe ed altri che economicamente sono difficilmente avvicinabili se non per una gradevolissima gita in giornata, i principali centri abitati costieri, a vocazione turistica, sono Palau e Santa Teresa di Gallura.
Palau non è particolarmente suggestiva, il porto è affollato in quanto vi si trova l’unica stazione di rifornimento di carburante per natanti nel raggio di parecchie miglia e l’afflusso massivo del turismo ha  tolto molto della tipicità del luogo; segnalo però, soprattutto per gli amanti del wind-surf, poco a nord di Palau,  la località di Porto Puddu (Porto Pollo), un sottile istmo di terra e sabbia che si allunga nella baia di Porto Liscia, costantemente battuta dal vento e quindi perfetta per gli amanti della tavola a vela.
Santa Teresa di Gallura invece, ha conservato, nonostante sia meta turistica molto frequentata, buona parte del proprio fascino; strette strade si inerpicano sul promontorio su cui sorge il centro storico dell’abitato, dalla cui sommità si può godere di un panorama mozzafiato sul mare aperto e su Rena Bianca la splendida spiaggia che si distende appena sotto l’abitato.
La capacità ricettiva di tutta la zona à elevata e variegata: alberghi, campeggi, residence, case in affitto e villaggi turistici permettono a chiunque di trascorrere una vacanza in questi luoghi incantevoli, senza necessariamente spendere capitali. Le spiagge in stragrande maggioranza libere, in poche spiagge è possibile affittare sdraio ed ombrelloni.
Se desiderate trascorrere una giornata diversa, lasciando sabbia, mare ed asciugamani, consiglio una gita a Tempio Pausania: da apprezzare la meta, ma senza dubbio il tragitto nell’emtroterra della Gallura è altrettanto meritevole: boschi di querce da sughero, si alternano a maestosi eucalipti e ulivi dai tronchi contorti, in un paesaggio che in pochi chilometri diventa prettamente montano, rendendo onde e spiagge un ricordo sfumato.

Per tutti i golosi ecco un breve tour gastronomico nel centro-nord Italia: Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Valle D’Aosta.

Emilia Romagna
Sicuramente il piatto forte di questa regione è la Piadina: un semplice impasto di acqua e farina (con un pochino di sale, olio) ed imbottita con quello che preferite: formaggi, salumi, salse, verdure! Consigliata è la piadina con il prosciutto crudo, mi raccomando però, fatta a regola d’arte: il prosciutto deve essere tagliato sottile e deve essere dolce, benissimo il Crudo di Parma e NON deve essere scaldato insieme alla piadina!! Il pane sottile deve essere cotto, farcito e servito subito, meglio diffidare dalle vetrinette con le piadine già imbottite, unico strappo alla tradizione riguarda la dolcissima piadina con la Nutella!

Liguria
Il regno della focaccia! Nelle panetterie di questa regione se ne trovano di tutti i gusti: alta o bassa, molto o poco "unta", morbida o secca, liscia o con le olive (per i più coraggiosi anche con le cipolle), senza dimenticare la focaccia di Recco: nella vera focaccia al formaggio di Recco, la differenza la fa (manco a dirlo) il tipo di formaggio che viene utilizzato, ossia la crescenza. Una peculiarità di questo prodotto è che è buono a qualsiasi ora del giorno: a metà mattina dopo la colazione, per pranzo o come spuntino a metà pomeriggio!

Lombardia
Piatto tipico di questa regione è il risotto: alla monzese (zafferano e salsiccia), alla zucca (se possibile con un tocco di aroma di tartufo), con i fagioli borlotti, ai quattro formaggi ….. ce n’è per tutti i gusti!
Oltre ai risotti abbiamo che la polenta, meglio se Taragna, i funghi, la bresaola, i pizzoccheri e sciàtt (se non sapete cosa sono andate in Valtellina e provateli!) ed infine, se la stagione lo consente un buon panettone, magari con crema al mascarpone!

Valle d’Aosta
Tutti coloro che visitano questa regione non si devono far sfuggire due meravigliose specialità della zona: la fonduta e la raclette. La fonduta è una crema calda ottenuta dallo sciogliersi di fontina, latte, tuorli d’uovo e, per dare un po’ di sostanza, burro, aggiustando il tutto con un pizzico di pepe bianco. Viene portata in tavola nell’apposito pentolino con fornelletto incorporato che la mantiene calda e quindi fluida quanto basta per intingervi pane abbrusotolito o polenta. La raclette è semplice: fate fondere del formaggio “raclette” (o anche della fontina) tagliato a fette alte poco meno di un centimetro sulla leccarda del forno: cospargete con pepe bianco e servite con patate lesse, salumi e sottaceti