Archive for agosto, 2008

Palermo, piazza della vergogna

La piazza della vergogna

Nel 1573 a Palermo venne realizzata la Fontana Pretoria. Un ricco repertorio plastico di statue, che rappresentano divinità mitologiche, mostri, animali, delfini, arpie e sirene. Le palesi nudità delle figure e le strane specie animali esposte non mancarono di turbare l’animo dei cittadini che ribattezzarono questo luogo "Piazza della vergogna".

Il quartiere ebraico

Il quartiere ebraico era compreso tra il Ponticello, la via Candelai e la via del Giardinaccio (strade del centro storico di Palermo). Si formò a partire dal IX secolo dopo la conquista musulmana della Sicilia. Chiamato in arabo "Harat al Yahud" era composto da una serie di misere casupole poste ai margini del torrente Kemonia, e soggette per questo a frequenti alluvioni. Aveva il suo centro in una sinagoga. Gli ebrei vi restarono indisturbati per tutto il tempo che la Sicilia accolse serenamente i popoli di qualsiasi origine. Ma nel 1492 il fanatismo di re Ferdinando il Cattolico scacciò gli ebrei dalla Spagna e dalla Sicilia. I loro beni furono venduti e la sinagoga passò nelle mani della nobiltà locale.

Albergo dei Poveri

Era stato fondato nel 1733 con lo scopo di accogliere i poveri inabili e le giovani vagabonde ed orfane. Al piano terreno della costruzione che si trova in corso Calatafimi erano i servizi, i refettori, un pastificio ed un importante setificio. Al piano superiore vi erano i dormitori mentre al terzo piano alloggiavano le persone di servizio. Anessa all’albergo dei Poveri c’è una chiesa che nella facciata mostra l’inaridirsi delle forme settecentesche.

Descrivere la cucina agrigentina è come cercare di parlare di bellezza quando si parla di Venere. Per comprendere come possa essere gustosa e ricca la cucina agrigentina basta leggere le parole scritte da Pindaro: "Ad Agrigento si costruiscono palazzi e ville come se non si dovesse mai morire e si mangia come se si dovesse morire già l?indomani". Visitare Agrigento è una delizia continua per tutti i sensi del nostro corpo. La cucina cittadina è la patria del gusto e della varietà. Per la sua posizione collinare ma a soli 4 chilometri dal mare la cucina agrigentina racchiude le tradizioni marine e prettamente di campagna. Per questo motivo si possono mangiare con lo stesso piacere: pesce spada arrosto e braciole di maiale; pasta con le sarde e pasta con la ricotta, fritto misto di pesce e fritto misto di legumi. Pasta coi broccoli, salsiccia al finocchio, carciofi fritti, ravioli con la ricotta, capretto al forno, coniglio in agrodolce.
Vini: Cerasuolo, Marsala, Cannatelo, Meligauro, Zibibbo, Verdello, Nerello, Porto Palo, Torre Salsa e vini locali.