Archive for febbraio, 2009

Non tutti sanno che alcuni celebri e storici personaggi sono nati a Reggio Calabria. Potremmo fare un lungo elenco di nomi ma preferiamo nominarne tre.

Corrado Alvaro (1895 – 1956) nasce a San Luca in Calabria, studia in un collegio di Gesuiti. Partecipa alla prima guerra mondiale durante la quale, viene gravemente ferito. Si dedica al giornalismo sin da giovanissimo con i giornalini universitari e scolastici, la carriera da professionista la inizia con "900" e dopo la caduta del fascismo dirige il quotidiano "Risorgimento". Muore a Roma dove si era stabilito fin dagli anni trenta. Scrittore di vigorosa serietà morale, è il pessimista rievocatore di una sua mitica e cara Calabria. Pur essendo infatti un intellettuale aperto all’Europa, grazie ai suoi soggiorni all’estero ed i suoi incarichi lavorativi sopratutto in Francia, egli è profondamente radicato alla sua terra e sin dalle prime opere manifesta la necessità di narrare la realtà umile, povera e dolorosa della Calabria sempre con i toni lirici ed evocativi di chi vive oramai lontano. Tra le altre opere di Corrado Alvaro: "Poesie grigioverdi", "L’uomo nel labirinto", "L’amata alla finestra" e "Vent’anni".

Reggio CalabriaGianni Versace, nacque nel 1946 a Reggio Calabria. I primi contatti col mondo della moda li ha avuti da ragazzino lavorando nell’atelier della madre, nel 1972 si trasferì a Milano, dove disegnò per Complice, Genny e Callaghan. Fu eccezionale figura d’avanguardia nella moda internazionale, protagonista della nascita del pret-à-porter italiano. Gianni Versace s’impegnò a collegare la moda elegante a quella sportiva, quella maschile alla femminile, dando vita ad uno stile ed un "vestire italiano" che ha dato lustro e successo all’italianità nel mondo. Realizzò molti costumi teatrali, in particolare per i balletti di Maurice Béjart, e produsse anche accessori e profumi, capi di abbigliamento intimo e per bambini. Fu assassinato nel luglio del 1997 davanti alla sua villa di South Beach, a Miami.

Tommaso Campanella         Nato a Stilo sulla jonica nel 1568, suo padre era "u scarparu" ovvero il ciabattino, Tommaso Campanella fu uno dei letterati più famosi del tempo. Domenicano, filosofo, fu accusato di congiura contro il governo spagnolo. Processato e condannato, rimase in carcere per 27 anni, morì a Parigi il 21 Maggio 1639. Tommaso Campanella fu naturalista e studioso di Telesio e Giordano Bruno, dei quali ne divulgò le teorie. Per i suoi studi su Telesio e per il preciso atteggiamento contro la filosofia di Aristotele, insospettì i suoi superiori e subì ulteriori processi per eresia tra il 1599 e il 1626. Le varie vicende lo portarono a cambiare spesso residenza, Napoli, Roma, Firenze, Padova, nel 1598 rientra a Stilo ed infine si stabilisce a Parigi dove trovò tranquillità e libertà di pensiero con i favori del Cardinale Richelieu. Tra le sue opere: De sensu rerum, Metaphysica, La città del sole, ovvero la sua Stilo, Apologia pro Galileo, Theologia, De nomine, Poesie filosofiche ed altre ancora… Celebre il verso di un suo sonetto, "Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia".

Nilde Iotti
Leonilde Iotti nacque a Reggio Emilia nel 1920 in una famiglia antifascista. Il padre, ferroviere antifascista, non si oppose al fatto che alla piccola Nilde fosse impartita un’educazione anche religiosa. Terminati gli studi liceali Nilde Iotti si recò a studiare all’Università Cattolica di Padre Agostino Gemelli a Milano dove, dopo l’incontrò con professori come Amintore Fanfani, maturò un ancora più profondo spirito antifascista.  Una volta laureatasi intraprese la carriera dell’insegnamento e durante i mesi della guerra partigiana partecipò attivamente alla Resistenza senza mai, però, abbandonare la sua professione di insegnante. Nell’immediato dopoguerra, dopo una esperienza come consigliere comunale comunista a Reggio Emilia, venne candidata dal Partito Comunista Italiano all’Assemblea Costituente dove, eletta con 15.936 voti di preferenza, entra a far parte della Commissione dei 75 presieduta dal demolaburista Meuccio Ruini e contribuisce alla stesura della nostra Costituzione repubblicana. Con la vita parlamentare sviluppa anche la sua vita privata (la tormentata relazione con il leader di Botteghe Oscure, Palmiro Togliatti, conosciuto in un fatale e "galeotto" incontro in un ascensore di Montecitorio e con cui convisse e fu vicino fino alla morte del segretario comunista avvenuta nel 1964) e quella di partito, divenendo, in breve tempo, uno dei più importanti e stimati esponenti politici di tutto il panorama dei partiti politici italiani.  La sua carriere politica e parlamentare si sviluppa tutta tra i banchi di Montecitorio dove viene eletta ininterrottamente dal 1946 al 1996 e in cui rimarrà seduta fino al 1999. In un clima di unanime cordoglio è morta pochi giorni dopo essersi dimessa da deputato per malattia il 4 dicembre del 1999.

Reggio EmiliOrietta Berti
Orietta Galimberti, è nata a Cavriago (Re) nel 1945.  I primi passi nel mondo della musica li compie interpretando le canzoni di Suor Sorriso, nel 1964. Il successo lo raggiunge nel 1965, con il brano "Tu sei quello" vincendo il concorso "Un disco per l’estate".  Partecipa a unidici edizioni di Sanremo e a dieci edizioni del disco per l’estate.  Tra i suoi maggiori successi: Fin che barca va, Non illuderti mai, Tipitipiti, Ah l’amore che cos’è, La balena.

Iva Zanicchi
Iva Zanicchi nasce a Vaglie di Ligonchio in provincia di Reggio Emilia il 18 gennaio del 1940. La sua carriera di cantante ha inizio nel 1960 a Collagna, vicino al suo paese natale, dove partecipa come concorrente a "Campanile sera". Ma il suo trampolino di lancio è il festival per voci nuove di Castrocaro, dove approda due anni dopo, classificandosi terza. II suo primo singolo si intitola "6 ore". Ma il primo vero successo è un classico di Bert Russel, Cry to me, che Iva rende famoso in Italia con il titolo di "Come ti vorrei"; siamo nel 1964. Nel 1967 conquista la prima vittoria al Festival di Sanremo con "Non pensare a me" in coppia con Claudio Villa. Il festival di Sanremo si rivela per lei una fonte inesauribile di soddisfazioni: lo vince ancora nel 1969 con "Zingara", in coppia con Bobby Solo, e nel 1974 con "Ciao cara come stai", conquistando un primato invidiabile: è l’unica donna che vince per ben tre volte il Festival della canzone italiana. Nel marzo del ’69 partecipa a Madrid all’Eurofestival, con la canzone "Due grosse lacrime bianche", diventando così popolare in tutta Europa: a Parigi è protagonista di uno spettacolo all’Olympia, al quale seguono tournée negli Stati Uniti, in Canada, in Sudamerica, in Giappone, in Australia e addirittura in Russia. In Italia è l’unica cantante che viene invitata a tenere un concerto al Regio di Parma, tempio della lirica. Uno dei suoi album più belli è sicuramente "Caro Theodorakis…Iva" del ’70 che vende più di un milione e mezzo di copie. Nell’83 si presenta rinnovata nel look alla Mostra della canzone di Riva del Garda con "Aria di luna" e nel 1984 torna a Sanremo con "Chi mi darà", con cui si classifica al nono posto. Nel 1985 prende il via la "seconda vita", quella televisiva, di Iva che vanta numerose presenze nella televisione italiana. Nel marzo 2001 esce il suo primo libro: la storia franca e ironica delle sue radici.