Archive for luglio, 2010

La piazza di LuccaD’origine medievale (appartenuta alle facoltose famiglie Quartigiani e Diversi), la Torre Civica di Lucca è uno dei posti più elevati da cui contemplare la città, aperta dal 1999 al pubblico dopo il laborioso restauro.

Nel 1390 fu fornita del primo orologio, su decisione del Consiglio di Lucca, costruito dall’artigiano lucchese Labruccio di Gilio Cerlotti: si trattava di un orologio senza quadrante che batteva i 24 rintocchi su una campana.

Un secolo dopo (la Torre delle Ore era diventata Torre Civica) furono aggiunte le ore evidenziate da una lancetta e nel 1746 fu deciso l’inserimento di un orologio più moderno, affidato alla realizzazione dell’insigne maestro ginevrino Louis Simon in collaborazione col lucchese Sigismondo Caturegli. Sul quadrante furono verniciati i 12 numeri romani e la lancetta fu sostituita da un’altra sagomata e con stella centrale. Anche le campane furono sostituite dal fonditore lucchese Stefano Filippi. Oggi è possibile ammirare i meccanismi dell’orologio dopo aver salito i 207 gradini che portano alla sommità della Torre Civica.

Arena di VeronaL’avvento della dominazione franca impose a Verona un nuovo ruolo; divenne la residenza preferita del nuovo re Pipino, figlio di Carlomagno e centro delle grandi assemblee nelle quali è stato ammesso pure il clero, almeno nelle maggiori dignità (vescovi e abati) accanto agli amministaratori (conti e duchi).

Il pericolo degli Avari da una parte e quello proveniente dal Nord di Widukindo, imposero a Verona una nuova fisionomia di caposaldo militare. Due importanti documenti ci raccontano la Verona di epoca carolingia; il primo, un antichissimo documento (il Versus De Verona) ricorda l’Arena, che chiama labirinto, Piazza delle Erbe, il decumano e il cardo spaziosi, lastricati di pietre. Nel foro pure quadrato erano stati eretti quattro archi, uno su ciascun lato. La città ha poi un castrum munito di forti baluardi, unito alla città da ponti che hanno le pile di pietra adagiate sul greto del fiume.

Altro riferimento è all’antica strada consolare Postumia, che rendeva la città importante dal punto di vista strategico – commerciale. Il secondo documento è la "Iconografia Rateriana", in cui vengono ricordati l’Arena Minor (Teatro romano), il Palatium del tutto simile alle porte romane della città e un solo ponte sull’Adige detto marmoreus (Ponte Pietra); vengono pure menzionati l’horreum (magazzino dell’annona), un theatrum (l’Arena) e l’orfanum (probabile opera idraulica), che successivamente divenne organum e ancora oggi legato ad un toponimo: Santa Maria in Organo.

Quello che gli autori degli antichi documenti hanno voluto tramandarci è una città sontuosa, possente, imprendibile, magnificata dalla presenza del re Pipino che vi abita e, dopo di lui, da Dio, re invisibile.