L’impronta etrusca in Maremma

Gli interessanti siti archeologici della provincia grossetana sono un vero e proprio itinerario sulle orme di questo popolo e raccontano ancora oggi la società evoluta e le principali attività che contraddistinsero  questo popolo, definito come “i primi grandi italici”.

Gli Etruschi, abili artigiani e commercianti, sebbene svolgessero le loro attività essenzialmente sul mare, costruirono le città su alti ripiani come testimoniano le località di Roselle, Vetulonia e Ghiaccio Forte, con necropoli strutturate in vere e proprie città, secondo un rigido piano urbanistico, con tanto di strade, piazze e di monumenti grandiosi.

Poco distante da Grosseto si trovano i resti di due fra le più importanti e potenti città etrusche: Roselle e Vetulonia. La prima, vivace centro di scambi e di cultura, è nota soprattutto per la sua estesa cinta muraria, un raro e preziosissimo esempio dell’insigne architettura difensiva etrusca. Conserva anche i resti della città primitiva cui si sovrappose la città romana, che ha lasciato notevoli tracce, facendone uno dei più interessanti centri archeologici della regione.

Sulla parte più alta del colle, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce l’anfiteatro, numerosi edifici pubblici e privati e il particolare selciato ancora inciso dai solchi dei carri. Vetulonia conserva tratti di fortificazioni, anche se la grande rivale di Roselle, deve la notorietà alle sue necropoli e alla bellezza di queste tombe. La cosiddetta “via dei sepolcri”, lungo un incantevole percorso all’ ombra di una collinetta interamente ricoperta di ulivi, comprende tombe costruite a pozzetto o a tumulo come le splendide tombe di Belvedere, del Diavolino e della Fibula d’Oro. Di recente è stata riaperta al pubblico anche la tomba della Pietrera, sicuramente la tomba più importante dell’antica Etruria per le sue dimensioni monumentali e per i reperti in essa rinvenuti.

L’altro insediamento rilevante si trova vicino a Scansano.
L’antichissimo centro urbano di Ghiaccio Forte, risalente alla fine del IV e il III secolo a. C., fu costruito in posizione strategica per controllare il territorio sempre più minacciato da Roma. Anche questo abitato fu protetto da un circuito murario dove si aprivano le tre porte urbiche e al suo interno è ben individuabile un grande edificio con vari ambienti disposti attorno ad una corte scoperta, riconosciuta come l’officina dove si lavoravano i metalli. In base agli oggetti di arredo trovati si riconoscono le funzioni diverse di altri ambienti tra cui il bagno, la cucina e le dispense dove si conservavano il vino e l’olio in grandi vasi di terracotta. Come necessaria corona alle sue numerose testimonianze archeologiche, vari musei illustrano i ritrovamenti, tanta arte e tanta storia.

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