La “Rua”

La tradizione della "Rua" si inserisce in quella ancora più ampia dei festeggiamenti per il Corpus Domini, che nacquero a Vicenza da una delibera del Consiglio comunale nel 1389. Intenzione del Consiglio era quella di dare un’opportunità alle varie arti e corporazioni della città di farsi vedere e di sfilare in pompa magna per le strade del centro: tutte dovevano partecipare al corteo con le loro insegne, che per contenere il simbolo dell’arte o l’immagine del santo protettore avevano una forma piramidale, più o meno alta. Da queste insegne sembra abbia poi preso origine la stessa "Rua".

La rua era una specie di trofeo di legno, formato da una struttura verticale altissima (nell’ultima versione raggiungeva i 24 metri) a cui erano appese decorazioni, stemmi e pennacchi vari, che prendeva il nome da una ruota inserita dentro un arco sotteso allo stesso trofeo; ruota che durante la processione, nel giorno del Corpus Domini, veniva fatta girare da alcuni bambini in costume. Altri personaggi facevano parte della rappresentazione: fanti armati, col compito di sorvegliare la "Rua", un fanciullo scortato da due paggetti, ("il penelo"), legato in cima allo stemma della città, con il compito di sventolare una bandiera rossa con il solo scopo di suscitare l’allegria e il desiderio di emulazione in chiunque lo osservasse.
Dalla fine dell’ottocento la "Rua" venne fatta sfilare l’8 di settembre (festa della Madonna di Monte Berico), fino a che la tradizione iniziò a perdere valore ed a sparire definitamente con l’avvento delle due guerre mondiali.

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