Monumenti, castelli e chiese di Reggio Calabria

Reggio_calabria_duomoLa Basilica Cattedrale
Edificata dopo il terremoto del 1908 ed eretta su progetto dell’Architetto Padre Carmelo Angelini, la Cattedrale fu consacrata e inaugurata il 2 settembre 1928 e fu dedicata a Maria Santissima Assunta. L’edificio è uno dei maggiori tempi della Cristianità in Calabria ed è meta costante di pellegrini che dal mese di settembre al mese di novembre possono ammirare anche la grande vara della Madonna della Consolazione che viene portata a spalla da vigorosi “portatori” dalla Basilica della Madonna della Consolazione (Eremo) dove dimora per il resto dell’anno. E’ di stile neo-romanico nella facciata e gotica nel soffitto. Nel mezzo della scalinata sorgono sontuose le statue di S. Paolo e di Santo Stefano di Nicea, primo vescovo della città. L’ingresso è coronato da tre portali bronzei degli artisti Nunzio Bibbò, Luigi Venturini e Biagio Poidimani, mentre all’interno sono custodite preziose opere d’arte come l’Altare Maggiore in bronzo, le tele ottocentesche del Crestadoro e del Minali, la cappella del Sacramento monumento barocco della città, edificata nel 1655 da Placido Brandamonte di Messina , mentre sull’altare si trova un pregevole olio su tela che raffigura il sacrificio di Melchisedeck, di Domenico Maroli (1665). A sinistra dell’ingresso si trova l’Auditorium di San Paolo, dove sono custodite alcune testimonianze della vecchia Cattedrale.

Castello Aragonese
La sua costruzione sembra risalire al 536 d.C. Nel 1039 il castello passò dai Greci ai Normanni e in seguito, nel 1266 a Carlo D’Angiò. Venne restaurato nel 1327 dopo le ripetute guerre tra Angioini ed Aragonesi. Fu fortificato nel 1381 dalla Regina Giovanna I. Nel 1458 Ferdinando I d’Aragona fece costruire le due torri merlate ed un fosso tutt’intorno. I lavori furono diretti inizialmente da Baccio Pontelli, noto architetto e discepolo di Giorgio Martini. Nel 1539 Pietro da Toledo fece aumentare la capienza interna e fu così che vi si poterono rifugiare quasi mille persone. Questo salvò più volte i reggini dalle invasioni dei Turchi durante le quali il castello fu usato come prigione. Carlo III di Borbone, nel 1712, adattò l’interno a caserma. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1874, vi furono varie diatribe tra chi voleva demolire il castello per fare scomparire l’ultimo vestigio del dominio spagnolo e, chi ne voleva impedire la demolizione sostenendo che il castello rappresentava un monumento storico a cui si riconnettevano antiche ed importanti memorie. In seguito venne danneggiato dal terremoto del 28 dicembre 1908, e in parte anche demolito per esigenze urbanistiche al fine di collegare la via Cimino con la via Aschenez. Nel 1986 lavori di restauro effettuati con superficialità e avventatezza determinarono il crollo di buona parte del castello. Oggi, grazie ai lavori di restauro conclusi con successo nel 2000, il castello si presenta in tutta la sua bellezza.

Monumento a B. Camagna
Statua bronzea di D. Pellegrino. Il monumento fu eretto il 30 Agosto del 1925 con una importante sottoscrizione popolare. Campagna non fu soltanto un politico vicino al popolo ma fu anche un grande uomo di legge ed un grande oratore, doti, apprezzate e ricordate dai cittadini di Reggio fino ai nostri giorni. La statua bronzea poggia su un doppio basamento in marmo bianco.

Monumento a A. G. De Nava
La statua marmorea, opera di F. Jerace, sorge all’estremità del corso Garibaldi, nella piazzetta antistante il museo nazionale. Opera dello scultore F. Jerace fu eretto nel 1936 e rappresenta la riconoscenza di tutta la popolazione di Reggio per l’alto senso morale e per le eccezionali doti umane che il De Nava dimostrò fino al giorno della sua morte. Egli oltre ad avere lasciato alla sua città la ricca ed importante biblioteca, donò anche la propria casa. Fu giurista, uomo politico e accanito difensore dei diritti della sua gente. Tra il basamento e la statua ci sono scolpiti due stemmi, di cui uno rappresenta S.Giorgio a cavallo che con una spada colpisce un drago.

Monumento all’Italia
Rappresenta l’Italia che invita i suoi figli, con in mano la spada, a fare l’unità nazionale. Alta tre metri è in marmo bianco di Carrara, rappresenta una sovrana con le trecce sciolte sulle spalle, nell’atto di impugnare una spada con la mano destra, mentre con la sinistra sostiene una corona intrecciata di foglie d’alloro. Il monumento è posto a ricordo dei martiri del 2 Settembre 1847 caduti insieme a tantissimi altri fratelli per essersi ribellati alla ferocia dei regnanti Borboni. Il monumento è di Rocco La Russa (1868).

Monumento al latinista Francesco Sofia Alessio
La città ha voluto erigere un monumento a Francesco Sofia Alessio, insigne latinista di Taurianova (RC) per le sue eccezionali doti che gli hanno fatto vincere tre medaglie d’oro. Il monumento si compone di una larga base di cemento tutta rivestita in marmo travertino su cui è riportato un brano in latino e da una colonna sulla cui facciata principale (rivolta verso il mare) è collocata una scultura a rilievo, eseguita da Alessandro Monteleone, con raffigurazioni umane in atteggiamento familiare.

Portale di Casa Vitrioli
Il monumento si trova all’interno della Villa Comunale ed è una delle ultime vestigia della Reghium antica risparmiate dalla distruzione del terremoto del 1908. Fu Rimosso dal palazzo del grande latinista e poeta reggino che venne danneggiato e poi demolito. Fu collocato presso la Villa Comunale nel 1974. Lo stile è classicheggiante ed è fatto di calcare e pietra di Lazzaro.

Monumento ad Athena
A conclusione dei lavori che hanno ridato splendore al tratto più suggestivo della città di Reggio Calabria, il monumento è stato posto sul lungomare, sulle acque antistante l’Arena dello Stretto in ricordo dello sbarco di Vittorio Emanuele III a Reggio in veste di nuove Re d’Italia.

testi (c) zerodelta.net

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