Archive for luglio, 2007

La città di Sorrento è un gioiello incastonato fra le scogliere ed un mare meraviglioso che vive sospeso fra la vocazione marinara ed i magnifici tesori, naturali dell’entroterra.

Duomo

Consacrato ai Santi Giacomo e Filippo, innalzato agli inizi del XII secolo e interamente riedificata da Mons. Giulio Pavesi dopo l’invasione turca del 1558, per essere infine nuovamente rimaneggiata in stile barocco, come attualmente si ammira, dagli arcivescovi Didaco Petra e Filippo Anastasio nel 1700

Basilica di Sant’Antonino Abate
Patrono della Città e dell’Antica Archidiocesi, la cui festa che ricorre il 14 febbraio, viene commemorata da tutta la cittadinanza e dalle amministrazioni locali con eventi e manifestazioni che coinvolgono istituzioni laiche e religiose fino dal pomeriggio del giorno precedente.

Musei
Nel museo Correale, ospitato nell’omonima Villa, residenza settecentesca della nobile casata dei Correale di Terranova, sono esposte in 24 sale distribuite su tre piani, collezioni di reperti greci e romani, con una sezione di pittura con le opere dei vedutisti del ’700 e ’800, con pitture fiamminghe, opere di Teodoro Duclère, Giacinto Gigante, Pitloo, Silvester Scedrin.
In pieno centro storico si trova il Museo Bottega della Tarsia Lignea, fondato dall’architetto  Alessandro Fiorentino, che conserva arredamenti e pregevoli opere dell’artigianato sorrentino, fotografie, dipinti e stampe dell’800; il piano terra ospita invece tarsie moderne.

CapriNascita
La prima colonizzazione del territorio risale al IX a.C., quando "mercanti e viaggiatori anatolici ed achei si affacciarono nel golfo per dirigersi verso gli empori minerari dell’alto Tirreno" e fondarono Partenope nell’area che include l’isolotto di Megaride (l’attuale Castel dell’Ovo) e il Promontorio di Monte Echia (l’odierna Monte di Dio e Pizzofalcone). Quando, dopo le guerre, Partenope fu abbandonata le venne dato il nome "Palepolis"(città vecchia).  Fu nel 475 d.C. grazie agli abitanti di Cuma che fu fondata Neapolis (città nuova) nella addossata alla zona est delnucleo originario.

Archeologia
Da visitare il parco archeologico del Pausylipon , di cui una vasta sezione è stata riaperta recentemente al pubblico; i reperti risalgono ai primi anni prima di Cristo e estremamente suggestiva è la Grotta di Seiano: un cunicolo artificiale, lungo ben 770 metri che, scavato nelle collina tufacea, collega Bagnoli ed i Campi Flegrei con il vallone della Gaiola dove si trovano i resti di un teatro una capienza complessiva di duemila posti, costruita sfruttando, secondo una tecnica tipica dei teatri greci, il pendio naturale della collina. Sul versante opposto si ammirano i resti dell’Odeion, l’antico teatro coperto destinato ad audizioni di poesia retorica o di musica.

Castelli

Il più antico castello di Napoli è Castel Capuano, la cui costruzione fu ultimata nel 1154 . Di origine normanna, è situato allo sbocco dell’attuale via dei Tribunali ed è sede della sezione civile del tribunale di Napoli, ma iI saloni del piano superiore contengono affreschi e pregevoli dipinti, alcuni dei quali vengono attribuiti a Pedro de Ruviales. Deve il suo nome all’ubicazione a ridosso di Porta Capuana, che si apre sulla strada che conduceva all’antica Capua.
Fra i più imponenti monumenti si può ammirare il Castel dell’Ovo, che sorge su quello che fu nell’antichità l’Isolotto di Megaride, piccola isola di tufo ora collegata con la terraferma. La sua storia è complessa: da residenza sfarzosa di Lucullo (patrizio romano) divenne monastero basiliano, poi baluardo militare; l’aspetto odierno è quello risultante dalla ristrutturazione operata dopo i danni subiti nell’assedio del 1503. Alla fine del 1800, al di fuori della cinta muraria, venne realizzato un piccolo borgo di pescatori, l’attuale Borgo Marinari. 
Napoli è anche la città del Castel Sant’Elmo di epoca medievale, che sorge nella zona di San Martino, in cima al quartiere Vomero; oggi ospita  mostre ed eventi culturali ed un grande auditorium.

FerraraLa città di Ferrara sorge nel cuore della Pianura Padana e, dal 1995 il suo centro storico è stato inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Oltre al centro storico, anche il  Parco del Delta del Po è diventato Patrimonio dell’Umanità. Il Parco, istituito nel 1988, è il più esteso tra i Parchi e le Riserve Regionali d’Italia con i suoi 53.653 ettari di superficie. Il Parco è la più vasta estensione di zone umide protette, offre al visitatore uno spettacolo affascinante messo in scena magistralmente dalla ricca e variegata fauna (uccelli, anfibi, rettili e mammiferi che qui svernano, nidificano o stanziano) e le oltre 1000 specie di piante.

Ferrara è città di grande fermento artistico, culturale e di divertimento: per chi visita la città la scelta fra musei, gallerie d’arte, pinacoteche, eventi, feste e concerti è davvero vastissima; da segnalare, oltre alla numerose mostre d’arte organizzate a Palazzo dei Diamanti, al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) e le ricche stagioni teatrali e musicali al Teatro Comunale, la Rassegna Internazionale del Musicista di Strada.

Da visitare:

Il Castello Estense, detto anche Castello di San Michele.
Inizialmente sorto come fortezza difensiva possiede una struttura imponente con tutte le caratteristiche della fortificazione militare, è circondata da un profondo fossato colmo ancora d’oggi di acqua (l’unico in Europa) con ponti levatoi e sottili feritoie. Il Castello divenne, sotto Ercole II (duca dal 1534 al 1559) palazzo di corte: venne aggiunta la celebre Loggia degli Aranci,  le merlature furono sostituite con vivaci balconate di marmo bianco e le torri vennero rialzate e rimaneggiate.

Sempre in pieno centro storico sorge la Cattedrale di San Giorgio, consacrata nel 1835,  la facciata, in marmo bianco, grigio e rosa,  fonde sapientemente lo stile romanico della parte inferiore con lo stile gotico della sezione superiore e reca,  sopra la loggia centrale, un magnifico Giudizio Universale opera di uno scultore ignoto; l’interno è riccamente decorato di statue ed affreschi, fra cui spiccano gli affreschi di Benvenuto Tisi da Garofalo raffiguranti San Pietro e San Paolo; il Martirio di San Lorenzo, opera del Guercino ed il Giudizio Universale di Bastianino.

A Ferrara visse gli ultimi anni della sua vita e morì, nel 1533, Ludovico Ariosto: la sua abitazione ospita al primo piano un piccolo museo dedicato al grande poeta, mentre il giardino sul retro ospita concerti e mostre temporanee.
La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 ed in essa morì nel 1533.

Prato, pur non essendo conosciuta a livello internazione come città d’arte toscana (o comunque non al livello di Firenze, Siena e Pisa) una città d’arte al pari di Firenze, Siena e Pisa, vanta un rilevante patrimonio artistico di tutto rispetto.
Non si tratta solo ed esclusivamente di arte contemporanea ma anche antica: la zona di Prato, infatti, risultava già abitata sin dal Paleolitico ed inseguito dagli Etruschi, dai Romani e dai Longobardi e Bizantini nel Medioevo, di conseguenza, la città non custodisce solo le opere dei principali artisti del XX secolo, ma anche preziose opere d’arte sacra, sculture e dipinti che vanno dal rinascimento all’800, nonché reperti archeologici.
La città di Prato ospita questo patrimonio artistico, non solo all’interno degli edifici, ma anche all’esterno, nelle piazze, nei parchi, nelle vie, numerose opere sono perfettamente integrate nel tessuto urbano della città. La prima opera che entrò a far parte dell’arredo urbano di Prato, fu la “Forma squadrata con taglio” (1974) di Henry Moore, situata in Piazza San Marco. Nei giardini di via Carlo Marx è posta un’opera di Giò Pomodoro, quella di Ben Jakober e Jannick Vu è in via Pomeria, il giardino del Centro Pecci ospita le opere di Enzo Cucchi, Anne e Patrick Pirier, Mauro Staccioli (la cui opera misura oltre quaranta metri), Mimmo Paladino, Albert Hien, Sol Lewit, Bizhan Bassiri ed Eliseo Matteucci.
A Prato, inoltre, ha sede il Centro per l’Arte Contemporanea "Luigi Pecci", diventato nel corso degli anni un vero e proprio polo di divulgazione dell’arte contemporanea a livello internazionale. Il Museo dedica ampio spazio alla ricerca artistica contemporanea sotto tutti i suoi aspetti: dall’installazione alla fotografia, dalla moda al cinema.
Il Centro per l’Arte Contemporanea comprende: il Museo, il Centro di Informazione e Documentazione Arti Visive (CID), la Biblioteca specializzata, il Dipartimento Educazione e la Sezione Avvenimenti.
Sin dalla sua nascita, il Museo ha ospitato esposizioni temporanee di particolare prestigio, mostre personali di importanti esponenti dell’arte contemporanea, di giovani artisti italiani e stranieri e dei principali protagonisti dell’arte del XX secolo: Mirò, Savelli, Burri, Fontana, Tapies e molti altri.
A testimonianza di questa innata predisposizione per l’arte contemporanea, in provincia di Prato esiste un particolare museo all’aperto: Luicciana. Non si tratta di un edificio, ma di una vera e propria frazione del paese di Cantagallo: dagli anni ’80, numerosi artisti vennero invitati dalla Pro Loco a realizzare le loro opere pittoriche direttamente sulle case, ecco così che questa splendida frazione divenne un museo all’aperto di arte contemporanea.
All’interno del Parco-Museo Quinto Martini, situato a Seano (Carmignano) e progettato dall’architetto Ettore Chelazzi, sono raccolte 36 statue in bronzo, donate dallo stesso artista e collocate fra aiuole, prati e viali in ghiaia, che documentano circa sessant’anni di attività dell’artista. Il Parco-Museo Quinto Martini è uno dei più prestigiosi complessi scultorei all’aperto dell’Europa.