Archive for ottobre, 2009

La tradizione della "Rua" si inserisce in quella ancora più ampia dei festeggiamenti per il Corpus Domini, che nacquero a Vicenza da una delibera del Consiglio comunale nel 1389. Intenzione del Consiglio era quella di dare un’opportunità alle varie arti e corporazioni della città di farsi vedere e di sfilare in pompa magna per le strade del centro: tutte dovevano partecipare al corteo con le loro insegne, che per contenere il simbolo dell’arte o l’immagine del santo protettore avevano una forma piramidale, più o meno alta. Da queste insegne sembra abbia poi preso origine la stessa "Rua".

La rua era una specie di trofeo di legno, formato da una struttura verticale altissima (nell’ultima versione raggiungeva i 24 metri) a cui erano appese decorazioni, stemmi e pennacchi vari, che prendeva il nome da una ruota inserita dentro un arco sotteso allo stesso trofeo; ruota che durante la processione, nel giorno del Corpus Domini, veniva fatta girare da alcuni bambini in costume. Altri personaggi facevano parte della rappresentazione: fanti armati, col compito di sorvegliare la "Rua", un fanciullo scortato da due paggetti, ("il penelo"), legato in cima allo stemma della città, con il compito di sventolare una bandiera rossa con il solo scopo di suscitare l’allegria e il desiderio di emulazione in chiunque lo osservasse.
Dalla fine dell’ottocento la "Rua" venne fatta sfilare l’8 di settembre (festa della Madonna di Monte Berico), fino a che la tradizione iniziò a perdere valore ed a sparire definitamente con l’avvento delle due guerre mondiali.

Cremona webNasce a Cremona il 15 maggio 1567. Viene avviato, giovanissimo, alle lezioni del primo musicista di Cremona e a soli 10 anni era già nel coro della cattedrale di Cremona. A 15 anni, Monteverdi esordisce come compositore con 23 mottetti sacri a tre voci a cui fa seguito, una raccolta di Canzonette a tre voci. A Venezia, nel 1587 Monteverdi pubblica il Primo Libro de Madrigali a cinque voci e nel 1590 il Secondo Libro de Madrigali.
Nel 1590 Monteverdi viene chiamato a far parte dell’orchestra di corte dei Gonzaga come suonatore di viola. Nel 1592 dava alle stampe il suo Terzo Libro de Madrigali dedicato al duca Vincenzo I Gonzaga. Quando nel 1601 il Pallavicino, maestro di cappella, morì, Claudio Monteverdi diviene "maestro de la camera et de la chiesa sopra la musica". Nel 1603 pubblica il suo Quarto Libro de Madrigali e nel 1605 il Quinto. E’ datata 1607 una delle sue più grandi composizioni l’Orfeo prima sua opera. Nel 1608, in occasione delle nozze di Francesco Gonzaga con Margherita di Savoia, il duca commissiona l’Arianna su testo del Rinucci; dell’opera rimane solamente il celebre Lamento di Arianna che Monteverdi pubblicò nel 1623.
Nel 1610 cura l’edizione a sei voci del Vespro della Beata Vergine, un’opera sacra di straordinaria forza espressiva. Con la morte del duca Vincenzo Gonzaga, nel 1612, cessa anche l’incarico di corte di Monteverdi che accetta di ricoprire l’incarico di maestro di cappella alla cattedrale Veneziana di San Marco. Nel 1614 pubblica il suo Sesto Libro de Madrigali e nel 1619 il Settimo Libro de Madrigali. Nel carnevale del 1624, per il conte veneziano Girolamo Moncenigo, scrive il Combattimento di Tancredi e Clorinda. Nel 1638 esce l’Ottavo Libro dei Madrigali Guerrieri et Amorosi e nel 1640 a Venezia vede la luce la Selva morale e spirituale. Nel 1641 con il Ritorno di Ulisse in Patria e L’incoronazione di Poppea si raggiungono le più alte vette della sua produzione. Si spense il 29 novembre 1643 a Venezia.

lecco onlineLe origini

La comparsa dell’uomo sul territorio lecchese è databile 2500 A.C.; i ritrovamenti archeologici però attestano che solo in corrispondenza della città alta vi furono insediamenti, il che dimostra che la pianura su cui ora sorge il centro cittadino era ancora occupata quasi interamente dal lago. Reperti risalenti all’epoca romanica fanno supporre, data la loro esiguità, che neppure quel periodo vide fiorire insediamenti di rilevanza storica e che Lecco fu quasi certamente solo una base militare per la difesa del lago dalle incursioni dei Reti

Il nome della città

Intorno al 1000 a.C. popolazioni galliche e celtiche transitavano nel lecchese per motivi commerciali e ciò indurrebbe a pensare ad una derivazione celtica, da "Leuki", del nome "Lecco". Non si può però dimenticare che i "Leuki" in questione a quell’epoca erano insediati solo in Francia e questo non depone a favore di questa teoria. Sono altri vocaboli, di origine indoeuropea, che potrebbero avere dato il nome alla città: "locas" (campo), o "lucus" (paese)

Il Medioevo

Nell’Alto Medioevo crebbe l’importanza di Lecco come centro nodale delle vie che univano Bergamo e Como con il lungo lago, il fiume Adda e i Passi Spluga e Stelvio; a testimoniare ciò vi sono varie costruzioni fortificate risalenti a quell’epoca. Non è da dimenticare anche la rilevanza della produzione del ferro in quella zona, grazie alla presenza di miniere e alla possibilità della sua lavorazione presso il torrente Gerenzone.
La caratteristica forma urbana di Lecco è da ricercare nelle sue origini medioevali: i quartieri sono poco distanziati e specializzati (quartiere agricolo, dei pescatori, militare e commerciale) così che Lecco, nel Medioevo, non definisce un’unica entità, ma un’insieme di villaggi.
Nel XII secolo venne costituito il Comune di Lecco

Varese webDario Fo è senza dubbio il più grande uomo di teatro italiano. Nato nel 1926 a Sangiano, in provincia di Varese, studia arte e architettura a Milano all’Accademia di Brera e al Politecnico. Debutta nel 1952 come attore, iniziando contemporaneamente a scrivere e a recitare al Piccolo di Milano. Negli stessi anni affianca alla recitazione i primi lavori di critica e sceneggiatura cinematografica, collaborando con Lizzani, Parenti e Durano. Nel 1957 inizia anche il sodalizio con Franca Rame per la quale scrive e con la quale crea una compagnia teatrale. Gli spettacoli ideati, scritti e interpretati dal grande attore sono molti, fra cui vale la pena ricordare "Settimo ruba un po’ meno" (1964), "L’operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per questo lui è il padrone" (1969), "Mistero Buffo" (1969), "Morte accidentale di un anarchico" (1970), "Dio li fa e poi li accoppa" (1984), "Il diavolo con le zinne" (1997); in questo stesso anno, egli viene insignito del premio Nobel per la letteratura.