Archive for gennaio, 2010

La pieve di Santo Stefano, poi Duomo e Cattedrale, sorge nell’area che nel XI secolo vide la fusione del primo nucleo cittadino, Borgo al Cornio, con il contiguo Pratum, che diviene così Castrum Prati.
Cuore religioso e civile della cittadina, la piazza si è ingrandita nel corso dei secoli in funzione della cattedrale, ricostruita nel X secolo ma risalente addirittura al VI. La struttura romanico-gotica della fabbrica mostra una equilibrata unità di forme e volumi nonostante i successivi interventi, la facciata, realizzata tra il 1385 e il 1457 da Lorenzo di Filippo, alterna una bicromia di paramenti in pietra chiara albarese e marmo verde di Prato (serpentino), aprendosi con un portale ogivale del 1413 la cui lunetta ospita la maiolica di Andrea della Robbia raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Lorenzo. Sul lato destro risalta il bellissimo pulpito esterno a nido di Donatello e Michelozzo (1438), per l’ostensione della Sacra Cintola, mentre il campanile a torre del Guidetto (1356) fa d’appoggio al blocco in albarese del transetto gotico a cappelle (1368) di Talenti e Ghini, che ospita affreschi di Paolo Uccello (Natività della Vergine) e Filippo Lippi (Banchetto di Erode).

La pianta romanica a tre navate, oltre ad esaltare il transetto, racchiude il pulpito del XV secolo di Mino da Fiesole e del Rossellino e il rinascimentale tabernacolo dei fratelli da Maiano. L’ultima campata è occupata dalla Cappella del Sacro Cingolo (1386-139O) del di Filippo, che racchiude la reliquia mariana, la cui leggenda è narrata nel ciclo d’affreschi di Agnolo Gaddi (1392-1395).

In seguito ai frequenti scambi commerciali che avvenivano nel porto, si era formato nelle sue vicinanze un vero e proprio mercato annuale che, verso la fine del XII secolo, inizia a comparire nei documenti col nome di San Michele. E’ dunque nel porto e nell’antico mercato di Treviso, sorti sulla sponda sinistra del Sile, che si devono vedere gli albori della storia di Sant’Ambrogio di Fiera. (…) Le principali caratteristiche dell’ambiente erano quelle stesse che più o meno ancor oggi si possono osservare: vicinanza alla città, fertilità del terreno, ricchezza di vegetazione e abbondanza di acque che potevano essere sfruttate come forza motrice per mulini e frantoi.