Calabria

I Bronzi di Riace

Reggio_calabria_museo_nazionale_bronzi_di_riaceI Bronzi di Riace sono due statue ritrovate in mare, al largo della costa calabrese, nel 1972. Sono due statue greche di epoca classica, realizzate in bronzo e tra i pochissimi esemplari sopravvissuti fino ai giorni nostri.
Capolavori artistici di rara bellezza, interessanti e misteriosi: ancora oggi infatti non si sa con certezza nè chi siano gli scultori che le hanno realizzate e nemmeno chi siano i personaggi rappresentati.

Ce ne sarebbe per attrarre frotte di turisti da tutto il mondo, qualsiasi museo del mondo ce le invidia e sono sicuro che in molte nazioni queste statue diventerebbero dei fari per l’arte e per la cultura e si riuscerebbe anche a renderle redditizie.

In Italia invece…

Per non rigirare il coltello nella piaga rimandiamo i lettori interessati alla lettura di questo articolo di Sergio Rizzo pubblicato dal Corriere della Sera in data 5 luglio 2013. Attenzione alla data perchè ha la sua importanza in questa storia.
Il succo è che le due statue si trovano, sdraiate, nel palazzo del Consiglio Regionale. E’ possibile visitarle ma non è facile riuscire a trovarle data la scarsità di indicazioni. Il motivo di questa strana collocazione, la causa per cui i visitatori sono costretti a vedere questi capolavori sdraiati, invece che nella loro posizione naturale, l’origine di questa vergogna sono i lavori di restauro del Museo della Magna Grecia dove le due statue dovrebbero essere esposte. Leggere il nmero di visitatori del museo nell’articolo di Stella è una coltella ma quello che fa veramente male è scoprire che le statue sono in questa posizione “temporanea” dal 23 dicembre 2009. E nessuno si incazza.

Tutto questo sta per fenire? Sembrerebbe di sì: ecco che in data 17 luglio (guarda caso 12 giorni dopo l’uscita dell’articolo di Stella) il ministero dei beni culturali pubblica il seguente comunicato:

Si è svolta oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria una riunione urgente per analizzare la situazione relativa ai lavori del Museo e per individuare le possibili e più rapide soluzioni per tornare ad esporre i Bronzi di Riace.

Erano presenti per il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo il Segretario Generale, il Direttore Regionale e la Soprintendente per i Beni archeologici; per la Regione l’Assessore alla Cultura; per la Provincia l’Assessore alle Politiche e Pianificazioni culturali; per il Comune il delegato del Commissario Emilio Minasi.

Nel più ampio spirito di collaborazione tutti hanno condiviso l’estrema urgenza di accelerare le procedure per rendere fruibili le opere.

È stato discusso e condiviso il cronoprogramma e il percorso per la riapertura del museo mediante numerosi eventi culturali che si svolgeranno a partire già dal mese di agosto.

La delegazione si è poi recata presso la sede della Regione dove sono attualmente collocati i Bronzi di Riace e ha potuto apprezzare lo straordinario lavoro tecnico-scientifico svolto dai ricercatori dell’Università, dell’Enea e dai tecnici dell’Iscr e della Soprintendenza sulle opere.

Un comunicato vuoto, inutile e insignificante come pochi altri, nessuno che si prenda la responsabilità di definire una data, nemmeno un accenno a delle scuse al paese e ai visitatori potenziali, niente. Usque tandem?

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