storia


lecco onlineLe origini

La comparsa dell’uomo sul territorio lecchese è databile 2500 A.C.; i ritrovamenti archeologici però attestano che solo in corrispondenza della città alta vi furono insediamenti, il che dimostra che la pianura su cui ora sorge il centro cittadino era ancora occupata quasi interamente dal lago. Reperti risalenti all’epoca romanica fanno supporre, data la loro esiguità, che neppure quel periodo vide fiorire insediamenti di rilevanza storica e che Lecco fu quasi certamente solo una base militare per la difesa del lago dalle incursioni dei Reti

Il nome della città

Intorno al 1000 a.C. popolazioni galliche e celtiche transitavano nel lecchese per motivi commerciali e ciò indurrebbe a pensare ad una derivazione celtica, da "Leuki", del nome "Lecco". Non si può però dimenticare che i "Leuki" in questione a quell’epoca erano insediati solo in Francia e questo non depone a favore di questa teoria. Sono altri vocaboli, di origine indoeuropea, che potrebbero avere dato il nome alla città: "locas" (campo), o "lucus" (paese)

Il Medioevo

Nell’Alto Medioevo crebbe l’importanza di Lecco come centro nodale delle vie che univano Bergamo e Como con il lungo lago, il fiume Adda e i Passi Spluga e Stelvio; a testimoniare ciò vi sono varie costruzioni fortificate risalenti a quell’epoca. Non è da dimenticare anche la rilevanza della produzione del ferro in quella zona, grazie alla presenza di miniere e alla possibilità della sua lavorazione presso il torrente Gerenzone.
La caratteristica forma urbana di Lecco è da ricercare nelle sue origini medioevali: i quartieri sono poco distanziati e specializzati (quartiere agricolo, dei pescatori, militare e commerciale) così che Lecco, nel Medioevo, non definisce un’unica entità, ma un’insieme di villaggi.
Nel XII secolo venne costituito il Comune di Lecco

BolognaLa città dei portici

La città ha tanti portici quanti nessun’altra al mondo: trentacinque chilometri. Goethe ne parla nel suo ‘Viaggio in Italia’: "Sul far della sera mi sono finalmente appartato da questa antica città veneranda e dotta, da tutta questa folla che, sotto i suoi portici sparsi quasi per tutte le vie, può andare e venire al riparo dal sole e dalla pioggia…". Stendhal, invece, ha un’idea singolare: "Bologna presenta un aspetto deserto e tetro avendo portici sui due lati di tutte le strade. I portici dovrebbero essere da un solo lato come a Modena. Così sarà Parigi fra duecento anni….".

San Petronio, la chiesa incompiuta

La costruzione della chiesa di San Petronio, simbolo della città, fu decisa su iniziativa del Municipio il 26 febbraio del 1390, per celebrare la libertà di recente conquistata e la liberazione dei servi della gleba. Il 7 giugno dello stesso anno fu posta la prima pietra. Ma la chiesa, se si guarda la facciata, è rimasta incompiuta. Cosa è successo? Bologna, divenuta la seconda città degli Stati Pontifici, decise a un certo punto di portare la chiesa di San Petronio a proporzioni superiori a quelle di San Pietro a Roma. Ma il colpo non riuscì perché, nel ’500, il Cardinal Legato favorì la costruzione dell’Archiginnasio, a fianco, proprio laddove la chiesa avrebbe dovuto espandersi.

Bologna, la città delle torri

L’immagine più vistosamente antica di Bologna è data dalle torri. Nel primo Medioevo erano l’elemento principale delle fortificazioni. Molte torri a Bologna furono innalzate nei secoli XII e XIII dalle famiglie gentilizie delle due fazioni cittadine, i Geremei e i Lambertazzi, per combattersi tra loro. Ad un certo punto, alcune torri vennero costruite in consorzio, con impegni reciproci per conservarle e gettare ponti da torre a torre. Ma se uno dei comproprietari veniva punito, gli si demoliva una fetta di torre. Le due famose sono l’Asinelli e la Garisenda, pare costruite al principio del XII secolo come torri vedetta. Dapprima la Garisenda, il cui terreno cedette (oggi la torre è ancora pendente e un verso di Dante Alighieri è riportato su un lato: invita ad alzare il naso "sotto il chinato"), e poi l’Asinelli per sostituirla. Alta 97,20 metri, essa fu probabilmente iniziata nel 1109 e terminata nel 1119 da Gherardo Asinelli, nobile di parte ghibellina. Ma c’è chi sostiene che essa trae nome da una donna, Asenella, o da "torre snella…l’Asenella".

L’università più antica del mondo

Sono incerte le origini dell’Università di Bologna: il 1088 è accolto come data convenzionale per indicare il periodo in cui inizia a Bologna un insegnamento libero e indipendente dalle scuole ecclesiastiche. Lo Studio bolognese nasce dalle scuole private, municipali. Nelle iniziali scuole laiche, gli eruditi commentano il Corpus Juris di Giustiniano ponendovi accanto delle glosse. Irnerio è il più grande bolognese tra i glossatori. Accanto alla scuola giuridica si pone la scuola di arti liberali (dalla medicina alla grammatica). Alla base dello Studio stanno gli scolari, i quali ne sono i padroni-finanziatori poichè provvedono a pagare i professori.

Notizie sulla storia di Pesaro

La rocca Costanza       
La rocca Costanza di Pesaro è catalogabile come modello di "rocca di pianura" rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d’apparati a sporgere, forse demoliti in epoca borgesca. La Rocca Costanza, con la sua indubbia prevalenza formale, si configura come il primo e più significativo manufatto fortificatorio marchigiano nell’ambito del tipo della rocca di pianura a quadrilatero con torrioni cilindrici angolari, che tanta fortuna avrà nello scacchiere Riario-sforzesco in Emilia Romagna e nelle Marche con l’epìgona rocca a Senigallia. Nonostante le ristrutturazioni e la perdita dell’originaria configurazione quattrocentesca, quella pesarese, anche per precocità, assume quindi una rilevanza tipologica di livello nazionale che, tramite i disegni di Leonardo, giungerà sino in Francia, a configurare il castello di Chambord presso Amboise, nel 1518.

Pesaro: piazza del popoloOrigine della città       
La moderna denominazione di Pesaro sembra derivare dal fiume che bagna la città presso la propria foce, l’odierno Foglia, che in epoca romana si chiamava Isaurum o Pisaurum o Pisaurus. Non mancano, come in tutti i casi di incertezza etimologica, supposizioni bizzarre come quella che collega la voce Pisaurum al fatto che in questa città i Galli "pesarono l’oro" tolto ai Romani dopo la famosissima spedizione del Brenno.

Palazzo Ducale       
Nel Palazzo Ducale, che ha visto susseguirsi il dominio di potenti famiglie come i Malatesta, Sforza e i Della Rovere, si sono celebrate con grande sfarzo le nozze tra Camilla D’Aragona e Costanzo Sforza.

L’antica via Flaminia        
La storica via Flaminia, fatta aprire da Caio Flaminio nell’anno 202 a.C., costituisce oggi, soprattutto nel tratto che attraversa la provincia di Pesaro, un autentico unicum per la presenza di ponti, tagli nella roccia, gallerie, lastricati, sostruzioni, chiavicotti, cippi stradali e iscrizioni. Un complesso di resti archeologici di eccezionale rilevanza costituitosi attraverso i secoli col sovrapporsi di stratificazioni e di interventi costruttivi vari. Già nei pressi di Pontericcioli, lungo un tracciato diverso da quello attuale, emergono numerose strutture romane, compresa una monumentale sostruzione in pietra grigia e, poco più avanti, il cosiddetto Ponte Grosso, a due arcate, separate da un piccolo frangiacque. Un secondo monumentale Ponte Grosso, sempre in comune di Cantiano, consente ancora oggi alla Flaminia di superare agevolmente il Burano tramite due arcate larghe circa 7 metri (23 piedi romani), con pilone centrale di 5.60 metri e frangiacque che ripete la struttura originaria di età augustea in pietra corniola, accuratamente tagliata in cave sul posto.

Pesaro       
Pesaro, capoluogo di provincia, con Urbino e porto delle Marche, sorge sulle coste del mare Adriatico, in un terreno piano e alluvionale, ora bonificato; essa si trova nella valle appenninica sulla sponda destra del fiume Foglia. Si compone di un centro antico, dove è possibile riconoscere la caratteristica impostazione a scacchiera della città romana e la successiva struttura rettangolare dei primi secoli del medioevo, e di una zona moderna che si allunga lungo la costa sia a nord che a sud. Nell’antichità, i Piceni furono i possessori di questa città e nel 194 a.C. divenne una colonia romana, chiamata Pisaurum, che deriva dal nome latino del fiume Foglia. Fu resa più forte nel periodo imperiale romano, quando si sviluppò anche come centro commerciale. Durante il periodo barbarico subì stragi e devastazioni. Con la donazione del re dei Franchi Pipino ebbe inizio la secolare appartenenza della città allo stato della chiesa. Nel X secolo raggiunse libertà comunale; successivamente la storia politica di Pesaro si unisce a quella dello Stato della Chiesa.