Toscana


La piazza di LuccaD’origine medievale (appartenuta alle facoltose famiglie Quartigiani e Diversi), la Torre Civica di Lucca è uno dei posti più elevati da cui contemplare la città, aperta dal 1999 al pubblico dopo il laborioso restauro.

Nel 1390 fu fornita del primo orologio, su decisione del Consiglio di Lucca, costruito dall’artigiano lucchese Labruccio di Gilio Cerlotti: si trattava di un orologio senza quadrante che batteva i 24 rintocchi su una campana.

Un secolo dopo (la Torre delle Ore era diventata Torre Civica) furono aggiunte le ore evidenziate da una lancetta e nel 1746 fu deciso l’inserimento di un orologio più moderno, affidato alla realizzazione dell’insigne maestro ginevrino Louis Simon in collaborazione col lucchese Sigismondo Caturegli. Sul quadrante furono verniciati i 12 numeri romani e la lancetta fu sostituita da un’altra sagomata e con stella centrale. Anche le campane furono sostituite dal fonditore lucchese Stefano Filippi. Oggi è possibile ammirare i meccanismi dell’orologio dopo aver salito i 207 gradini che portano alla sommità della Torre Civica.

Leopoldo II istituisce a Siena l’Archivio di Stato che va ad assumere il ruolo, sempre importante in una città che ha saputo difendere le proprie memorie, del glorioso Archivio delle Riformagioni. Attraverso un "motuproprio" il sovrano contribuisce all’inizio di un nuovo importante corso per il grande scrigno di memorie dei senesi, che salutano l’evento con sincera partecipazione.

L’Archivio di Stato proseguirà la propria quotidiana attività riunendo documenti di numerosi periodi storici, fonte di studiosi di ogni epoca. Uno scrigno che anche oggi offre sempre nuove verità storiche attraverso importanti ritrovamenti che fanno luce sull’evoluzione storica della cosiddetta "civiltà senese". Un Archivio di Stato aggiornato e ricco e che conserva anche la preziosa collezione delle Biccherne.

Ponte di Mezzo sull'ArnoI lungarni sulla riva destra di Pisa sono assai più animati di quelli della sponda opposta.
Si comincia a percorrerli dalla Cittadella eretta presso l’antico arsenale della repubblica, la cui Torre Guelfa, ricostruita dopo i recenti eventi bellici, fa da suggestivo sfondo ai famosi tramonti pisani. Dopo i sei capannoni costruiti alla fine del Cinquecento come Arsenale delle galee dell’ordine di Santo Stefano, si passa davanti alla chiesa di San Vito, eretta sul luogo dove il 17 giugno 1161 morì san Ranieri. Poi, dopo l’imbocco del ponte Solferino, si apre la vasta, irregolare piazza Francesco Carrara, dominata dal bel monumento a Ferdinando I de’ Medici, opera del Francavilla su modello del Giambologna (1594), qui trasferito nel 1872 dalla spalletta dell’Arno.

Sulla piazza si affaccia il retro della chiesa di San Nicola, della metà del XII secolo, la cui facciata incompiuta dà sulla via Santa Maria. L’interno, che contiene qualche pregevole opera d’arte, fu completamente trasformato nel Cinquecento, ma è ancora intatto il campanile duecentesco, di stile monastico benedettino, attribuito a Nicola Pisano dal Vasari.

La pieve di Santo Stefano, poi Duomo e Cattedrale, sorge nell’area che nel XI secolo vide la fusione del primo nucleo cittadino, Borgo al Cornio, con il contiguo Pratum, che diviene così Castrum Prati.
Cuore religioso e civile della cittadina, la piazza si è ingrandita nel corso dei secoli in funzione della cattedrale, ricostruita nel X secolo ma risalente addirittura al VI. La struttura romanico-gotica della fabbrica mostra una equilibrata unità di forme e volumi nonostante i successivi interventi, la facciata, realizzata tra il 1385 e il 1457 da Lorenzo di Filippo, alterna una bicromia di paramenti in pietra chiara albarese e marmo verde di Prato (serpentino), aprendosi con un portale ogivale del 1413 la cui lunetta ospita la maiolica di Andrea della Robbia raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Lorenzo. Sul lato destro risalta il bellissimo pulpito esterno a nido di Donatello e Michelozzo (1438), per l’ostensione della Sacra Cintola, mentre il campanile a torre del Guidetto (1356) fa d’appoggio al blocco in albarese del transetto gotico a cappelle (1368) di Talenti e Ghini, che ospita affreschi di Paolo Uccello (Natività della Vergine) e Filippo Lippi (Banchetto di Erode).

La pianta romanica a tre navate, oltre ad esaltare il transetto, racchiude il pulpito del XV secolo di Mino da Fiesole e del Rossellino e il rinascimentale tabernacolo dei fratelli da Maiano. L’ultima campata è occupata dalla Cappella del Sacro Cingolo (1386-139O) del di Filippo, che racchiude la reliquia mariana, la cui leggenda è narrata nel ciclo d’affreschi di Agnolo Gaddi (1392-1395).

FirenzeForte di Belvedere

Il Belvedere è una bellissima villa fortificata commissionata da Ferdinando I al Buontalenti che la costruisce tra il 1590 e il 1595. Dal giardino del Forte si ha una bellissima veduta di Firenze. Per giungere al Belvedere è necessario uscire dal Giardino dei Boboli a Palazzo Pitti. Oggi è un posto tranquillo immerso nel verde e d’estate diventa sede di esposizioni, in genere di arte contemporanea.

Palazzo Medici Riccardi

Superbo esemplare di palazzo fiorentino del Rinascimento, voluto da Cosimo de’ Medici. Questi, prima di affidare l’incarico a Michelozzo, aveva chiesto un progetto a Brunelleschi, ma lo aveva rifiutato perchè troppo principesco, rivelando non tanto la sua modestia quanto la sua abilità. La sua politica era infatti di dominare la città senza rivestire cariche pubbliche, senza apparire ufficialmente al di sopra degli altri. Era infatti stato condannato qualche anno prima, nel 1433, ad un breve esilio a Venezia e a Padova proprio per la sua manifesta volontà di dominio. Al suo interno può essere ammirata la splendida cappella dei Magi affrescata da Benozzo Gozzoli. Oggi il Palazzo è sede della Prefettura e della provincia di Firenze, spesso sede di mostre.

Battistero

Ricordato da Dante come il "bel San Giovanni" è uno dei più antichi edifici di Firenze. Per alcuni risale nella sua struttura al IV-V secolo, per altri è costruzione romanica del XI-XII secolo. Ha pianta ottagonale e lo recinge un doppio ordine di pilastri che reggono in basso una trabeazione e in alto arcate. Vi si accede attraverso tre portali con porte in bronzo, tra le quali la famosa porta del Paradiso, come la definì Michelangelo, opera di Lorenzo Ghiberti (1425).

Palazzo Vecchio

Il palazzo, iniziato probabilmente da Arnolfo di Cambio, assume l’immagine del fortilizio, questo perchè i "signori", costituenti il governo cittadino, come afferma il cronista fiorentino Dino Compagni, potessero difendersi dalle violenze che avrebbero loro impedito di deliberare con giustizia. La Torre, non centrale, ma spostata verso sinistra, perchè venne incorporata una vecchia torre preesistente, detta della Vacca, era simbolo di potenza, ma serviva soprattutto per comunicare con il popolo.

Cupola del Brunelleschi

Uno degli otto lati del tamburo che regge la Cupola del Brunelleschi è tutto traforato da una piccola galleria ad archetti. Come mai questa galleria, opera di Daccio d’Agnolo, non fu proseguita anche sui rimanenti sette lati? La spiegazione è questa: Michelangelo, richiesto di un parere su quell’opera appena iniziata, non la trovò di suo gusto e la definì, scherzosamente, "una gabbia di grilli". Fu così che il povero Daccio d’Agnolo fu costretto ad interrompere il suo lavoro, nel 1420.

Palazzo Antinori

Si trova nell’omonima piazza al numero civico, 3. La sua costruzione fu commissionata, intorno al 1460, a Giuliano da Maiano da Giovanni Boni, ricchissimo membro dell’Arte del Cambio. Oggi gli ambienti del Palazzo Antinori non sono visitabili ad eccezione del cortile da cui si accede alla cantinetta, dove è possibile degustare e anche acquistare ottimi vini.