Storia di Siracusa

La città di Siracusa deve il suo nome alla vicina palude Sykara nel sec. VIII a. C., quando fu fondata dai Corinzi. Inizialmente costituitasi nell’isola di Ortigia, popolata fin dal sec. XIV a.C. da Siculi e Fenici, nel corso dei secoli la città cominciò ad espandersi nella terraferma.

Nei secoli VII e VI a.C. fondò le colonie di Akrai, Casmene e Camarina. Nel 485 fu conquistata da Gelone, tiranno di Gela, che vinse i Cartaginesi nel 480 a.C. ad Imera. Dal 479 a.C. al 467 a.C. Siracusa fu governata da Ierone, al quale successe Trasibulo. Sotto la sua tirannia, i Siracusani insorsero, dando vita ad un regime democratico.
Durante il sec. V a.C., Siracusa sconfisse gli Etruschi, i ribelli indigeni di Ducezio e gli Ateniesi, durante una battaglia navale. Per fronteggiare il pericolo cartaginese fu restaurata nuovamente la tirannia. In seguito alla distruzione di Selinunte e Agrigento, Dionigi stipulò la pace con i Cartaginesi nel sec. V a.C.. Nel secolo successivo Cartagine minacciò di nuovo Siracusa, tornata ad un regime democratico per merito del corinzio Timoleonte, tanto che la città chiese l’intervento di Pirro, re dell’Epiro. Egli riuscì a cacciare i Cartaginesi ma fu costretto ad allontanarsi dalla città nel 275 a.C. per il malcontento causato dal suo governo.

Nel corso dei secoli fu conquistata dai Romani, dai Goti, dai Bizantini, dagli Arabi e dai Normanni, dai Genovesi, dagli Svevi e dagli Aragonesi. I terremoti del 1542 e del 1693 la danneggiarono gravemente. Nel 1729 fu colpita dalla peste. Nel 1837, essendosi ribellata ai Borboni, perse il ruolo di capoluogo di provincia a favore di Noto e lo riacquistò solo nel 1865.

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