Dove nascono le nubi, sulla via ferrata Maximilian

Panorami_estivi_4Max Aichner ha 80 anni e nel 1969 ha realizzato il sogno di un percorso avventura tra le rocce dolomitiche. La sua storia nell’area vacanze Alpe di Siusi (Seiser Alm/Südtirol)

Una storia di coraggio e di intraprendenza che oggi è una chicca per escursionisti e per chi adora superare il limite dell’altezza e sentire, passo dopo passo, l’emozione della quota sulla pelle. La ferrata Maximilian si arrampica tra le rocce delle Dolomiti (Patrimonio Mondiale Unesco), supera i Denti di Terrarossa con lo stupore di poter ammirare dalla sua cima la vetta più elevata dello Sciliar a 2.665 metri, la meraviglia del paesaggio dell’area vacanze Alpe di Siusi e dall’altro lato l’imponente Catinaccio. L’inventore della ferrata Maximilian è Max Aichner, che oggi ha 80 anni, ma continua a provare l’adrenalina di salire sulle sue amate montagne. Se non è tra le rocce, lo si può trovare al rifugio “Alpe di Tires” che ha costruito 50 anni fa, dove pochi sarebbero arrivati facilmente.

Il sogno di un rifugio a 2.500 metri.

Il rifugio è stato per anni il sogno di Max, un sogno che si è trasformato in realtà. Originario di Tires sul Catinaccio, figlio di una famiglia numerosa, già da piccolo si dà da fare, lavorando come tappezziere e poi diventando paracadutista da militare, imparando a sciare e a fare la guida alpina. Non ha neppure 25 anni quando con il fratello Franz pensa di costruire un rifugio sotto i Denti di Terrarossa, dove si incrociano sentieri di contadini e cacciatori. L’impresa non è facile, ma Max non molla mai e riesce in tre anni, con tanti sacrifici e forza di volontà a produrre 3mila mattoni di calcestruzzo. Lavora di continuo, armato di vanga e piccone, trasporta da Tires fino ai 2.500 metri di quota travi di legno, cemento, tegole del tetto. L’audacia e la determinazione lo premiano.

L’invenzione della ferrata Maximilian.

Intanto Max si innamora di Laura, amante come lui della montagna, e la sposa nel 1962 per andare a vivere nel rifugio ampliato poi con una stube più grande, cucina e dormitorio. All’inizio, il posto non attira gli escursionisti che conoscono altre mete convenzionate ed allora Max aguzza il suo ingegno e dà vita al “percorso avventura” che è diventato la ferrata Maximilian. Anche stavolta fa tutto da solo, imprimendo funi d’acciaio sulle rocce, dove le Dolomiti tolgono il respiro d’incanto. La nuova opera inaugura nel 1969 e da allora è ambita traversata per gli appassionati dell’alta quota.

Il percorso per il cielo.

Punto di partenza è il rifugio di Max “Alpe di Tires”, di qui si sale per la prima ferrata e si entra in una gola stretta per raggiungere la prima forcella. Si prosegue a sinistra fino al crinale e sulla cima del Dente di Terrarossa, si passa sotto una porta rocciosa scendendo verso la forcella di Terrarossa, per salire fino alla vetta dello Sciliar, la Cima di Terrarossa.

Per arrivare al rifugio, dove si può pernottare, basta raggiungere l’area vacanze Alpe di Siusi, dalla stazione a monte della cabinovia Alpe di Siusi la dimora di Max si raggiunge a piedi.

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