I palazzi e le piazze di Trieste

Osservando frontalmente l’edificio della Borsa Vecchia, sul lato vi è il Palazzo Dreher (Borsa Nuova), che si inserisce nella piazza con la sua facciata curva e fastosa. Alla ricchezza decorativa esterna fa da contraltare l’interno sobrio e funzionale (1929) dettato dall’architetto Geinger e dallo stile di G. Pulitzer Finali che, con lo studio Stuard, tracciò le linee dello stile moderno triestino dell’epoca, soprattutto nel campo navale.
Da Palazzo Dreher si diparte via Cassa di Risparmio dove, al n°10, vi è la sede in stile cinquecentesco (arch. E. Nordio) dell’omonimo antico istituto di credito. Di fronte a Palazzo Dreher, c’è Casa Rusconi (arch. G. Scalmanini), d’impronta rinascimentale. Al terzo piano trovò sede l’atelier di moda e stile di Anita Pittoni, artista innovatrice nel campo tessile dalla fine degli anni Venti.
All’angolo opposto, tra l’incrocio del Corso Italia con la via Roma, è situata la Palazzina Romano, sobrio esempio di architettura settecentesca restaurata dall’architetto G. Polli tra il 1919 e il 1920.
Di fronte alla Borsa Vecchia l’edificio verde Casa Bartoli (arch. M. Fabiani, 1905) ci informa di un contatto diretto con la Wagnerschule, di cui l’architetto fece parte. L’edificio si configura come unità commerciale e abitativa ed è connotato dalla ampie superfici vetrate e da una decorazione a graffito che documenta la variante triestina del Liberty.
Da Piazza della Borsa lungo il Corso Italia, sulla destra, parte il complesso piacentiniano (1935-1939), che rappresenta la più evidente realizzazione architettonica della progettazione urbanistica legata ai grandi sventramenti della Città Vecchia negli anni Trenta. L’edificio si inserisce con un forte impatto nel tessuto architettonico della zona e raccoglie lungo la galleria centrale, come anche nei portoni, importanti affreschi di Carlo Sbisà, artista che seppe coniugare echi rinascimentali e spirito contemporaneo attraverso una personale reinvenzione.
Nello spazio triangolare definito dagli edifici presi in considerazione è inserita la colonna sormontata dalla statua bronzea che ritrae Leopoldo I d’Asburgo, realizzata ad imperituro ricordo di una visita in città dell’Imperatore. Questa zona rappresenta il nucleo centrale di quel Borgo Teresiano voluto dall’Imperatrice d’Austria Maria Teresa. Costruito tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento su un’area precedentemente occupata da saline, esso possiede un’identità rigorosamente geometrica, costituita da strade diritte intersecantesi ad angolo retto. Modello di pianificazione urbana globale, già in fase progettuale furono definite in modo dettagliato tutte le regole e le caratteristiche architettoniche degli edifici che lo avrebbero costituito, andando a realizzare una “città nuova” che doveva possedere i requisiti adatti a fungere da moderno emporio: le case dovevano essere di tre piani, rispettivamente adibiti a magazzino (pianoterra), abitazione (secondo), a locali per uffici (terzo). Le stesse inoltre dovevano possedere un cortile interno (orti e giardini). I canali erano numerosi e servivano a far giungere le merci fino al cuore della città.

Per altre notizie sulla storia di Trieste rimandiamo al sito zerodelta.net

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