Ville e giardini di Bellagio

Bellagio conserva ancora quasi intatta la memoria di quell’epoca splendente, tutto il XIX secolo, in cui rappresentava uno dei luoghi di villeggiatura più esclusivi, più eleganti e più aristocratici d’Italia.
Le ville di Bellagio e della zona circostante sono infatti un esempio straordinario di architettura e di paesaggistica ed un reperto fedelissimo dello stile di vita e della civiltà di un’intera classe dirigente.
Quasi tutte le ville hanno un impianto architettonico neoclassico, che deriva dal gusto dell’epoca napoleonica. Fu infatti durante quegli anni e per tutto l’Ottocento, che furono costruite moltissime delle ville che oggi vediamo e che furono ristrutturate quelle preesistenti.
Nel grande cantiere di Bellagio lavorarono i migliori architetti e paesaggisti italiani. Giuseppe Balzaretto, autore dei giardini pubblici di Milano, ideò i giardini di Villa Poldi Pezzoli oggi Villa Gerli. Al giardino di Villa Melzi lavorarono gli architetti Canonica e Villoresi, che avevano realizzato il parco di Monza, mentre l’edificio fu progettato dall’architetto Albertolli, già autore di Villa dell’Olmo a Como. Qui realizzarono alcune delle loro opere artisti come Giuseppe Bossi e Andrea Appiani.

VILLA SERBELLONI
Costruita nel 1400 da Marchesino Stanga e ricostruita nel 1500 dalla famiglia Sfondrati. Nel 1788 passò ai Duchi Serbelloni che lasciarono intatta la costruzione ma ristrutturarono, ampliandolo, il parco. Si dice che il duca Alessandro Serbelloni spese nei lavori di rifacimento ben 929,62 euro, in un’epoca in cui la paga giornaliera di un operaio era inferiore ad un centesimo di euro.
Il parco si sviluppa sulla parte alta del promontorio di Bellagio ed al suo interno si snodano oltre 18 Km di viali e sentieri che permettono di ammirare la grande quantità di piante, anche rare ed esotiche, che crescono nei giardini e nelle terrazze digradanti verso il lago.
Nella sua storia la villa ospitò una quantità impressionante di nomi illustri: da Leonardo da Vinci all’Imperatore Massimiliano I, a Lodovico il Moro, a Bianca Maria Sforza, al Cardinale Borromeo.
In epoca più recente, vi soggiornarono il Pellico, Maroncelli, l’Imperatore Francesco I, gli Arciduchi di Parma, la Regina Vittoria, il Kaiser Guglielmo, il Re Umberto I, il Primo Ministro italiano Agostino Depretis, il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy e poi scrittori e poeti come il Manzoni, Grossi, Pindemonte ed il Parini, che vi trascorse lunghi periodi come precettore dei figli del Duca Serbelloni.
Gustave Flaubert, nel 1845, nelle sue note di viaggio parlò di Villa Serbelloni e disse: “…uno spettacolo fatto per il piacere degli occhi… Qui si vorrebbe vivere, e qui morire”.
Dopo un periodo in cui la villa fu addibita ad Hotel, nel 1930 venne acquistata dalla Principessa Ella Walker della Torre e Tasso la quale, alla sua morte avvenuta nel 1959, la donò alla Fondazione Rockefeller di New York che tuttora vi ospita artisti e scienziati di tutto il mondo in soggiorni di quattro settimane per vivere e lavorare in un’atmosfera di assoluta tranquillità. Molte opere di importanza mondiale sono state composte e realizzate grazie a queste borse di studio.
Le visite al giardino della villa vengono effettuate solo accompagnati dalla guida del parco da Aprile ad inizio Novembre. Le visite guidate avvengono tutti i giorni, tranne il lunedì e sono sospese in caso di cattivo tempo. Ogni giorno, alle ore 11:00 ed alle ore 16:00, vengono effettuate due visite guidate con partenza dalla vecchia torre medioevale sita nella Piazza della Chiesa di San Giacomo. La visita, per un minimo di 6 persone ed un massimo di 30 alla volta, ha una durata circa un’ora e 30 minuti. Ai gruppi è richiesta la prenotazione anticipata.

VILLA MELZI
Sorge proprio sulla riva del lago. Fu costruita tra il 1808 ed il 1812, su progetto dell’architetto Giocondo Albertolli per Francesco Melzi D’Eril, Vice Presidente della Repubblica Cisalpina, poi Gran Cancelliere del Regno Italico e collaboratore di Napoleone.
La Villa, di rigorose linee neoclassiche, è circondata da uno splendido parco che costituisce il primo esempio lariano di giardino all’inglese.
Il parco venne realizzato tra il 1811 e il 1815 dal Canonica e dal Villoresi che, per aumentare la sensazione di grandezza ed esaltare alcune prospettive, realizzarono opere colossali livellando terreni o alzando piccoli colli. Anche la distribuzione della vegetazione, apparentemente naturale, fu il frutto di lunghi studi per accrescere l’illusione ottica in termini di sfondi e lontananze.
Tra le piante che adornano il parco vi è un colossale cedro del Libano, camelie, azalee, rododendri e molte piante tropicali.
Nel parco sono stati trasferiti anche alcuni colonnati e portali provenienti dall’antico Lazzaretto di Milano, costruito da Lazzaro Palazzi nel XV secolo.
Davanti alla Kaffehaus, insolito chiosco di stile moresco, si trova la statua di Dante e Beatrice, opera del Comolli, che si pensa abbia ispirato Liszt nella composizione della “Sonata a fantasia dopo la lettura di Dante”.
Attorno ad un laghetto artificiale, conosciuto come laghetto giapponese, crescono aceri, lecci e camelie, creando un insieme di grande suggestione.
Tra gli ospiti illustri di questa villa ricordiamo Napoleone, Eugenio Beauharnais, Francesco Giuseppe e Ferdinando d’Austria, Umberto e Margherita di Savoia.
L’attuale proprietario è il Conte Gallarati Scotti, discendente della Famiglia Melzi, che apre il parco ai visitatori da fine Marzo all’inizio di Novembre tutti i giorni dalle ore 9:00 alle 18:00.

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