Gli animali selvatici dell’Abruzzo

All’interno della sorprendente varietà di ambienti, incontaminati e selvaggi, vivono specie rare e preziose che i Parchi dell’Abruzzo proteggono gelosamente, facendo della regione uno straordinario laboratorio biologico per la loro conservazione.

In questa varietà di ambienti di grande bellezza vive, protetta, una serie innumerevole di specie rare e preziose come il lupo appenninico, l’orso marsicano, il camoscio d’Abruzzo, l’aquila reale. Attività didattiche svolte attraverso i centri visita, presenti in molti comuni dei Parchi, nelle Riserve Naturali del Lago di Penne, di Lama dei Peligni, dell’Orfento a Caramanico; percorsi guidati da giovani esperti conoscitori del territorio; aree faunistiche e mille altre iniziative facilmente fruibili dal visitatore, fanno diventare l’esperienza dell’Abruzzo in tema di salvaguardia della natura modello di riferimento per il mondo intero.
Come si è reso possibile tutto questo? Non moltissimi anni fa, Ignazio Silone scrisse a proposito dei propri conterranei che “il carattere stesso degli abruzzesi è stato forgiato da millenni di convivenza con il più primitivo e stabile degli elementi: la natura”. Una convivenza che ha lasciato un segno perenne, profondo, nel cuore e nella cultura di questa regione, tanto da averne saputo indirizzare in modo determinante le scelte per il futuro.

Se non nidificassero sulle praterie d’alta quota abruzzesi, soprattutto della Majella, bisognerebbe infatti andare nella tundra artica per vedere ad esempio il piviere tortolino, piccolo uccello trampoliere, o l’arvicola delle nevi, un simpatico roditore che i biologi definiscono “relitto glaciale”, cioè uno a cui il posto è piaciuto così tanto che dall’ultima glaciazione non se ne va ancora ; o sulle Alpi per ammirare le macchie di pino mugo, se non si trovassero anche in Abruzzo.

Di questo passo l’elenco potrebbe durare pagine, il che sarebbe anche divertente perché di curiosità ce ne sono quante se ne vogliono; tuttavia è impossibile non citare i grandi protagonisti della natura d’Abruzzo come gli orsi e i lupi, le aquile e i camosci, la lontra e la lince, che popolano le fitte faggete o si inerpicano e volano sui dirupi della Majella e del Gran Sasso, dei monti del Parco Nazionale d’Abruzzo e su quelli della Laga, sul Velino, sul Sirente.

Questo è l’Abruzzo: uno scrigno in cui sono conservati ambienti naturali unici, nel cuore dell’Italia centrale e perciò a due passi da ogni altra città della penisola; ambienti preziosi e protetti, ma che oggi vengono resi sempre meglio e sempre più intelligentemente fruibili per tanti tipi di turismo; ambienti sorprendenti e affascinanti, capaci di dare in modo vero il gusto dell’avventura, della scoperta, dell’intuizione originale.

Il testo è pubblicato per concessione di zerodelta.net

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