I forti genovesi

Nella prima metà del ‘700 le fortificazioni di Genova comprendevano solo alcune Batterie costiere, il Castellaccio e le ultime due cinte murarie. A seguito della realizzazione, durante l’assedio austriaco del 1747, delle opere campali si comprese che le Mura da sole non bastavano alla difesa della città. Era necessario erigere altre fortificazioni distaccate dalla cinta, in modo da impedire al nemico
d’approssimarsi troppo ad essa, espugnarla e calare in città. Lo svizzero Jaques Sicre, nel 1747 fu Ispettore Generale delle Fortificazioni; insieme ad un gruppo di ingegneri militari, ideò una nuova linea difensiva staccata dalla città, con i Forti Quezzi, Richelieu, Santa Tecla e Diamante. Il completamento delle opere fortificate si ha nel periodo sabaudo, con la costruzione di tutti gli altri forti.
L’intervento del Corpo Reale del Genio Sardo è innovativo. Molta importanza viene data alla caserma, la quale spesso emerge dalle mura, caratterizzando il Forte. La maggior parte dei forti, alla fine del secolo XIX, furono abbandonati. Oggi, i Forti appartengono allo Stato italiano.

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