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Ho 26 anni e sono nata e cresciuta a Monza. Per ovvi motivi affettivi quindi, non me la sento di sparare a zero sulla mia città come alcuni dei miei amici fanno (qualcuno addirittura con un blog su Monza). Confesso però di sentirmi più a casa quando visito il sud Italia, dove la mia famiglia ha le sue radici.

Monza ha pregi e difetti, come ogni centro abitato. La città è sicuramente in un ottima posizione, essendo vicinissima alla tranquillità dei panoramici paesaggi brianzoli e alla moderna Milano: entrambe le zone offrono svaghi interessanti e sono ad un tiro di schioppo da Monza. Quando ero più piccola pensavo che Milano potesse offrire tutto quello che un giovane della mia generazione potesse desiderare.

Ora che ho cambiato punto di vista, ci vedo solo traffico, grigio e smog, insomma non ci vivrei e non ci lavorerei mai. Penso però sia importante avere Milano vicina perché in termini di divertimento, offre moltissimo non solo ai monzesi, ma anche forse a tutti i lombardi.

Monza non è grande però ha molto o comunque offre opportunità che non tutte le città hanno.

Sto parlando della Villa Reale, del Parco e dell’Autodromo, tre motivi per i quali ci conoscono in tutta Italia ed oltre.

L’Autodromo non ha mai destato il mio interesse, ma del Parco e della Villa sono sono sempre andata fiera. Penso sia determinante per la salute fisica ed il benessere psicologico di chiunque passare del tempo a contatto con i prati, il cielo, gli alberi. Il parco è ottimo per fare attività sportiva all’aria aperta (ci sono golf e piscina) o rilassarsi. Se si è particolarmente fortunati è possibile avvistare scoiattoli rossi o leprotti che corrono veloci.

Comunque Monza non si fa mancare nulla: abbiamo lo stadio “Il Brianteo”, con accanto il Palazzetto dello Sport che però, per quanto ne so io, non viene quasi mai utilizzato! Ma la new entry di Monza è sicuramente La Fabbrica Occupata ed Autogestita “Boccaccio” nell’omonima via confinante con il parco. Non voglio parlare di politica, mi sento solo di dire che questo posto ha validi motivi per esistere. Prima di tutto accontenta la fetta “underground” della città, proponendo tipi di musica che a Monza si sognavano, inoltre vengono allestite mostre, programmati laboratori e rassegne teatrali, nonché aperitivi. Vengono spesso organizzate serate live di musica punk con gruppi internazionali cult del genere e la gente arriva anche da altre regioni per seguire i concerti. Per chi non ama il punk, vengono proposte anche serate di musica elettronica ma non sempre c’é il pienone come nel caso precedente.

La cosa davvero divertente è che a pochi metri dalla fabbrica occupata, si trova il Barracuda, dove vige la selezione all’ingresso …. Si tratta di un locale all’aperto attivo solo nel periodo estivo, dove si balla e si mangia. Vi sono stata 3 anni fa e l’arredamento è davvero sofisticato e bello come la musica, quando non cade nel commerciale (ovviamente dal mio punto di vista). Il Barracuda è frequentato davvero da persone di tutte le età, presumibilmente della Monza-bene!

E’ giusto che due realtà così diverse convivano nella stessa città, è giusto che tutti abbiano gli svaghi che ritengono più vicini alla propria persona, ovviamente senza danneggiare gli altri.

Mi sento di proseguire sul tema dei divertimenti ed una cosa che rimpiango davvero è il “Monza Rock Festival”, che si è svolto, se non mi sbaglio, solo nel 1999 e nel 2000 presso l’Autodromo. E’ stato poi sospeso, si è detto, per motivi d’ordine.

Ho apprezzato entrambe le edizioni e ho potuto gustarmi tra gli altri Lenny Kravitz, Angie Stone, Skunk Anansie, e Lamb. Credo che per una città ospitare un festival musicale con star nazionali ed internazionali si davvero una prova di grande apertura verso i cittadini giovani e non, anche perché si sono esibiti artisti do ogni genere, tra cui Pino Daniele.

I problemi d’ordine suppongo siano stati gli stessi delle altre manifestazioni di questo tipo, è forse più plausibile che non tutti i comuni abbiano la possibilità finanziaria di ospitare un evento del genere!

Rimanendo in tema volevo fare presente che allo Stadio Brianteo di Monza nel luglio1992 si sono esibiti Michael Jackson con il Dangerous Tour, il 6 ed il 7 Luglio ed Elton John il 10 luglio, concerto che ho potuto apprezzare comodamente dal balcone di casa, abito infatti vicino allo stadio.

Per ascoltare Jacko i miei genitori hanno portato me e mio fratello fuori dalle recinzioni.

C’era un’atmosfera bellissima, era pieno di gente che pur non pagando il biglietto, allora di 46.000 Lire, voleva comunque prendere parte a quell’evento irripetibile e per me davvero magico!

Pare che in quel periodo lo Stadio Meazza non potesse ospitare concerti, così le due star mondiali hanno infiammato Monza!

Come poterei non volere bene a questa città?

 

Casatiello napoletanoNel giugno del 1815 Ferdinando IV di Borbone fece il suo rientro trionfale a Napoli dopo un decennio di dominazione francese. Ritornò dall’esilio accompagnato dalla seconda moglie Lucia Migliacco, duchessa di Floridia.

La sposa morganatica possedeva una residenza estiva sopra una collina del Vomero: Villa Floridiana (nome desunto dalla duchessa).
L’architetto Antonio Niccolini nel 1817 progettò la ristrutturazione della villa e del parco, seppe accostare con grande maestria lo stile neoclassico della villa alla sistemazione inglese del parco applicando i criteri prospettici e illusionistici proposti da William Kent per il giardino proto – romantico e orientaleggiante.

Niccolini creò effetti pittoreschi in alcune zone del parco: alternando praterie a boschetti e balze scoscese; nelle vicinanze degli edifici adottò soluzioni regolari e simmetriche concordi con il gusto neoclassico delle architetture.
Il lungo viale d’accesso fu conservato per dar risalto alla villa; mentre nell’ultimo quarto dell’ottocento venne modificato da una serie di viali curvi per aumentare l’effetto scenografico del parco.

La presenza del giardino in stile inglese spicca nelle vicinanze del tempietto ionico, nel boschetto di camelie, nel "teatrino della verzura", originale esempio di architettura del verde, circondato da una siepe di bosso.
Il parco di Villa Floridiana rimane, oggi, un documento importante per la storia del giardino: testimone di un sincretismo stilistico di motivi classici francesi, della maniera romantica inglese e del gusto del giardino all’italiana.

Finalmente la primavera è arrivata, è ora di portare i bambini (di tutte le età) a passare un sabato o una domenica all’aria aperta.

Quale migliore destinazione allora di un parco naturale o un parco di divertimento? Lasciare il grigiore dell’inverno alle spalle è il miglior modo per ricaricare le batterie e passare una giornata nel relax e nella serenità.

Ci sono parchi naturali grandi e piccoli sparsi un po’ per tutta la penisola, si va dal piccolo parco privato, un’oasi tra una città e l’altra, al grande parco nazionale (in questo secondo caso è meglio prevedere un intero week end per la visita).

Per chi invece cerca divertimento più "hard" ci sono parchi un po’ dovunque. Probabilmente è ancora presto per tuffarsi nelle piscine e negli scivoli dei parchi acquatici ma è il momento migliore per una giostra.

Qualunque sia la vostra scelta buon divertimento e buona primavera a tutti!