La storia di Torino

Nel III secolo a.C. lungo le rive del Po si insediarono alcune tribù taurine (di stirpe celto-ligure) ed il loro insediamento venne chiamato “Taurasia”.
Durante il periodo della massima espansione romana, la città venne inglobata all’Impero Romano con il nome di Augusta Taurinorum, divenne una vera e propria postazione militare e prese il caratteristico impianto urbanistico a scacchiera, mantenuto sino ai giorni nostri.
Con la caduta dell’Impero Romano, Torino fu assoggettata dai Goti, dai Longobardi ed infine, tramite l’occupazione da parte delle truppe di Carlomagno nel 773, dai Franchi.
Nei secoli successivi Torino divenne una vasta contea soggetta al regime feudale, e sino alla metà del X secolo, i suoi più importanti feudatari furono Arduino il Glabro e i suoi discendenti. La dinastia Arduinica regnò per quattro generazioni fino alla contessa Adelaide, una donna molto abile e saggia che si unì in matrimonio con Oddone di Savoia (figlio di Umberto I Biancamano, primo componente della famiglia Savoia), consentendo l’aggregazione del Piemonte alla Casa Reale dei Savoia.
Alla morte di Adelaide si scatenarono le lotte su chi dovesse governare la zona, fra i signori locali ed i Savoia, che erano visti come stranieri.
Nonostante le forze comunali avessero ottenuto l’appoggio degli imperatori, la presa del potere da parte dei Savoia venne solo ritardata: nel 1280 Tommaso II di Savoia ottenne la città in feudo da Federico II, il quale non potè far altro che riconoscere la nuova autorità.
Nella prima metà del Cinquecento, a seguito di un periodo di declino della casata dei Savoia, Torino venne occupata dalle truppe francesi di Francesco I.
Nel 1563, a seguito del trattato di Cateau-Cambrésis (del 1559), Emanuele Filiberto, trasferisce da Chambery a Torino la capitale dei propri domini e, a difesa della città, nel . 1566, su progetto di Francesco Paciotto, viene inaugurata la Cittadella pentagonale (di cui ora rimane solo il Mastio). Alla fine del secolo, Carlo Emanuele I affida all’ingegnere Ascanio Vitozzi una ristrutturazione globale della città, nasce così il Palazzo Ducale (dove ora sorge quello Reale), piazza Castello ed una “vigna” sulla collina (ora Villa della Regina). In questo periodo vengono compiute numerose altre opere: il Castello del Valentino viene ampliato da Cristiana di Francia; Amedeo di Castellamonte costruisce la Reggia di Venaria Reale; Guarini costruisce la Chiesa di San Lorenzo e la facciata di Palazzo Carignano; Juvarra costruisce la Basilica di Superga e completa la Reggia di Venaria Reale. Nel 1756 Benedetto Alfieri ristruttura il cuore della città: piazza Palazzo di Città.
All’inizio del XVIII secolo, durante le guerre per la successione spagnola, Torino fu al centro di un lungo assedio da parte dell’esercito francese, assedio che si concluse con la vittoria di Eugenio di Savoia sui francesi (nel 1706).

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