Fortezza di Bardi:
Sorge nel territorio comunale di Bardi, lembo sud-occidentale della provincia di Parma, fra la Liguria ed il Piacentino. La proprietà fu a lungo contesa fra le signorie del tempo e, in seguito all’investitura imperiale nel 1257, divenne feudo dei Landi che lo adibirono a dimora principesca. Per oltre quattrocento anni restò di proprietà di questa famiglia, sino al 1682 quando passò in mano ai Farnese. Nonostante gli interventi, il castello conserva ancora la struttura originale, con il vecchio mastio, la decentrata torre quadrata e l’ampia piazza d’Arme.
Castello di Scipione:
La struttura fu innalzata nel XI secolo dai marchesi Pallavicino. La leggenda vuole che debba il suo nome ad una preesistente villa romana di proprietà della famiglia del distruttore di Cartagine. Completamente ricostruito nel XV secolo, per adeguarlo alle nuove esigenze di vita della corte, il castello è ora inserito nel piccolo, ma suggestivo borgo che ancora porta evidenti tracce del passato medievale. Rocca di Montechiarugolo:
La costruzione risale ai primi del ’400 e costituisce un esempio di architettura militare le cui mura, ornate da merli ghibellini, recano lo stemma dei Visconti, da cui la famiglia Torelli venne investita nel 1406 del potere feudale. Il Castello si affaccia su piazza Mazzini ed al suo interno è esposta una raccolta di reperti archeologici del territorio; visitabili sono inoltre il salone con volte a crociera, la Sala degli Elementi e il loggiato, con decorazione del ‘400.
Castello di Bargone:
Il castello, edificato prima del Mille, appartenne ai vescovi di Parma e passò nel XII secolo sotto la signoria dei Pallavicino; nel 1600 fu sotto il controllo dei duchi Farnese. Nei boschi dei dintorni si ritirò a vita monastica il Baeto Orlando, della famiglia Medici, a cui è dedicata la chiesetta ricostruita nel XVIII secolo.
Piazza dei Miracoli (Patrimonio dell’Umanità dal 1987)
La piazza comprende il Duomo, un bianco ed imponente edificio iniziato nel 1064 e completato nel XII secolo, cattedrale medievale intitolata a Santa Maria, è una basilica a cinque navate col transetto a tre navate. La cattedrale è un enorme edificio, misura 100 metri di lunghezza per 72 metri di larghezza, interamente ricoperto di marmo.
Il Battistero, a pianta perfettamente circolare, con un diametro di 107 metridedicato a San Giovanni Battista, s’innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo.
Il Campanile, conosciuto come la Torre di Pisa o torre pendente, interamente ricoperta in marmo bianco e simbolo della città; è considerata una delle torri più famose al mondo, oltre che per la bellezza architettonica per la pendenza che è fra le più note e bizzarre peculiarità. La torre fu eretta nell’arco di due secoli e già dopo la costruzione dei primi tre ordini di archi la cedevolezza del terreno sottostante, solcato da falde acquifere, fece sì che i lavori di interrompessero. Fu solo un secolo dopo, nel 1275, sotto la guida di Giovanni di Simone e Giovanni Pisano, che l’edificazione riprese con la costruzione di altri tre piani tentando di compensare la pendenza facendo sì che la nuova porzione si incurvasse in senso opposto.
Sul lato nord della piazza dei Miracoli si trova il Camposanto Monumentale: iniziato da Giovanni di Simone nel 1278, venne completato soltanto alla fine del ’500. Il Camposanto è lungo 130 m. e si affaccia sulla piazza con 43 arcate cieche. L’intera facciata è rivestita in marmo bianco. L’interno è costituito da quattro gallerie che si affacciano sulla parte centrale scoperta tramite grandi arcate a tutto sesto; qui si trovano ancora le tombe di celebri pisani accanto a sarcofagi di epoca più remota.
Prato, pur non essendo conosciuta a livello internazione come città d’arte toscana (o comunque non al livello di Firenze, Siena e Pisa) una città d’arte al pari di Firenze, Siena e Pisa, vanta un rilevante patrimonio artistico di tutto rispetto.
Non si tratta solo ed esclusivamente di arte contemporanea ma anche antica: la zona di Prato, infatti, risultava già abitata sin dal Paleolitico ed inseguito dagli Etruschi, dai Romani e dai Longobardi e Bizantini nel Medioevo, di conseguenza, la città non custodisce solo le opere dei principali artisti del XX secolo, ma anche preziose opere d’arte sacra, sculture e dipinti che vanno dal rinascimento all’800, nonché reperti archeologici.
La città di Prato ospita questo patrimonio artistico, non solo all’interno degli edifici, ma anche all’esterno, nelle piazze, nei parchi, nelle vie, numerose opere sono perfettamente integrate nel tessuto urbano della città. La prima opera che entrò a far parte dell’arredo urbano di Prato, fu la “Forma squadrata con taglio” (1974) di Henry Moore, situata in Piazza San Marco. Nei giardini di via Carlo Marx è posta un’opera di Giò Pomodoro, quella di Ben Jakober e Jannick Vu è in via Pomeria, il giardino del Centro Pecci ospita le opere di Enzo Cucchi, Anne e Patrick Pirier, Mauro Staccioli (la cui opera misura oltre quaranta metri), Mimmo Paladino, Albert Hien, Sol Lewit, Bizhan Bassiri ed Eliseo Matteucci.
A Prato, inoltre, ha sede il Centro per l’Arte Contemporanea "Luigi Pecci", diventato nel corso degli anni un vero e proprio polo di divulgazione dell’arte contemporanea a livello internazionale. Il Museo dedica ampio spazio alla ricerca artistica contemporanea sotto tutti i suoi aspetti: dall’installazione alla fotografia, dalla moda al cinema.
Il Centro per l’Arte Contemporanea comprende: il Museo, il Centro di Informazione e Documentazione Arti Visive (CID), la Biblioteca specializzata, il Dipartimento Educazione e la Sezione Avvenimenti.
Sin dalla sua nascita, il Museo ha ospitato esposizioni temporanee di particolare prestigio, mostre personali di importanti esponenti dell’arte contemporanea, di giovani artisti italiani e stranieri e dei principali protagonisti dell’arte del XX secolo: Mirò, Savelli, Burri, Fontana, Tapies e molti altri.
A testimonianza di questa innata predisposizione per l’arte contemporanea, in provincia di Prato esiste un particolare museo all’aperto: Luicciana. Non si tratta di un edificio, ma di una vera e propria frazione del paese di Cantagallo: dagli anni ’80, numerosi artisti vennero invitati dalla Pro Loco a realizzare le loro opere pittoriche direttamente sulle case, ecco così che questa splendida frazione divenne un museo all’aperto di arte contemporanea.
All’interno del Parco-Museo Quinto Martini, situato a Seano (Carmignano) e progettato dall’architetto Ettore Chelazzi, sono raccolte 36 statue in bronzo, donate dallo stesso artista e collocate fra aiuole, prati e viali in ghiaia, che documentano circa sessant’anni di attività dell’artista. Il Parco-Museo Quinto Martini è uno dei più prestigiosi complessi scultorei all’aperto dell’Europa.
La città di Milano, considerata da tutti la capitale dell’economia italiana, nasconde al suo interno un patrimonio culturale di tutto rispetto: la città vanta numerosi musei, gallerie e fondazioni, e le mostre d’arte organizzate in città molto spesso sono davvero rilevanti ed apprezzate anche a livello internazionale.
Milano ospita più di 30 musei che custodiscono opere d’arte, quadri, affreschi, sculture, nonché documenti, testimonianze del passato ed importanti cimeli legati al mondo della scienza e della tecnica. Il Castello Sforzesco, oltre ad essere uno dei monumenti più celebri e rappresentativi di Milano, ospita al suo interno un Museo d’Arte Antica, una Pinacoteca, il Museo degli Strumenti Musicali, il Museo della Preistoria ed il Museo Egizio.
Arte e cultura a portata di tutti, anche dei bambini: uno dei musei più amati è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” dove è possibile visionare i modelli delle macchine di Leonardo, ricostruite secondo i suoi disegni, e l’imponente sottomarino Toti, il primo costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Per gli amanti dell’arte sono molti i musei a disposizione del pubblico: oltre alla Pinacoteca di Brera vi sono il Cenacolo Vinciano, il Museo d’Arte Paolo Pini, il Museo del Tesoro del Duomo ed il Museo Diocesano. Imperdibile una visita alla Pinacoteca Ambrosiana dove si potranno ammirare i capolavori di Botticelli, Leonardo, Bramantino, Caravaggio e molti altri artisti italiani e stranieri.
A Milano si svolgono numerose mostre d’arte, le più prestigiose si svolgono in pieno centro storico: numerose esposizioni sono ospitate tutto l’anno presso le sale interne del Castello Sforzesco, nelle splendide sale del Palazzo Reale ed all’interno delle due più importanti pinacoteche milanesi, la Pinacoteca di Brera e la Pinacoteca Ambrosiana.
Le esposizioni, ovviamente, non si svolgono solo ed esclusivamente nei musei, ma anche nelle numerose gallerie d’arte private dislocate in tutta la città (se ne contano oltre cinquanta), sia in centro che in periferia: pittura, scultura, fotografia, design, installazioni e video di artisti italiani o internazionali. Inoltre, capita spesso che a Milano le mostre vengano allestite non solo nei luoghi già citati, ma anche in location molto più inusuali: vie e piazze cittadine, discoteche e locali, ma anche ristoranti e stazioni ferroviarie.
A Milano, esistono alcuni luoghi che, con il passare degli anni, sono diventati veri e propri punti di riferimento per l’arte e per la vita culturale della città, il più celebre è sicuramente la Triennale di Milano, ospitata all’interno della Palazzina dell’Arte in Viale Alemagna. Al suo interno, da molti anni a questa parte, si svolgono esposizioni temporanee dei settori dell’architettura, delle arti visive, del design e della moda. La Triennale non è solo arte ma anche moda e divertimento: all’interno dell’edificio vi è il Coffee Design, dove sarà possibile gustare un aperitivo o un pranzo circondati da oggetti dei maggiori designer italiani e stranieri; il Fiat Cafe La Triennale, invece, situato nel verde del Parco Sempione, ospita poltrone, sedute e divani progettati in esclusiva da importanti designer.
Anche Palazzo Reale, in Piazza Duomo, rappresenta uno dei poli culturali più importanti di Milano: insieme alla Rotonda di Via Besana, al Palazzo della Ragione ed al Palazzo dell’Arengario, ospita mostre temporanee di grande interesse e prestigio. Molte esposizioni d’arte, inoltre, vengono ospitate all’interno di musei e pinacoteche cittadine: il Museo Diocesano, il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, la Fondazione Stelline, la Fondazione Arnaldo Pomodoro, la Fondazione Antonio Mazzotta, la Biblioteca di Via Senato.
In numerose città esistono monumenti o castelli solitamente accompagnati da eventi misteriosi e leggende: non solo fantasmi ed apparizioni ma anche eventi semplicemente.. curiosi! Da sempre queste leggende mi appassionano e cerco sempre di scoprire le piccole curiosità che riguardano le città italiane e tempo fa ho scovato un interessante sito internet numerose informazioni su curiosità e misteri della Città Eterna: Roma.
Non si tratta di storielle inventate per spaventare i bambini ma se anche voi, come me, durante le lezioni di storia eravate sempre disattenti, parlavate sottovoce con la compagna di banco o eravate in giro a bighellonare per i corridoi della scuola .. ecco qualche simpatica notizia su Roma!
Colosseo
Si tratta del monumento più celebre di Roma, nonchè meraviglia architettonica di questa città. Prima curiosità: il termine "colosseo" non è da attribuire alla maestosità colossale della struttura, ma dalla maestosità di una statua che Nerone aveva fatto erigere, in sui onore, vicino all’anfiteatro stesso. Seconda curiosità: avrete visto sicuramente tutti il film “il Gladiatore” e, nell’immaginario collettivo, c’è questa scena dell’imperatore che, tramite un gesto, decideva le sorti dei combattenti: pollice in giù la morte, pollice in su la salvezza. La curiosità è che il pollice, in realtà, non veniva rivolto "verso il basso" ma verso la gola: questo gesto imitava il rituale con il quale veniva ucciso il perdente, ovvero trafiggendo il cuore con la spada dalla base della gola. Terza curiosità: all’interno del Colosseo, oltre ai tradizionali scontri con gladiatori ed animali feroci, venivano organizzate anche le “naumachie”: tutta l’arena veniva riempita d’acqua e vi si svolgevano delle vere e proprie battaglie navali simulate!
Palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica)
I romani utilizzano il termine dialettale "Madama" per definire la polizia, questo perchè, nella metà del 1800 Palazzo Madamo era sede degli uffici della polizia e del tribunale.
La Bocca della Verità
Il celebre mascherone di marmo è conosciuto in tutto il mondo per la leggenda, secondo cui, se si giura il falso tenendo la mano nella bocca del mascherone, questa verrebbe tranciata in un solo colpo. E’ una leggenda che, ormai, tutti conoscono ma forse non sapete che, nel Medioevo, la mano di chi raccontava troppe bugie, veniva realmente tagliata da un boia strategicamente posizionato dietro il mascherone!
La Porta Magica e la Pietra Filosofale
Secondo alcuni, in Piazza Vittorio esiste una porta magica: sui resti di questi monumento alchemico, sono visibili strani segni ed iscrizioni e, per i più fantasiosi, la porta custodisce i segreti della pietra filosofale, la celebre pieta in grado di trasformare il metallo in oro scintillante!
La Galleria Prospettica
A Palazzo Spada è possibile ammirare la galleria prospettica di Francesco Borromini: a prima vista questa galleria può sembrare molto lunga (circa 35 metri) ma, in realtà, non supera i 9 metri! L’illusione è data dalla particolare dimensione delle colonne che adornano i lati della galleria: le colonne si rimpiccioliscono mano a mano che si procede verso il fondo della galleria, mentre il pavimento sale, dando così un particolare effetto prospettico.
New Age nel I secolo d.C.
A Porta Maggiore, nel 1917 durante alcuni lavori, venne riportata alla luce la Basilica Neopitagorica, situata ad otto metri sotto il livello stradale: al suo interno, nel I secolo d.C, venivano celebrati culti relativi alla purificazione, per riscoprire l’armonia con la natura e ritrovare l’equilibrio interiore.
Un week-end solo non basta per vedere ed ammirare tutto ciò che la città di Venezia ha da offrire (a mio parere servirebbe minimo una settimana) ma è di sicuro un tempo sufficiente per lasciarsi avvolgere dalla magica atmosfera della città sull’acqua, una delle città più romantiche al mondo. Ogni anno Venezia è visitata da numerosi turisti ed è una meta ambita per tutti i visitatori stranieri e forse, proprio per questo motivo, un breve weekend a Venezia potrebbe costare una cifra non del tutto irrisoria.
Per visitare la città di Venezia e nel contempo, risparmiare abbastanza soldi da potersi ripagare il viaggio di ritorno, bastano solo pochi ed astuti accorgimenti per evitare di finire sul lastrico. Inizierò questa breve guida, che potremmo intitolare VISITARE VENEZIA RISPARMIANDO, indicando la prima (e fondamentale) attività alla quale rinunciare a Venezia (per chi desidera risparmiare) purtroppo sto parlando del giro in gondola: una cosa molto romantica, certo, ma i prezzi sono esorbitanti, a meno che non accettiate di dividere la gondola con altre persone, ma a questo punto.. addio romanticismo!
I Trasporti
Per chi, in città, non ha mete precise ed orari stabiliti, il consiglio è quello di spostarsi a piedi, senza usare i vaporetti: potrete scoprire anche gli angoli più nascosti e meno affollati della città e godere degli splendidi paesaggi che si aprono ad ogni angolo. Per chi, invece, ha mete precise da visitare, nonché orari da rispettare, è possibile usare i vaporetti: il biglietto di corsa semplice (validità di 60 minuti dalla timbratura) costa € 5,00; il Biglietto 24 (validità di 24 ore dalla timbratura) costa € 12,00, oppure il biglietto tre giorni (validità di 72 ore dalla timbratura) al prezzo di € 25,00.
I Musei
Un altro problema per chi desidera visitare non solo la città di Venezia ma anche i suoi musei e le sue chiese, sono i biglietti, infatti, oltre alle interminabili code bisogna sopportare anche gli alti prezzi d’ingresso: il biglietto intero per visitare i musei di Piazza San Marco, ad esempio, costa ben 12 euro, lo stesso prezzo della salita alla Torre dell’Orologio. Il mio consiglio è quello di avvalersi della Museum Pass (del costo di 18 euro e la validità di 6 mesi) con 18 euro è possibile visitare tutti i Musei principali di Venezia: Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale, Biblioteca Nazionale Marciana, Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, Casa di Carlo Goldoni, Museo di Palazzo Mocenigo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Museo d’Arte Orientale, le mostre del Museo Fortuny, il Museo del Vetro di Murano ed il Museo del Merletto di Burano.
Esiste, inoltre, numerose altre agevolazioni: la VENICEcard è una carta sconti creata dal Comune di Venezia che, a seconda dell’età e del tempo di validità (12 ore, 48 ore o 7 giorni), permette l’utilizzo illimitato dei mezzi di trasporto, l’ingresso gratuito o ridotto in alcune chiese e musei, sconti per parcheggi e strutture ricettive, nonché numerose altre agevolazioni; la VENICEcard è acquistabile solo su prenotazione, per informazioni visitare il sito internet.
Gli Alberghi
Se volete risparmiare anche sull’alloggio, abbandonate l’idea di avere una camera con vista sul Canalgrande: a Venezia esistono numerosi alberghi economici ma sono piuttosto decentrati. La soluzione migliore è sicuramente quella di soggiornare a Mestre (tra hotel, B&B e campeggi, vi sono numerose strutture ricettive economiche) in quanto è attivo un servizio di vaporetti che vi condurrà comodamente nel centro di Venezia.
Una storia davvero travagliata quella che ha visto protagonista Brescia sino dal VI secolo d.C. invasioni, barbarie, tirannie si sono succedute sulla città con un ritmo incalzante fino all’epopea del 1° aprile 1849 quando gli Austriaci dopo dieci lunghi giorni di battaglia contro i bresciani che intendevano riconquistare libertà ed autonomia, svilupparono un decisivo assalto contro tutte le porte della città, i patrioti che non riuscirono a fuggire vennero fucilati e i soldati imperiali si abbandonarono a crudeltà e efferatezze di ogni genere. Costretta alla resa, da quel giorno guadagnò il titolo di Leonessa d’Italia.
A Giosuè Carducci, va il merito di avere reso popolare le gloriosa definizione,ma egli riprese un verso di un grande poeta risorgimentale: Aleardo Aleardi.
È proprio in un canto di Aleardi che Brescia viene chiamata per la prima volta "Leonessa d’Italia".
Le testimonianze della lunga e travagliata storia della città si ritrovano in resti romani, palazzi medievali, chiese gotiche, opere d’arte rinascimentali ospitate in chiese e musei cittadini.
In città è consigliabile una visita a Palazzo Martinengo Palatini :la costruzione risale al 1675, fondata su una struttura quattrocentesca. La facciata è ornata da un portale in marmo e da due statue raffiguranti Marte e Minerva opera di Sante Calegari. All’interno è da segnalare il Salone Apollo, con affreschi incorniciati da stucchi dorati di Giulio Quaglio e risalenti al 1714.
Il Palazzo è oggi sede dell’Università
Santuario di Santa Maria dei Miracoli: Il Santuario, risalente al ’400, presenta una splendida facciata con bassorilievi del Botticino. Nel corso del ’500 la chiesa subì alcune modifiche ad opera di Stefano Lamberti.
Le parti laterali, il rialzamento della prima cupola e la parte esterna della seconda risalgono invece al ’700. L’interno è arricchito da opere d’arte di numerosi artisti, fra cui ricordiamo "I Dodici Apostoli" di Gaspare da Coirano, le statue nelle nicchie delle porte laterali dei Calegari; ai lati dell’altare maggiore si possono ammirare dipinti di Marone, Cossali, Gandino e Bagnadore.
Tempio Capitolino: o Capitolium fu eretto da Vespasiano intorno al 74 D.C.
Fra il IV ed il V secolo il Tempio venne distrutto da un incendio e riscoperto nel 1823; solo nel 1939 ha assunto l’attuale aspetto. All’interno ha tre sale con una ricca raccolta di epigrafi e steli votive di epoca romana.
Palazzo Tosio: venne riedificato fra il 1829 ed il 1940 in chiave neoclassica dal Vantini per sistemare le collezioni d’arte del conte Paolo Tosio (oggi custodite presso la Pinacoteca Tosio Martinengo). Intatti il portico con archi a tutto sesto e qualche sala del pian terreno datati fine ’500.
Nel sottosuolo sono stati rinvenuti reperti d’epoca romana, forse resti di un impianto termale.
Nel cortile si può ammirare la fontana della Naiade, di Gaetano Monti. Nel salone delle adunanze dell’Ateneo si trovano tele di Gabriele Rottini e Andrea Appiani il Giovane.
Le bellezze della zona, però, non si esauriscono con i monumenti della città: il territorio della sua provincia incanta per la varietà e la ricchezza di bellezze naturali: dalla fertile pianura della zona più meridionale alle alte vette del gruppo dell’Adamello, dalle sponde dei laghi d’Iseo e di Garda è un susseguirsi di gradevoli mete per il turista che desideri divertirsi, praticare sport estivi od invernali, rilassarsi e godere delle proprietà terapeutiche delle acque dei numerosi Stabilimenti Termali della zona.
Sempre in territorio bresciano si trova il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri della Valle Camonica, patrimonio dell’UNESCO, dove si possono ammirare i suggestivi graffiti lasciati dai Camuni, fra cui i più antichi risalgono ad oltre 10.000 anni fa.
La presenza dei laghi nella zona orientale del territorio rende particolarmente mite il clima nonostante la latitudine e permette la coltura di viti, ulivi ed agrumi, in special modo sulla riviera del Garda; con ciò si spiega la rinomata tradizione enologica (Franciacorta, Garda Classico, Lugana, San Martino della Battaglia) e di olio extravergine d’oliva (Olio del Garda DOP) che ben si accompagnano con gli altri prodotti e piatti tipici: formaggi, salumi, polenta, casoncelli (ravioli con ripieno caratteristico da zona a zona), ma anche pesci d’acqua dolce, rane e lumache.
Meta turistica molto nota ed anche relativamente esclusiva, si trova a poche miglia dal litorale toscano di fronte al Golfo di Follonica.
La facilità di comunicazioni con il continente, il bel mare, le coste frastagliate e l’entroterra montuoso, la rendono un’ambita e rinomata località di vacanza.
Poco più di 147 chilometri di costa per questa che è la terza isola italiana per estensione ed ovviamente la più vasta dell’Arcipelago Toscano. L’Elba è totalmente compresa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa, tutela 56.766 ettari di mare e 17.887 ettari di terra che comprende tutte le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano e alcuni isolotti minori e scogli. Particolare è la forma dell’Isola che sembra inneggiare la ricca fauna del mare circostante con la sagoma a guisa di pesce!
La morfologia dell’interno dell’isola, con la cima più alta, il monte Capanne, che raggiunge ben 1019 metri offre valide alternative alla vita da spiaggia: alberi ad alto fusto e lussureggianti boschi di castagni piantati dagli isolani già nel XIV secolo, rendono l’entroterra fresco e fruibile per rilassanti passeggiate e trekking a piedi o a cavallo.
Da vedere da sapere ….
L’Isola d’Elba però non è solo mare e natura rigogliosa: la sua storia è ricca e travagliata e quindi tanti sono i reperti ed i tesori che i secoli hanno lasciato su questa perla dell’Arcipelago Toscano
I Luoghi di Napoleone
Qui Napoleone visse il proprio esilio e qui in breve divenne illuminato amministratore: moltissimi sono i luoghi legati alla sua permanenza sull’isola, il principale è la Villa dei Mulini a Portoferraio, fra Forte Falcone e Forte Stella, costruito in posizione privilegiata per vigilare sia sul mare che sulla cittadina.
Nella stagione calda Napoleone soggiornava invece in una casa immersa nel verde, Villa di San Martino, poco distante da Portoferraio che, nel XIX secolo viene affiancata, da una galleria in stile dorico, fatta costruire dal principe Demidoff, cugino dell’Imperatore, al fine di accogliere i cimeli di Napoleone. Un altro museo napoleonico si trova nella Chiesa della Misericordia a Portoferraio, che custodisce, fra l’altro anche il calco in gesso della mano e del volto dell’Imperatore; oltre 200 testi appartenuti a Napoleone sono stati donati agli elbani e sono custoditi alla Villa dei Mulini; la passione di Napoleone per il teatro di concretizza in due strutture: uno nella Villa dei Mulini ed uno più grande, detto dei Vigilanti, nella chiesa sconsacrata del Carmine a Portoferraio. Fra gli altri luoghi napoleonici ricordiamo il Romitorio nel bosco nei pressi del Santuario della Madonna del Bosco e una curiosa roccia, detta "Sedia di Napoleone", da dove egli ammirava la sua Corsica.
I Santuari
Piccole comunità monastiche, dette Romitori di cui il più antico e famoso è il Romitorio di San Cerbone, nacquero nell’entroterra dell’Isola negli anni che seguirono la decadenza dell’Impero Romano quando le coste non erano più luogo sicuro a causa dei saccheggi dei predoni del mare.
Nei secoli successivi questi edifici divennero Santuari dedicati al culto della Madonna, edifici dalla struttura molto semplice, ma assai suggestivi: il medievale Santuario della Madonna del Monte, presso Marciana, nascosto in un bosco di castagni, fu realizzato fra il XIII ed il XIV secolo e ricostruito nel Cinquecento; il Santuario della Madonna delle Grazie a Capoliveri, del ’500 secondo la leggenda venne abitato dagli eremiti al seguito di Mamiliano, che si era stabilito sull’isola di Montecristo dopo il V secolo. Il Santuario della Madonna della Neve a Lacona, costruito nel Cinquecento su di una precedente struttura romanica, è stato più volte rimaneggiato fra il XVII ed il XX secolo. Il Santuario della Madonna del Monserrato, con una semplice cupoletta intonacata, venne costruito nel 1606 per volere del governatore di Longone José Pons y Léon a ricordare l’omonimo Santuario di Catalogna (al suo interno si trova una Madonna Nera; la chiesetta viene aperta solo l’8 settembre e l’8 aprile). Il Santuario di Santa Caterina di Alessandria, infine, risalente forse al Cinquecento è ora sede di un centro per artisti e di un orto botanico.
Storia e Leggende
La principessa Alba
Pare che, nella zona delle Grotte a Portoferraio, presso i ruderi romani, si oda il lamento disperato di una donna che invoca il suo amato scomparso. Secondo la leggenda sarebbe la principessa Alba che si recò sull’isola con il suo innamorato Sabino dopo aver chiesto la protezione alla dea Venere. La dea accordò il proprio aiuto e indicò loro l’isola dove avrebbero potuto vivere indisturbati il loro amore, ma solo se avesse ricevuto in cambio la costruzione di un’ara a lei dedicata. I giovani si dimenticarono della promessa e Venere, per castigo, condannò Sabino a vagare senza meta vittima di un’amnesia ed Alba a piangere in eterno il proprio amore perduto.
L’Elba, la spiaggia e il pisolino degli Argonauti
Apollonio Rodio, poeta greco autore del poema epico “Le Argonautiche” che narra il viaggio di Giasone e della sua nave "Argo", trascorse sull’Isola d’Elba un lungo periodo di tempo, scegliendola come luogo di ritiro ed indica l’isola come tappa del viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro: nel corso della traversata del Tirreno gli Argonauti approdarono sulla spiaggia delle Ghiaie, che nel III secolo a.C. era una spiaggia di ciottoli bianchi; le striature che oggi presentano i sassolini secondo la leggenda sarebbero dovute al sudore degli Argonauti sdraiati sulla battigia.
I forni degli Etruschi
Per gli etruschi l’Isola d’Elba rappresentò una fonte ricchissima di materie prime e contribuì, in maniera decisiva, allo sviluppo della loro civiltà. Il sottosuolo dell’isola infatti era, ed è ricco di minerali ferrosi, primo fra tutti l’ematite.
Lunghi studi sono stati condotti sulle modalità con cui gli etruschi fondevano questo metallo: la riduzione dell’ematite infatti richiedeva, all’epoca, tempi molto lunghi e forni in grado di sviluppare i 1300 gradi necessari alla fusione. Oggi in località Mulinaccio, nel "Parco sperimentale di metallurgia antica", è possibile prendere parte al processo di fusione del ferro così come avveniva nel III secolo a.C.. Il parco è stato inserito dall’Unesco nell’ambito del progetto "C’è un mondo da fare", come esempio di recupero e divulgazione del patrimonio storico e culturale di un popolo.
Se avete bisogno di organizzare un soggiorno in qualsiasi regione italiana per svago, studio o lavoro, prediligendo come tipologia di alloggio il residence, è on line un sito che fa al caso vostro.
Si tratta di una guida interamente dedicata alle strutture residenziali d’Italia. Avete la possibilità di filtrate i residence tramite l’elenco regionale, in home page alla vostra sinistra. Ogni scheda contiene informazioni utili riguardo l’alloggio ed i servizi offerti: recapiti, indirizzo, comfort, accessibilità per disabili.
Il residence è confortevole quanto un hotel, ma offre al cliente più indipendenza, soprattutto per il consumo dei pasti, in quanto gli alloggi sono sempre corredati da cucina indipendente. In città è adattato alle esigenze di chi lavora, mentre nelle località turistiche è ideale per i bisogni di adulti e bambini. Il residence rappresenta quindi una soluzione che può essere consona a tutti: uomini d’ affari in trasferta e famiglie.
Quindi vi invito a visitare questo sito se state cercando un residence per la vostra permanenza più o meno lunga in qualche città italiana.
Particolarmente indicata a chi viaggia spesso per lavoro è anche la sezione dedicata ai trasporti in Italia.
Ogni giorno, in Italia, si svolgono numerose esposizioni d’arte temporanee: opere di artisti contemporanei, dei giovani talenti emergenti o i capolavori più prestigiosi dei grandi Maestri del passato, diventano protagonisti di mostre d’arte di particolare pregio. All’interno del sito Italiamostre è disponibile l’elenco aggiornato delle mostre d’arte in corso ma, sono disponibili anche le mostre concluse (in archivio) e le esposizioni che devono ancora essere inaugurate. Per esaminare l’elenco, basta selezionare dal menù principale la regione di interesse e, in seguito, scegliere la mostra. Per ogni esposizione è possibile conoscere il periodo di svolgimento, la location (musei, gallerie, pinacoteche o luoghi pubblici), giorni e orari di apertura, costo d’ingresso, sito web ed e-mail, descrizione e tante altre informazioni.
Il sito non fornisce semplicemente un elenco di mostre, infatti, al suo interno è possibile trovare anche un interessante articolo di Amedeo Modigliani, notizie aggiornate di cultura ed arte, ma anche links, recensioni e tante altre informazioni sull’arte italiana.