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Tutti i giovani che vivono in provincia hanno sempre avuto un sogno: andare a vivere a Milano, suppongo più per la comodità di avere locali e negozi sotto casa che altro.
In seguito, con gli anni, dopo aver visitato la città in pieno agosto quando l’asfalto sembra sciogliersi sotto i piedi, in pieno inverno con il gelo che penetra nelle ossa e di sabato sera, quando guidare ed orientarsi per le vie di Milano sembra più difficile che pilotare uno shuttle nell’universo, ho capito che Milano non fa per me.
Castello sforzescoAdoro passeggiare il sabato pomeriggio per corso Vittorio Emanuele e via Torino, trascorrere la serata in uno dei tanti locali di Milano e persino viaggiare in metrò non mi sembra poi così tanto brutto (bisognerebbe sentire l’opinione di chi, il metrò, lo utilizza tutte le mattine per andare al lavoro).
Personalmente preferisco godere delle bellezze della città poco alla volta, per rimanere ad ogni visita affascinata dalla città, come fosse la prima volta che la visito: chi vive a Milano, probabilmente, non alza più lo sguardo per ammirare il Duomo o non fa più caso alle caratteristiche piazzette nascoste dai palazzi e non si sofferma a guardare i Navigli.
Per il momento sono ancora ferma alla Milano dello shopping e del divertimento notturno ed ho trascurato gli aspetti più culturali della città: non ho ancora visitato la Triennale, non visito da anni il Castello Sforzesco e non sono mai salita in cima al Duomo!
Il fatto è che Milano è il paradiso dello shopping: centinaia di negozi che si susseguono, dalle scarpe ai vestiti, dagli accessori di grandi marche ai negozietti di abiti vintage. Solo saltuariamente la fila di negozi è interrotta da un bar, dopotutto tra un acquisto e l’altro, una piccola pausa per ricaricare le energie è necessaria!
Il mio tracciato preferito, per quanto riguarda lo shopping, parte dal Duomo ed attraversa via Torino, sino ad arrivare a Porta Ticinese. Via Torino è ideale per ragazzi e ragazze in quanto è possibile trovare tutto ciò che si desidera, i negozi non sono particolarmente costosi e sono indirizzati principalmente ai giovani: abbigliamento ed accessori sportivi, eleganti o casual, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Eventi a MilanoLa fiera degli "Oh bej Oh bej" si svolge in coincidenza con la festività di Sant’Ambrogio, il 7 dicembre, e si articola nella zona circostante la basilica del Santo.

Il nome deriva dalla frase che i vari mercanti gridavano (oh belli, oh belli) declamando le virtù delle loro merci per attirare i clienti.

L’origine della festa merita di essere raccontato, anche se possono sorgere facili dubbi sulla verità storica della tradizione popolare. Secondo la leggenda, all’inizio del 1300 papa Pio IV inviò a Milano Giannetto Castiglione in missione apostolica, con lo scopo di riguadagnare l’affetto degli animi ambrosiani nei confronti della Chiesa. Castiglione, antesignano uomo di marketing, pensò bene di entrare a Milano il giorno di Sant’Ambrogio distribuendo dolcetti ai bambini e guadagnando un seguito sempre maggiore, fino ad arrivare alla basilica di San’Ambrogio.

Questo è solo uno dei tanti eventi che si svolgono a Milano, una città interessante da vivere e da visitare.

Milano per noiPiazza Vetra

In epoca romana nella zona della piazza passavano due fiumi, il Seveso e il Nirone che poi si univano in unico corso d’acqua chiamato Vettabia. Con la costruzione delle mura massimiane questi fiumi vennero deviati e usati per la costruzione del fossato. Il luogo deve probabilmente il suo nome a un antico accampamento romano situato nella zona, appunto "castra vetera".

Teatro alla Scala

I lavori di costruzione del teatro lirico più famoso del mondo iniziarono nel 1776, anno in cui, a causa di un incendio, era stato distrutto il teatro di corte dell’antico Palazzo Reale. In quel luogo sorgeva la chiesa di Santa Maria alla Scala, che venne a suo tempo fatta erigere da Beatrice Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti.

Ca’ granda

Questo enorme edificio di circa 43000 metri quadri venne costruito dagli Sforza e inaugurato nel 1456; in un unico luogo riuniva tutti i precedenti piccoli ospedali della città. La progettazione del palazzo seguì criteri igienici per l’epoca, per fare un esempio i servizi erano nella parte bassa dell’edificio e gli scarichi defluivano verso il vicino naviglio. Per questo motivo l’edificio rimase la sede dell’ospedale fino al 1939 quando venne trasferito alla più moderna struttura di Niguarda. Fortunatamente quando venne parzialmente distrutto dai bombardamenti alleati del ’43 l’edificio era vuoto. Restaurato nel dopoguerra è oggi sede dell’università statale.

Broletto

Nel luogo in cui ora si trova il Palazzo della Ragione nel 1228 venne costruito un palazzo detto il "Broletto Nuovo" perchè sostituiva il "Broletto Vecchio" situato nell’attuale piazzetta Reale. Il nome "broletto, brolo" indicava il prato in cui l’arcivescovo esercitava la giustizia nell’alto medioevo.

i Bastioni

Per due volte Federico il Barbarossa assediò la città di Milano, trovando alleati politici e militari nelle città lombarde che per tanti anni avevano subito l’egemonia dei milanesi. Per tentare di contrastare gli assalti nemici venne creato un fossato circolare all’esterno delle mura massimiane; con la terra estratta venne costruita una cinta di bastioni sul percorso dell’attuale "cerchia dei navigli".

via Case Rotte

Durante l’Alto Medioevo a Milano emersero fiorenti industrie, in special modo per la lavorazione dei metalli e della lana e la costruzione dei Navigli causò un grande impulso positivo per tutte le attività commerciali. Inevitabilmente con il crescere dell’economia crebbero le lotte politiche. La famiglia dei Torriani, e Martino della Torre in particolare, dominarono per lungo tempo la scena politica milanese e da loro vennero realizzate importanti opere pubbliche che conquistarono il favore della popolazione. Alla fine del tredicesimo secolo cominciò una lunga lotta tra Torriani e Visconti, conclusa col predominio di questi ultimi nel 1311 e la ferocia con cui i Visconti si accanirono sulla abitazioni dei Torriani è testimoniata ancora oggi dal nome di una via: Case Rotte.